Tra acqua e cielo lo splendore del Delta del Po: dalla Sacca di Goro alla foce del Volano

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Giovanni Bosi, Delta del Po / Emilia-Romagna

Tra acqua e cielo non c’è soluzione di continuità e la poesia del paesaggio ammalia chiunque arrivi da queste parti per scoprire un mondo il cui l’uomo fa da spettatore. E’ il Delta del Po, un grande ecosistema che da migliaia e migliaia di anni cambia la propria consistenza sotto gli influssi del mare e del grande fiume, ma non certo la sua essenza. Non è un caso se tutto questo è Patrimonio dell'Umanità per volontà dell’Unesco insieme a Ferrara e alla sua storia. Qui la Natura dà spettacolo...

 

(TurismoItaliaNews) Le suggestioni più grandi si sperimentano direttamente muovendosi nell’acqua. Partendo dal porto di Goro per "scivolare" in barca nell’immensa Sacca e raggiungere il Po di Volano, risalendo controcorrente uno dei bracci del grande fiume, si può apprezzare l’essenza più vera di questo pezzo di mondo. Siamo sul versante emiliano del Parco del Delta, al quale è affidato il compito di tutelare e promuovere un ambiente che si scopre essere dinamico, in continua evoluzione, dove la Natura è libera di regalare nuove terre emerse o di riprendersi parti di esse.


“Un habitat ideale per molte specie di uccelli acquatici dove l'uomo è un ospite osservatore” ci dice Stefano Casellato che ci accompagna alla scoperta del territorio. Stefano vive e lavora da queste parti e come tanti ha fatto di questo patrimonio naturale la motivazione del proprio lavoro di guida ed esperto ambientale. Va detto subito che le escursioni tra i lidi ferraresi, la Sacca di Goro e le Valli di Comacchio non possono prescindere dall’essere accompagnati da esperti in grado di far conoscere, comprendere ed apprezzare una realtà “idraulica” che è complessa quanto straordinaria.

“Nel Delta la visita con le piccole imbarcazioni permette di scoprire scorci e habitat di grande interesse – aggiunge Stefano Casellato - partendo dal porto di Goro, si attraversa la Laguna per comprendere il ciclo produttivo degli impianti di raccolta delle vongole ed  osservare gli uccelli acquatici tra i canneti, i boschi e la pineta litoranea della Riserva naturale della Foce del Po di Volano”. Risalendo il Volano, ramo principale del delta del fiume in epoca medievale, si raggiunge l'antica Torre della Finanza, un edificio fortificato per il controllo dei traffici commerciali. Aironi, garzette, nitticore, cormorani, piovanelli, beccacce di mare, spioncelli, svassi, aironi e gli immancabili gabbiani affollano la zona e scorgerne uno piuttosto che l’altro diventa una gara mentre la nostra piccola motonave Cristiana scivola leggera sull’acqua.


La Sacca di Goro è una delle maggiori lagune salmastre dell'Alto Adriatico; a separarla parzialmente dal mare è lo Scannone di Goro, una lingua di sabbia di recente formazione, su cui si trova il caratteristico Faro. La presenza di acqua dolce e salata, la scarsa profondità dei fondali ed altre peculiarità ecologiche permettono l'insediamento di importanti comunità vegetali: canneti e praterie di salicornia, limonio, giunchi palustri, ammofila e puccinellia diventano così l’habitat ideale per le numerose specie di uccelli. Goro, un tempo piccolo insediamento di casoni di canna situati sull'argine destro del Po, oggi è un caratteristico borgo peschereccio dotato di un moderno porto che vanta anche un interessante sviluppo turistico. Ma intorno c’è davvero tanto da vedere: a partire da Comacchio, e poi la Riserva Naturale Bosco della Mesola, Codigoro, l’affascinante Abbazia di Pomposa centro di spiritualità tra i più importanti di epoca medievale, fino alla costa con Lido degli Estensi piuttosto che Porto Garibaldi.

Una topografia
molto diversa nel passato

La topografia del territorio ferrarese, anticamente, era completamente diversa da quella che vediamo oggi, infatti, il corso del Po era rappresentato dal ramo del Primaro, o Padoa, ora occupato dal fiume Reno e da quello che oggi è il Volano, o Olana. Questa zona emergeva fin dai tempi antichi e le paludi ora bonificate, sono sorte da un ulteriore abbassamento del suolo litoraneo dall'Istria fino a Rimini. Ne sono prova le grandi quantità di torba che si trovano nel prosciugamento, grossi tronchi di albero (maggiormente querce), e vecchie fondazioni preromane e romane.

Spostarsi via acqua (dove è possibile) è il sistema migliore, ma pure la bicicletta non è da meno: le piste sono moltissime e “sono piste vere, dove transitano solo biciclette” tiene a dire l’ecologo Claudio Dolcetti. Ad esempio l'attuale argine sinistro del Po di Volano, tradizionalmente percorso da animali da soma per il trasporto di merci (da cui deriva i1 nome Argine Tiraglio), tra Migliarino a Migliaro ne ripercorre l'antico tracciato ed oggi è una piacevole pista ciclopedonale alternata a scorci di paesaggi agrari e dimore signorili.

