Nuvole di drago & granelli di cous cous

“Nuvole di drago & granelli di cous cous” è l’intrigante titolo del nuovo libro di Vittorio Castellani aka Chef Kumalé in distribuzione in tutte le librerie dal 5 maggio 2011 con il marchio di Antonio Vallardi Editore Il sottotitolo è emblematico: ricette facili di un gastronomade senza frontiere. Il volume verrà presentato in anteprima nazionale al Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato 14 maggio alle ore 21.

 

 

 

 

(TurismoItaliaNews) Nell'anno dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia e del Centenario Artusiano, esce il nuovo “Ricettario di Viaggio” di Vittorio Castellani. Una prezioso distillato di duecento ricette di 32 Paesi dei cinque continenti raccolte in quindici anni di viaggi e reportages intorno al mondo, ma anche grazie all'intensa attività delle Ogm, le Officine Gastronomiche organizzate da Chef Kumalé dal 1996 ad oggi, spesso ospiti di prestigiosi eventi eno & etno-gastronomici. 

“Nel corso degli ultimi anni – spiega Castellani – l’Italia è molto cambiata, si è trasformata in un paese cosmopolita dove è finalmente possibile gustare i piatti della nostra ricca tradizione regionale alternandoli e integrandoli con quelli della cucina giapponese, indiana, araba, messicana, piatti proposti dai numerosi ristoranti di cucina esotica presenti nelle nostre città”.

Insomma polenta e cous cous possono andare orgogliosamente a braccetto. 

“Quelle che ho raccolto in questo libro – aggiunge Vittorio Castellani - sono ricette piene di suggerimenti preziosi, fissati nel cuore e nella memoria, talvolta appuntati su fogliettini, volanti, mai rubati o estorti ma svelati e narrati da cuoche amiche complici, semplici massaie migranti o grandi chef. Ciò che ho imparato con passione e grande curiosità, e che riverso in queste pagine, l'ho appreso in una food immersion a 360° dall'anziana donna di un villaggio nel cuore dell'Etiopia o dallo stellato Michelin dei ristoranti più esclusivi di Tokyo. Che differenza fa?

Non intendo con questo sminuire ciò che ho appreso in alcune tra le più importanti scuole del mondo o frequentando, in occasione dei miei frequenti reportage, brevi coking classes da Nooror Somany del Blue Elephant di Bangkok o da Darina Allen della Ballymaloe Cookery School in Irlanda; ma non posso neppure negare che la zuppa di harira più buona l'ho imparata dalla signora Zoubida, una semplice dadà marocchina di Porta Palazzo, il mercato touscouleurs di Torino”. 

“Anche se oggi è possibile viaggiare low cost intorno al pianeta – continua l’autore - non è più indispensabile volare lontano per gustare al meglio le diverse cucine del mondo. Grazie alla maggior facilità di trovare nelle nostre città ingredienti esotici, importati freschi o coltivati nelle nostre campagne, possiamo cucinare ottimi piatti, in grado di conservare i sapori originali”.

 

 

Il sito di Vallardi Editore

 

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