Santa Sindone, a Torino nuova esposizione con centinaia di migliaia di fedeli da tutto il mondo

Sono centinaia di migliaia le persone già prenotate per vedere da vicino la Santa Sindone, che viene esposta a Torino (città che la conserva dal 1578) da domenica 19 aprile a mercoledì 24 giugno 2015. Per l'ostensione un arco temporale più lungo rispetto a quello di altre esposizioni consentendo così, oltre alla visita di Papa Francesco, anche il pellegrinaggio di tanti fedeli da tutto il mondo e in particolare dei giovani che parteciperanno alle varie celebrazioni del Giubileo salesiano.

 

 

(TurismoItaliaNews) Quella di don Bosco è una ricorrenza molto significativa per Torino e il suo territorio, perché sono qui le radici della santità e dell'esperienza del religioso e dei suoi figli. Un binomio dunque straordinario per questa nuova esposizione della Santa Sindone. Che è famosissima: reca l'immagine di un uomo adulto con la barba e i capelli lunghi con i segni della sofferenza di Cristo, così come sono stati riferiti dai Vangeli. L'immagine è contornata da due linee nere strinate e dai rammendi riparatori dei danni subiti durante l'incendio del 1532. Nel corso degli ultimi anni il Sacro Lino è stato spesso oggetto di dibattiti circa la sua autenticità, ma “il credere è un atto di fede e il vero credente non necessita di prove scientifiche - sottolinea la Chiesa - la Sindone, nella sua fisicità, evoca immediatamente la passione ed il sacrificio di Gesù ed è pertanto un richiamo sufficiente a far muovere milioni di fedeli”.


Il motto della celebrazione “L'amore più grande”, nonché il richiamo ai tratti somatici del volto impresso nel Sacro Lino, sono gli elementi focali del francobollo da 0,95 euro realizzato per l’occasione dalla Città del Vaticano, come particolare testimonianza di un evento dall'alto valore religioso e culturale. La tiratura è di 250.000 serie complete in fogli da dieci esemplari.


La Sindone è un lenzuolo di lino tessuto a spina di pesce delle dimensioni di circa 4,41 x 1,13 metri, contenente la doppia immagine accostata per il capo del cadavere di un uomo morto in seguito ad una serie di torture culminate con la crocefissione. L'immagine è contornata da due linee nere strinate e da una serie di lacune: sono i danni dovuti all'incendio avvenuto a Chambéry nel 1532.


Secondo la tradizione, si tratta del Lenzuolo citato nei Vangeli che servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro. Questa tradizione, anche se ha trovato numerosi riscontri dalle indagini scientifiche sul Lenzuolo, non può ancora dirsi definitivamente provata. Certamente invece la Sindone, per le caratteristiche della sua impronta, rappresenta un rimando diretto e immediato che aiuta a comprendere e meditare la drammatica realtà della Passione di Gesù. Per questo Papa san Giovanni Paolo II l'ha definita "specchio del Vangelo".


Oltre alla Sindone, sarà esposto a Torino, nel Museo diocesano, per tutto il periodo dell'ostensione del Sacro Lino, il “Compianto sul Cristo morto” (1436) di Giovanni da Fiesole, detto il Beato Angelico. Un dipinto di valore assoluto e di grande suggestione. Il trasferimento temporaneo del quadro è anche un'operazione culturale di grande rilievo, che mette in evidenza l'importante rete di collaborazioni che l'ostensione è capace di suscitare. È la Consulta per Torino – gruppo che riunisce imprese impegnate nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale – il partner che ha contribuito all'iniziativa, insieme con l'Associazione Sant'Anselmo, organismo della Conferenza episcopale italiana per la promozione delle attività culturali (Sant'Anselmo cura anche la presenza della Cei al Salone del Libro di Torino, e ha contribuito alla mostra su Gesù alla Reggia di Venaria nel 2010).


L'esposizione del Compianto rappresenta anche uno stile preciso di “presenza culturale” della Chiesa in Italia: interventi mirati a richiamare ai valori profondi e sempre attuali della vita, in tempi che solo apparentemente sono dominati dal relativismo culturale e dall'indifferenza etica. Il Compianto rimane esposto nel Museo diocesano dal 16 aprile al 30 giugno (www.museodiocesanotorino.it); il biglietto d'ingresso ridotto costa 4 euro e può essere prenotato sul sito. Si ricorda che invece la visita alla Sindone è completamente gratuita, così come gratuita e obbligatoria è la prenotazione.


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