Anche il Comune di Codigoro, la “città degli aironi”, fa la sua parte nella valorizzazione del territorio: “Siamo impegnati a creare le condizioni per potenziare dal punto di vista turistico questo nostro splendido territorio – ci spiega il sindaco Rita Cinti Luciani, al suo secondo mandato – vogliamo mettere in rete questo insieme di eccellenze a cui si accompagna la vicinanza a Ferrara. Cerchiamo di mettercela tutta, contando anche sulla collaborazione degli operatori privati”. Al Comune di Codigoro appartiene la gestione della cosiddetta Torre della Finanza, edificio settecentesco costruito dallo Stato Pontificio per controllare l'accesso alla foce del Po di Volano e che fino agli anni '60 fungeva come dogana, dove venivano compilati i moduli di transito che permettevano alle imbarcazioni di allora di trasportare le merci verso l'Istria. Iniziata nel 1739 (forse su progetto di Giovanni Iacomelli), nel ‘41 fu pronta a ricevere i soldati del presidio militare. La pianta dell'edificio ha una base quadrata che poggia su volte a botte, con un piano parzialmente interrato con murature esterne a scarpa; in origine era inserito all'interno di un terrapieno a forma di stella. “La struttura è stata restaurata di recente – sottolinea il sindaco Rita Cinti Luciani – e adesso stiamo lavorando per renderla a tutti gli effetti un centro di documentazione del Delta ed una vetrina per le eccellenze del territorio. La mobilità dolce è un altro tema che ci interessa ed infatti abbiamo voluto realizzare il completamento della pista ciclabile che consente di bypassare la Romea arrivando fin davanti all’Abbazia di Pomposa”.

Il Delta del Po e il suo Parco si rivelano un angolo di paradiso, con suggestioni da vivere in qualsiasi stagione, con il sole o persino con il cielo plumbeo. E se la Natura dà spettacolo, non è da meno la gente che da queste parti valorizza il territorio anche a tavola, partendo dall'ingrediente-principe, l'anguilla, proposta marinata piuttosto che in brodetto o nella classica versione alla spiedo. "Anche questo fa parte della cultura e della storia del nostro territorio" chiosa Franco Mezzogori, ex comandante delle guardie vallive e già capo valle del Parco regionale di Comacchio, oggi uno degli animatori della Sagra dell'Anguilla che annualmente richiama a Comacchio migliaia di estimatori.

Una storia di acqua, bonifiche ed opere idrauliche

La storia di questo comprensorio è storia di bonifiche, intraprese dai monaci benedettini, intorno all'Abbazia di Pomposa (VII secolo), con lavori di costruzione di argini, di canali, di chiaviche e adattamenti viari. Queste opere di bonifica vengono poi proseguite dagli Estensi, i Signori di Ferrara: infatti nei secoli XV - XVI il territorio era ancora sopraelevato rispetto alla bassa marea, tanto che, sebbene in massima parte a quest'epoca fosse ridotto ad acquitrino, potevano compiersi in un primo tempo tentativi isolati, di grandi lavori di bonifica a scolo naturale, per opera del Duca Alfonso II d'Este, e concluse nel Novecento dai Consorzi di Bonifica. La storia delle genti del Delta, da sempre legata alle vicende del fiume, è stata fortemente influenzata dai cambiamenti del suo corso, il quale creando nuovi alvei ha generato nuove possibilità di insediamento lungo le sue rive, e quindi di vita economica e sociale, lasciando tracce delle passate civiltà: il Po come risorsa per l'approvvigionamento dell'acqua, per la pesca, per l'irrigazione e come via di comunicazione.
 

 

I luoghi dove dormire, mangiare e degustare nel Delta del Po

Ristorante Oasi Cannaviè
Hotel Rurale
Complesso turistico alberghiero
Strada per Volano, 45 – 44021 Volano di Codigoro (Fe)
tel. +39 0533-719142
www.oasicannevie.com
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Logonovo Hotel
Via delle Querce, 109 -44029 Lido degli Estensi (Fe)
Tel. +39 0533-327520
www.hotellogonovo.it
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Ristorante “Il Bettolino di Foce”
Valli di Comacchio (Fe)
Tel. +39 344-0571330
www.vallidicomacchio.info
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Azienda agrituristica Ca' Laura
Con campo da golf a 9 buche
Via Cristina, 70 – 44020 Bosco Mesola (Fe)
Tel. 0533-794372 – 338-3815846
www.calaura.it
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Azienda agricola “Corte Madonnina”
Produzione e vendita “Vini delle Sabbie”
Via per Volano, 1 – 44020 Pomposa di Codigoro (Fe)
Tel. 0533-719002 – 719189
www.cortemadonnina.it
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Per saperne di più

Ufficio Informazioni Turistiche di Goro
via Cavicchini 13
tel. +39 0533 995030
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www.comune.codigoro.fe.it

Servizio informativo del Parco
Info Point Area Leader Delta del Po
tel. +39 346-8015015
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www.parcodeltapo.it
www.ferrarainfo.com
www.ravennaintorno.it

PoDeltaTourism
www.podeltatourism.it
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tel. 0533-81302 – 346-5926555

 

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
(A.F.)

 

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