Le ferrovie in disuso per la valorizzazione turistica e la promozione sociale: Rfi presenta l’Atlante dei binari abbandonati

Quasi 1.500 km di linee, più di 400 stazioni e migliaia di fabbricati non più utilizzati per l’esercizio ferroviario: è questo il grande patrimonio ferroviario italiano non più utilizzato pronto ad entrare in scena per il riuso turistico e sociale. L’Atlante delle linee dismesse è stato presentato da Rfi (Gruppo Fs) ad Ecomondo 2016 con l’obiettivo di proporre un asset a enti locali e associazioni per possibili forme di riuso e riconversione.

 

(TurismoItaliaNews) Un Atlante delle linee ferroviarie dismesse raccolte in un unico volume per illustrare il valore culturale, storico, architettonico e paesaggistico di linee e fabbricati non più utilizzati per l’esercizio ferroviario. La 20esima edizione di Ecomondo, la fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile in corso a Rimini Fiera (fino all’11 novembre 2016), è stata l’appuntamento scelto da Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana per presentare l’Atlante delle linee dismesse.

 

“La collocazione dei sedimi ferroviari tra aree urbane e rurali (comunque in territori antropizzati), nonché l’interconnessione con altre tipologie di percorsi verdi, aumenta in maniera sinergica le potenzialità d’uso alternativo – sottolinea Renato Mazzoncini, amministratore delegato e direttore generale Ferrovie dello Stato Italiane - dai piccoli spostamenti di mobilità urbana (per motivi di lavoro, studio o shopping) da poter compiere in bici o a piedi, ad attività più specificatamente legate allo sport e al tempo libero come jogging, pattinaggio, sport equestri, sci di fondo, o anche sport acquatici(canoa e vela) grazie all’interconnessione frequente con le vie d’acqua, e infine la grande potenzialità offerta al turismo, un turismonuovo e sostenibile al servizio della collettività”.

La pubblicazione è stata consegnata da Claudia Cattani, presidente di Rfi, a Stefano Zunarelli, Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Insieme all’Atlante, Lorenzo Radice, responsabile delle Politiche ambientali del Gruppo Fs Italiane, ha presentato anche il Rapporto di Sostenibilità 2015 del Gruppo. L’Atlante raccoglie più di 120 schede dettagliate - dati tecnici e storici, fotografie e posizione geografica delle ex linee, oltre a qualche accenno ai contesti circostanti per comprendere le potenzialità e i possibili benefici – relative a circa 1.500 km di linee ferroviarie, lungo le quali sono collocate più di 400 stazioni e migliaia di fabbricati.

 

L’Atlante consta della raccolta di schede con informazioni relative a singole linee dismesse, suddivise per comodità in grandi aree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole) e ciascuna di queste in regioni, percorse spostandosi ordinatamente attraverso l’Italia idealmente da Nord verso il Sud e le isole. In ragione dell’importanza delle singole linee,soprattutto in relazione alla lunghezza, sonostati utilizzati due tipi di scheda: una più estesa e dettagliata, l’altra costituita invece da una mini-scheda limitata all’illustrazione deidati essenziali. In totale si tratta di 59 schede complete e 64 mini-schede. Nella scheda completa si sono riportati: un testo con la presentazione della linea; alcune foto rappresentative; un prospetto sintetico costruito su alcune voci di tipo tecnico-descrittivo;uno schema lineare dove vengono indicate le stazioni o fermate attraversate dalla linea, con una indicazione delle distanze in chilometri riportate in maniera progressiva; infine una mappa di tipo stradale-turistico dove è stato indicato, in colore rosso, il tracciato della linea e i punti ove sono situate le stazioni con i relativi nomi.

Le mini-schede, anch’esse raggruppate per aree geografiche e riportate a valle delle schede principali, presentano il solo prospetto con le voci-tipo, integrato con qualche considerazione sintetica laddove ritenuta utile. In generale si è cercato il più possibile di evitare l’uso della terminologia specialistica ferroviaria o di acronimi. A favore della comprensione è stato comunque previsto infondo al volume un glossario, scritto con l’intento di costituire una finestra, sia pur minimale, su qualche concetto ferroviario che, nei limiti del possibile, si è cercato di rendere interessante anche per chi non ha particolari conoscenze in questo campo.

 

Il volume è dunque rivolto in particolare alle amministrazioni pubbliche e alle associazioni interessate a individuare possibili forme di riuso e riconversione, sia in chiave turistica e sia per una mobilità ecosostenibile, degli asset e dei luoghi non più funzionali al core business industriale e per creare attività e iniziative dedicate al territorio e ai cittadini. “Le Greenways - ha sottolineato Claudia Cattani, presidente di Rete Ferroviaria Italiana - sono l’occasione per riqualificare le linee ferroviarie non più in esercizio e per sviluppare un turismo ecosostenibile, mettendo a disposizione degli Enti locali e delle associazioni a vario titolo sedimi ferroviari per la mobilità dolce e le attività turistiche. Le stazioni dismesse potranno essere cedute sia per iniziative imprenditoriali che valorizzino il territorio, come ostelli, officine per manutenzione biciclette, punti vendita di prodotti tipici locali, sia per le attività di Enti locali o di Associazioni no profit, quali ad esempio uffici di servizi ai cittadini o piccoli musei delle tradizioni territoriali. Importanti esempi di come le linee dismesse - ha concluso Cattani - possano essere riutilizzate sono già presenti sul territorio italiano grazie al lavoro sinergico di Rfi, enti locali e ministeri competenti”.

Fs Italiane e Rete Ferroviaria Italiana sono costantemente impegnate nel mettere a disposizione delle Amministrazioni locali il sedime ferroviario delle linee dismesse per realizzare percorsi per le cosiddette Greenways. Vari i motivi per i quali si sceglie la definitiva dismissione del tracciato ferroviario: insufficienza della domanda di trasporto, che rende improduttivo il mantenimento del servizio ferroviario; realizzazione di linee più performanti con varianti di tracciato e conseguente dismissione del tratto di linea non più utilizzato.

 

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