Foligno città d’arte, i tesori della Rosa dell’Umbria

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Una città raccontata in punta di penna. Non la solita guida cultural - turistica, ma un racconto ragionato intorno ad un centro che spicca per la sua diversità nella stereotipata Umbria medievale e dunque in grado di brillare oggi di luce propria, non più di luce riflessa. E’ "Foligno città d’arte", firmata da Piero Lai e realizzata dalla Effe Fabrizio Fabbri Editore nell’ambito dell’opera editoriale "Rosa dell’Umbria". La nuova guida artistica inquadra la città (in cui nel 1472 si stampò la prima edizione della Divina Commedia) in un’ottica rinnovata, capace di confermare come Foligno sia la città dei Palazzi ma anche l’imprevedibile testimonial della moderna architettura.

 

(TurismoItaliaNews) Piero Lai, dirigente dell’Area servizi culturali del Comune di Foligno, è noto non solo per la sua preparazione, ma anche per il suo stile inconfondibile e disincantato nel guardare il mondo che lo circonda. I testi di "Foligno città d’arte" confermano in toto quello che per la descrizione di una città – tesori artistici, storia, eccellenze moderne – si rivela un valore aggiunto. Giocoforza un lavoro di questo tipo non poteva che essere affidato a lui, autore affermato nonché poeta di razza. Accanto alle notizie, va evidenziata la mole di immagini straordinarie fissate da Bernardino Sperandio, che arricchiscono la pubblicazione e la rendono unica nel suo genere. Del resto, la ricostruzione post-sisma avviata a Foligno a partire dal 1997 ha permesso di far tornare agli splendori originali i tanti palazzi sei e settecenteschi che "affollano" il centro storico.

L’opera editoriale "Rosa dell’Umbria" pubblicata dalla Effe Fabrizio Fabbri Editore nell’ambito della collana "Le Città d’Arte", è costituita dalle guide artistiche oltre che di Foligno, anche di Bevagna, Montefalco, Nocera Umbra, Trevi e Spello che la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, nel quadro del suo ruolo istituzionale, ha voluto finanziare interamente. I volumi, riuniti in cofanetto, attraverso la denominazione "Rosa dell'Umbria" vuole essenzialmente "disegnare con la parola le caratteristiche di un territorio".

L'idea nasce nel solco storico tracciato, a metà Ottocento, da Giuseppe Bragazzi, scrittore e avvocato folignate (1808-1864), che con la guida "Foligno: la Rosa dell'Umbria" (1864), rese omaggio ad un mondo che di lì a poco sarebbe definitivamente scomparso. Da questa importante memoria nascono le sei monografie dedicate a un territorio, quello della Valle Umbra che per felice posizione geografica e per la ricchezza del proprio patrimonio culturale, aspira a divenire sempre di più luogo di riferimento nella più specifica proposta del turismo culturale. E tra tanti, palazzo Trinci di Foligno è sicuramente il tesoro più bello da conoscere o da riscoprire.

La collana della Effe Fabrizio Fabbri Editore (2011) è curata da Francesco Dufour. Oltre a Piero Lai, gli altri autori sono Giulio Proietti Bocchini (Spello), Maila Orazi (Montefalco), Antonio Carlo Ponti (Bevagna), Bernardino Sperandio (Trevi), Emanuela Cecconelli, Arnaldo Picuti e Maria Romana Picuti (Nocera Umbra). Un unicum che celebra nelle peculiarità la storia, l’arte, il presente di una medesima terra. Il viaggio attraverso i comuni della Rosa dell'Umbria è un viaggio desueto, coinvolgente, alla ricerca spesso di eccellenze nascoste, con quell’approccio storico iconografico che è il fiore all'occhiello del progetto "Le Città d'Arte" e che si colloca, a buon diritto, tra i classici della letteratura di viaggio: la guida artistica della città.

Un territorio, quello della Valle Umbra, che per face posizione geografica e per la ricchezza del proprio patrimonio culturale, aspira a divenire sempre di più luogo di riferimento nella più specifica proposta del turismo culturale.

Per saperne di più www.lecittadarte.it

 

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