Piani di Castelluccio, la Fiorita è un miracolo della Natura: la policromia straordinaria delle tante specie floreali

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Definirlo un miracolo della Natura non è certo esagerato. Lo spettacolo che ogni anno, tra fine maggio e i primi giorni di luglio – ma in realtà il periodo è variabile a seconda dell’andamento climatico – riserva l’altopiano di Castelluccio, in Umbria, a due passi da Norcia, è un insieme di suggestione, stupore, ammirazione, emozione. E’ la Fiorita, vale a dire l’insieme della fioritura delle tante specie floreali che vivono in questo altopiano e che danno luogo ad una policromia straordinaria.

 

(TurismoItaliaNews) Una tavolozza di colori come solo la Natura può esprimere. Un artista con il suo pennello forse non potrebbe arrivare a tanto. “Le specie floreali che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto in questo periodo, sono innumerevoli – spiegano da queste parti - camminando lungo i sentieri si possono incontrare genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e tanti altri”. “Il luogo più simile al Tibet che esista in Europa”, così Fosco Maraini, il grande etnografo ed esploratore italiano, definì l’altopiano di Castelluccio negli anni Trenta del Novecento ed oggi si può ancora osservare lo stesso paesaggio intatto.


Ma cos’è che rende così unica la Fiorita? Intanto va detto che l’altopiano di Castelluccio è un versante di faglia originato dalla distensione tettonica che, circa un milione di anni fa fece separare e allontanare giganteschi blocchi rocciosi, dando così origine ad una vasta depressione. In quest’ultima cominciarono a depositarsi sedimenti più o meno grossolani portando infine alla costituzione dell’attuale fondo piatto del Pian Grande, di Pian Piccolo e di Pian Perduto. E la Fiorita dipende dalla storica utilizzazione del suolo attuata dall’uomo, in particolare dalla coltivazione della pregiata Lenticchia di Castelluccio. Vale a dire la leguminosa annuale, ricchissima di sali minerali e vitamine, nota sin dall’antichità, che qui in Umbria si coltiva nel territorio dei comuni di Norcia (a Castelluccio appunto) e a Colfiorito di Foligno. Si semina in primavera e si raccoglie in estate. La fioritura, molto bella, avviene tra maggio e giugno. Ad incorniciare l’altopiano di Castelluccio ci sono i Monti Sibillini, con gli imponenti Monte Vettore e Monte della Sibilla, un autentico eden per gli amanti della natura.


“Anche qui a 1400 metri – si sottolinea - la mano dell’uomo ha disegnato un paesaggio armonico, fatto di colture agrarie che dominano incontrastate in un’ampia fascia alle pendici dei rilievi di Poggio di Croce, Castelluccio e dello stesso Monte Vettore. I prati-pascoli, legati alla secolare attività della transumanza delle pecore dalla Maremma laziale a questi monti, ed i prati umidi e palustri occupano le aree più interne del piano, mentre lungo il Fosso dei Mergani si sviluppa una tipica vegetazione di idrofite”.

Per saperne di più
www.castellucciodinorcia.it
www.lavalnerina.it/
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Ufficio informazioni di Cascia - piazza Garibaldi 1
Tel. 0743-71147

 

 

 

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