Storie dai porti della Toscana: in “ Frontemare” racconti di vita vissuta da persone straordinariamente normali

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Fin da ragazzino, Massimo Canino ha sempre navigato, prima su barche a barca, nave, veliero Descrizione generata automaticamentemotore per poi approdare alla vela. E con la sua amata Mary Bird VII ha percorso migliaia di miglia lungo le coste della Toscana e tra le isole. E soprattutto ha fatto tappa nei porti, conoscendo le persone che li frequentano e raccogliendo le loro storie che ha decido di mettere su carta. Racconti di vita vissuta da persone straordinariamente normali che sono confluiti nel suo nuovo libro “Frontemare”.

 

(TurismoItaliaNews9 “La passione per il mare è nata con me, avevo dieci anni quando ho cominciato a maneggiare i remi di un gozzo in legno a Forio d’Ischia. Nell’isola Verde, di fronte a Napoli, è nato mio padre Emanuele e, da adolescente, ogni anno è lì che ho trascorso le vacanze estive” spiega Massimo Canino. Tra le storie raccontate troviamo quella di Vallj Miserini e dei suoi genitori Benito e Mery: lui usciva in mare e lei vendeva il pesce fresco che il marito riportava a riva. Un mattino d’inverno, Benito insieme ad altri due pescatori aveva preso il largo, sfidando una fortissima tempesta: contro ogni aspettativa, fevero ritorno: “A salvarvi è stata la Madonnina del Mare che io ho pregato tanto e con tutte le forze che avevo”, ha detto Mery quando lo ha visto comparire sulla porta di casa.

Tra i personaggi narrati da Canino ci sono anche alcuni sportivi, come Alfredo Guglielmi, per tutti il Corsaro. Dopo aver iniziato a lavorare come pescatore, ha conosciuto il campione francese Jacques Mayol e con lui ha battuto ogni record di profondità in apnea. O come Pietro Romeo, che nel 1998, a 28 anni, ha deciso di abbandonare la sua Toscana per la Nuova Zelanda ed entrare nel team di Luna Rossa. Dopo tanti anni di vela agonistica ha deciso di ritornare nella sua Marina di Grosseto per aprire una scuola di vela.

Tra le figure straordinarie c’è Carlo Giordano, storico medico di Capalbio in attività dal 1939 fino agli anni Ottanta. “Lavorava senza sosta, non rifiutava mai una visita nemmeno di notte, e si spostava nelle campagne della Maremma, allora infestata dalla malaria, a dorso di un asino o con un calesse”, racconta la figlia. E quando Carlo Giordano è andato in pensione, ha lasciato ai Capalbiesi una lettera testamento. “Oltre a ringraziare voi tutti, il mio ringraziamento va a Dio che mi ha guidato e spinto a costruire quell’atmosfera di fiducia reciproca, di affetto, di intesa fraterna che, aldilà delle mansioni di medico, mi ha permesso di vivere i vostri problemi e di risolverli insieme, con vero spirito cristiano. […] Curando lo spirito, voi dominerete la morte”.

Le storie sono tante di gente comune, la cui semplice esistenza diviene parametro di moralità, altruismo, passione per il proprio mestiere, onestà e amore verso il prossimo. Virtù da imitare, per gli uomini di oggi e di domani. “Frontemare è tutto questo – scrive Canino - un libro-verità composto da un insieme di racconti diversi, di vite differenti per momento storico e contesto sociale che rappresentano, insieme, uno spaccato della nostra Italia migliore, la più bella, la più genuina”. Parte dei proventi delle vendite verrà devoluto all’ospedale Meyer di Firenze.

L’autore. Massimo Canino ha quasi sempre raccontato la vita degli altri, prima per mestiere, facendo il giornalista televisivo per quasi 40 anni, e ora per passione, scrivendo un libro che narra l’esistenza di persone straordinariamente normali, ma di grande spessore morale e umano. E dire che avrebbe dovuto fare il veterinario. Dal 1979 al servizio dell’emittenza televisiva, prima locale poi nazionale, ha trovato piena realizzazione professionale nel 1991, quando inizia a collaborare con le reti Mediaset. Dal 1992 al febbraio del 2023 ha fatto parte del “team del Biscione” con grande passione e altrettanto orgoglio. Ha collaborato alla realizzazione del brand del Tg5 di Enrico Mentana come corrispondente dalla Toscana, si è occupato di cronaca, perlopiù giudiziaria, iniziando la sua carriera con una serie di reportage sul Mostro di Firenze e sul processo a Pietro Pacciani e ai cosiddetti “compagni di merende”. Di “servizi chiusi”, così si dice in gergo, ne ha realizzati circa 300 all’anno, impossibile citarli tutti. Non può però dimenticare l’ultimo grande processo seguito minuto per minuto prima di “cambiare mestiere”: il naufragio della nave Concordia. Ancora attiva la collaborazione con Mediaset, per cui realizza servizi per Studio Aperto Mag, in onda nel palinsesto di Italia Uno.

 

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