Alte Marche: i Comuni si alleano per un turismo di qualità, le eccellenze sul podio con cultura, birra e tartufo

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Giovanni Bosi, Apecchio / Marche

Non poteva che avere sede nella Città della Birra per antonomasia l’associazione che vede alleati i luoghi italiani delle bionde, delle rosse e delle scure. Ovvero i centri nei quali sono operativi birrifici agricoli, artigianali e brew pub che raccontano storia e gusto dei rispettivi territori. E’ l'Associazione Nazionale Città della Birra, che ad Apecchio trova il suo naturale quartier generale. E a dimostrarlo qui è stata creata anche una nuova parola che riassume la vocazione: alogastronomia. Siamo nelle Alte Marche, dove di eccellenze ce ne sono diverse…

 

(TurismoItaliaNews) Crocevia tra Marche, Umbria e Toscana, vissuta in passato da Piceni, Umbri e Celti, Etruschi e Romani, oggi Apecchio riesce ad essere alla ribalta nel nome di un’eccellenza che qui ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista: la birra. E “alogastronomia” è proprio il neologismo che sintetizza le virtuose relazioni tra birra artigianale, prodotti di qualità e territorio da cui provengono. “Il termine veicola un’idea rivoluzionaria, la birra non è solo la profumata compagna di tanti piatti e specialità tipiche, ma diventa un vero e proprio ‘connettore gastronomico’ che collega i prodotti del nostro territorio” chiosa il sindaco Vittorio Alberto Nicolucci.

Apecchio

Il tartufo di Acqualagna a tavolaAlte Marche: i Comuni si alleano per un turismo di qualità, le eccellenze sul podio con cultura, birra e tartufo

Del tema si è tornati a parlare in occasione del festival che ad inizio ottobre 2020 ha incrociato nel nome del gusto due eccellenze: birra e tartufo. Il talk-show promosso da Tipicità, con Alberto Monachesi in veste di moderatore, ha riunito gli attori di quel meraviglioso progetto ormai divenuto realtà che unisce le forze dei Comuni delle Alte Marche, ovvero Acqualagna, Arcevia, Cagli, Cantiano, Frontone, Piobbico, Serra Sant’Abbondio e Sassoferrato. Si sono prese le mosse dall’Unione Montana del Catria e del Nerone per creare un tour nel Grand Tour delle Marche, per dirla con le parole di Angelo Serri, direttore di Tipicità. Già accomunati dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne che coinvolge l’Appennino Basso Pesarese e Anconetano, questi territori hanno saputo superare la politica del localismo, per abbracciare un programma di lavoro condiviso nel quale il turismo si rivela un tassello irrinunciabile.

Così gli scenari attesi parlano di un rafforzamento del settore turistico, in cui si riduce la stagionalità e ci si specializza, si qualifica la funzione ricettiva, si integra più strettamente con le filiere agroalimentari di qualità, si incrementano i flussi di visita, si generano nuovi posti di lavoro grazie ai quali una parte della disoccupazione adulta e giovanile possa essere riassorbita e possano arrivare nell’area nuovi abitanti attirati dalla primaria opportunità di insediamento data dalla disponibilità di lavoro. In ultima analisi: mettere un freno allo spopolamento ridando slancio ai servizi che garantiscono la qualità della vita.

La Gola del Furlo

Il Castello di Frontone

Il binomio fra birra e tartufo in questa fetta di Marche diventa naturale: Acqualagna fa da traino con il profumo del pregiato fungo ipogeo, Apecchio fa da apripista con la birra che crea un sistema di relazioni che può valorizzare un territorio ancor più ampio, partendo dalla gastronomia e allargandosi ad arte, cultura, artigianato, produzioni di eccellenza e ambiente. Obiettivo ambizioso? Neppure tanto se si considera che oggi parlando di turismo si deve guardare a 360 gradi. “La birra artigianale nel territorio dell'Unione Montana del Catria e Nerone è diventato un prodotto di grande interesse da diversi anni – sottolinea Alberto Alessandri, presidente dell’Unione Montana del Catria e del Nerone nonché sindaco di Cagli - grazie agli investimenti di alcune aziende locali, oggi la birra nel nostro territorio ha importanza rilevante come qualità, esportata su tutto il territorio nazionale ed europeo. Le aziende dei comuni di Apecchio in particolare, Serra Sant'Abbondio e Cantiano, possono vantare birrifici di ottima qualità. Ma il territorio dell’Unione Montana ha anche molto di più: dal tartufo alle amarene, dalla crescia di Frontone al cavallo del Catria, i funghi, il vino, il pane, le lumache e tanto altro…”.

Considerazioni che trovano la piena adesione degli altri primi cittadini: da Luca Lisi di Acqualagna a Daniele Tagnani di Frontone, da Alessandro Piccini di Cantiano a Ludovico Caverni di Serra Sant’Abbondio, da Dario Perticaroli di Arcevia a Maurizio Greci di Sassoferrato. Basti pensare che il 2021 dovrebbe segnare l’avvio della realizzazione della ciclovia turistica che percorrerà i comuni di Acqualagna, Apecchio, Cagli, Cantiano, Piobbico, Frontone, Serra Sant’Abbondio, Arcevia e Sassoferrato, un segno tangibile del patto stretto da questi territori. Del resto, quando si dice Apecchio si dice anche Tenute Collesi: un’avventura della qualità, della tradizione e dell’esperienza che nasce dalla passione del suo fondatore, Giuseppe Collesi, che sta portando la birra apecchiese in tutto il mondo. “Nelle coltivazioni e nei processi produttivi di birre e distillati tutto avviene in sintonia con i ritmi della natura e secondo i più avanzati criteri di sostenibilità” ci dice.

Giuseppe Collesi

Piobbico, il Castello Brancaleoni

Cagli

“La nascita nelle Marche di due importanti contenitori sulla birra artigianale siamo convinti possa essere un ulteriore volano per lo sviluppo dei settori agroalimentare e turistico della Regione – rileva Ludovico Caverni, che è anche presidente di ‘Marche di Birra', associazione di produttori della regione - a tal proposito abbiamo sviluppato in sinergia con l'Associazione Nazionale Città della Birra il progetto ‘Strade della Birra’, che vuol aiutare il visitatore a scoprire i luoghi dove nascono le migliori birre artigianali e agricole. Il progetto riunisce in un unico contenitore l'offerta culturale, alogastronomica e naturalistica dei comuni aderenti, i dati relativi alle birre prodotte e agli orari di apertura dei birrifici soci per creare una filiera turistica legata alla valorizzazione del territorio tramite la birra Made in Marche”.

L'idea a stata quella di creare un apposito percorso che guidi il beerlovers tramite un'apposita segnaletica, strumenti cartacei e digitali, alla scoperta dei birrifici e dei comuni marchigiani aderenti alle due associazioni. Del resto i numeri cominciano ad essere importanti: nella Marche esistono oltre 40 birrifici tra, agricoli, artigianali e brew pub e sono circa 670mila gli appassionati di birra artigianale.

Arcevia

Sassoferrato, Palazzo degli Scalzi

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