Architettura moderna in Umbria tra le 2 guerre: semplice semplice ma italiano italiano

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Pubblicato dalle Edizioni Orfini Numeister, che confermano così una volta di più la loro attenzione per il patrimonio artistico e culturale del territorio umbro, il libro “Semplice semplice ma italiano italiano. Architettura moderna in Umbria“ in distribuzione dal 5 giugno 2011, rappresenta l’opportuna valorizzazione degli atti del convegno di studi tenutosi sul tema a Foligno nel maggio 2009.

 

(TurismoItaliaNews) Una serie di contributi di studiosi, esperti, ricercatori e appassionati di storia locale che confermano “la volontà - come sottolinea la presidente dell’Associazione Orfini Numeister, Rita Fanelli Marini - di volgere l’attenzione verso un patrimonio diffuso, ancora poco conosciuto e quindi poco apprezzato, ma non certo privo di valore e comunque espressione di un’epoca in cui, con piena consapevolezza, ci si apre alla modernità“. Il periodo di riferimento è quello tra le due guerre mondiali e Foligno, al pari di Perugia, Terni, Spoleto, Orvieto e Bastia Umbra, testimonia in modo convincente una propria adesione alla modernità con ripetuti episodi che, attraverso l’indagine proposta nel convegno, rivela già una particolare consistenza aperta tuttavia a nuovi percorsi, sia per le prevedibili ulteriori acquisizioni, sia per l’approfondimento di ricerca e di studio.

La pubblicazione da parte dell’associazione Orfini Numeister è avvenuta in collaborazione con il Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università di Perugia e in particolare il volume è stato curato da Paola Belardi. Nelle 222 pagine, ricche di numerose immagini anche inedite, sono quattro le sezioni che sviluppano e approfondiscono il tema: la prima riguarda l’architettura moderna in Italia (con interventi di Rinaldo Capomolla e Rosalia Vittorini); la seconda si sofferma sull’architettura moderna in Umbria (con approfondimenti di Paolo Belardi, Alessandro Bazzoffia, Maria Elena Lascaro, Antonio Mencarelli e Fabio Bianconi); la terza sezione è costituita da veri e propri focus sulle città di Perugia (Simone Bori), Terni (Alessia Bonci), Foligno (Giovanni Bosi), Spoleto, Orvieto, Bastia Umbra (Valeria Menchetelli). Nell’ultima parte vengono presentati i profili di numerosi progettisti umbri come Caterino Trampetti, Giuseppe Grossi, Giuseppe Preziosi, Dino Lill, Antonino Bindelli (1899-1985), Carlo Cucchia (1901-1971), Domenico Pucci (1903-1980), Luigi Castori (1904-1988). 

Un volume che guarda all’Umbria ma che di fatto di rivela di estremo interesse – dal punto di vista urbanistico, architettonico, edilizio, culturale e sociale – per l’intera Italia, che nel periodo storico di riferimento si è trovata a vivere le medesime dinamiche di cui si dà conto.

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