SCOPERTE Il reperto umano più antico conservato in Italia è un dente di 580mila anni trovato nel sito di Isernia La Pineta

 

(TurismoItaliaNews) Il reperto umano più antico conservato in Italia? E’ un dente di 580mila anni scoperto nel sito di Isernia La Pineta (Molise) e a renderlo noto è la rivista Plos One sulla scorta della ricerca coordinata da Carlo Peretto della Sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Ferrara, in collaborazione con università e istituti di ricerca nazionali e internazionali. Si tratta, in particolare, di un primo incisivo superiore sinistro da latte di un bambino deceduto all’età di circa 5-6 anni; il dente mostra caratteristiche particolari che non si ritrovano negli altri reperti rinvenuti in Europa, seppur riconducibili ad un ampio contesto cronologico. Da questi si discosta perché più gracile e meno bombato.

 

Le collaborazioni sono state in particolare il Laboratorio di Antropologia dell'Università di Firenze, il Dipartimento di biologia ambientale della Sapienza Università di Roma, il Laboratoire des Sciences du Climat et de L'Environnement di Gif sur Yvette (Francia), il Département de Préhistoire du Musèum national d'Histoire naturelle di Parigi, l'Université di Bordeaux, il Dipartimento di scienze fisiche, della Terra e dell'ambiente di Siena, il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell'Università di Ferrara. Gli scavi sono stati condotti in collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni archeologici del Molise e l’Università di Ferrara, con la direzione scientifica di Carlo Peretto, professore ordinario del Dipartimento di studi umanistici di Unife, tuttora titolare della concessione di scavo rilasciata dal Ministero dei beni e le attività culturali e del turismo.

“Si tratta di un ritrovamento eccezionale - spiega l'ateneo di Ferrara - che consente di far luce sulla variabilità del genere Homo durante il Pleistocene medio. Il dente deciduo è stato scoperto nel 2014 e risale a circa 580mila anni fa. Il reperto è stato attribuito a Homo sp. e probabilmente potrebbe essere attribuito a Homo heidelbergensis, che in quel periodo aveva popolato il continente europeo”. Il dente rappresenta un'ulteriore prova della presenza dell'uomo in uno dei siti preistorici più importanti in Europa, ampiamente noto per la ricchezza dei resti litici e paleontologici distribuiti all'interno di quattro differenti archeosuperfici.

 

Il sito preistorico di Isernia La Pineta, dopo circa 40 anni di ricerche continue e sistematiche, coordinate dall'Università di Ferrara continua a fornire risultati interessanti per comprendere la vita dei nostri predecessori e per ricostruire l'ambiente in cui vivevano. Il ritrovamento umano a La Pineta porta un arricchimento notevole al giacimento, già noto per la complessità delle archeosuperfici esplorate in questi anni, per la ricchezza dei reperti faunistici, per l’articolata produzione di reperti in selce e per le evidenze connesse con le strategie di sussistenza in un ambiente di 600.000 anni fa.

 

Il sito dell’Università di Ferrara

 

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