Itinerari della città metropolitana di Napoli a partire dai siti Unesco, i luoghi da non perdere assolutamente

images/stories/libri/ItinerariUnescoNapoli2017.jpg

Eugenio Serlupini, Napoli

Partendo dai siti Unesco per realizzare una rete territoriale che connetta le molteplici e ulteriori realtà culturali che caratterizzano e pregnano il territorio e che non sono meno importanti per il fatto di non essere state etichettate. Napoli rispolvera l’immenso patrimonio storico, culturale ed artistico e manda in distribuzione un volume che è pure un manifesto del lavoro che si intende svolgere.

 

(TurismoItaliaNews) Che il sito sia di eccezionale valore, non ci sono dubbi. Napoli è una delle più antiche città d'Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. I tracciati delle sue strade, la ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse le conferiscono un valore universale senza uguali, che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell'Europa e al di là dei propri confini. Quasi una dichiarazione d’amore quella che l’Unesco ha messo nero su bianco nell’iscrivere Napoli nella World Heritage List già nel 1985.

E il Comune partenopeo è particolarmente impegnato nel rilancio e nella valorizzazione dei propri tesori: “Abbiamo coinvolto ventidue comuni in questo gioco-lavoro, alcuni perché li conoscevamo per la loro fama, altri perché sono stati essi stessi a proporsi, contenti che per la prima volta venivano presi in considerazione, non solo come enti territoriali portatori di diritti ma soprattutto doveri, ricercando la loro vera anima, nascosta dall'oltraggio del tempo – sottolinea Elena Coccia, consigliera delegata alla rete dei siti Unesco - ma proprio questa riscoperta di se stessi come comunità portatrice di storia e bellezza ha fornito ai Comuni una nuova vitalità, una volontà di appartenenza, un orgoglio di esserci. Per questa ragione le scuse vanno a quei Comuni, che pur avendoci contattato, non siamo riusciti ad inserire, con l'impegno di farlo il prossimo anno. La nostra non è solo una mini guida turistica, non parliamo solo al viaggiatore, parliamo a noi stessi e alla nuova identità della Città Metropolitana, perché diventi cittadinanza”.

Una realtà che comincia ad essere riconosciuta e non solo per il nuovo impulso dato alle scuole e alle strade, funzioni essenziali della Città Metropolitana, ma perché quelle strade portano da qualche parte, dove c'è a volte solo un inizio di uno scavo, una chiesa, una tradizione... ma quel piccolo seme diventa o può diventare una ragione per restare, per creare lavoro e per arrestare il degrado. “Coinvolgere i Comuni in una visione strategica, superando i ‘confini’ il più delle volte inesistenti o contrassegnati da orribili periferie, che in questo lavoro non sono più tali perché unite da una continuità storico ambientale in parte esistente e da riscoprire, e in parte da creare – aggiunge Elena Coccia, consigliera delegata alla rete dei siti Unesco - ovviamente perché tutto ciò si realizzi c’è bisogno di una visione strategica del territorio, e lo sforzo è anche quello che attraverso la gestione del territorio si possa arrivare alla creazione di un'economia circolare che tenga insieme tutti i Comuni della Città Metropolitana. Abbiamo iniziato e, se avremo il tempo di continuare, forse alla fine di questa esperienza potremo dire di aver contribuito alto sviluppo di queste aree vaste, restituendo alla terra un poco di ciò che essa ci ha dato”.

Gli itinerari spaziano da San Martino a Spaccanapoli, da San Giovanni a Carbonara a Capodimonte, dal “Decumano del mare” fino alle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. E poi ancora Terzigno, luogo sacro agli dei della vite e dell'olivo, il sito protostorico di Longola, Striano nella Valle del Sarno, i sentieri del Parco nazionale del Vesuvio e molti altri. Napoli è una città molto antica, sviluppatasi secondo un percorso storico che l'ha esposta ad una vasta gamma di influenze culturali, che hanno lasciato le loro tracce nella struttura urbanistica, nell'architettura e nei monumenti. Il suo ruolo come uno dei centri culturali più influenti nella regione del Mediterraneo fu riconfermato nel Medioevo e ancora dal XVI al XVII secolo, periodo nel quale fu una delle principali capitali europee ed esercitava rilevanti influssi in molti campi della cultura, legati soprattutto all'arte e all'architettura.

Il centro storico affacciato sul golfo di Napoli è un esempio eccezionale di complesso urbanistico e monumentale che illustra stadi significativi della lunga storia della penisola e del bacino del Mediterraneo. Lo schema urbano dell'antica Neapolis è ancora visibile e costituisce il modulo fondante del tessuto attuale del cuore della città. Dal Medioevo al XVIII secolo Napoli è stata uno dei centri più vivaci dal punto di vista delle produzioni artistiche ed architettoniche che sono espresse nelle sue antiche fortezze, nei suoi complessi reali, come il Palazzo Reale del ‘600, e l'insieme delle chiese e palazzi commissionati da nobili famiglie. Questi elementi hanno fornito un contributo determinante, in particolare, allo sviluppo dell'architettura di interni, della pittura e della scultura.

“L'umanità si fonda sull'immateriale, non sulle pietre. Qui a Napoli, tra il disegno urbanistico iniziato dai Greci e le chiese medievali, risiede ancora una comunità di sintesi e di continuità con quelle passate – commenta il sindaco Luigi de Magistris - una comunità per la quale il dialetto è lingua e prevale spesso sulla parlata nazionale. Basta spostarsi di poco e nell'area flegrea la lingua cambia, a Bacoli poi ha una musicalità ereditata dagli Ebrei che dalla Spagna trovarono lì riparo per salvarsi dall'editto di Isabella di Castiglia. I resti delle civiltà passati li ritrovi nei riti religiosi, in continuità con quelli pagani, come nei mercati. Quando cammino sotto il portico di Via dei Tribunali faccio un esercizio di astrazione, se l'illuminazione non fosse figlia dell'elettricità i volti sarebbero ancora quelli del Seicento e Caravaggio sarebbe ancora un contemporaneo. Per questo i siti Unesco dell'area metropolitana valgono doppio, e per questo perdersi viaggiando nella storia e nelle comunità di questa terra è una esperienza unica”.

 

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...