Una distesa immensa di morbide dune di finissima sabbia color cipria: alla scoperta dell’Algeria e del suo Sahara

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Una distesa immensa di morbide dune di finissima sabbia color cipria: si valicano e si attraversano vasti anfiteatri sabbiosi con scenari imprevedibili. Un viaggio che si rivela un’esperienza indimenticabile. E’ quello che assicura il tour operator Apatam di Urbino, che tra fine marzo e inizio aprile 2019 propone un Sahara davvero per tutti in Algeria. E da vedere non c’è solo il deserto… Perché un tempo qui non c'era il deserto.

 

(TurismoItaliaNews) A partire dalla capitale Algeri, che si visita con un tour panoramico per uno sguardo d’insieme alla città, con la Moschea “della pescheria” (Jamaa el Jidid) e una passeggiata lungo i grandi viali del fronte mare, nell’immensa piazza dei Martiri verso l’animato centro. Ma anche il Museo Nazionale del Bardo, la città vecchia, la roccaforte sede del Dey e, ai piedi della casbah, il bellissimo palazzo settecentesco che ospita il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari. Il viaggio entra nel vivo quando ci si trasferisce a Djanet, alle propaggini del Sahara: è da qui in poi che si comincia a vivere il deserto. Una realtà più viva che mai. “Il fascino del deserto si manifesta al viaggiatore nelle sue molte facce, tra la distesa infinita di dune e finissima sabbia color cipria. Un viaggio che resta nel cuore” commenta Paolo Pretelli, gran patron di Apatam.

Un’escursione di grande impatto è a Tipasa: questo parco archeologico conserva i resti di un anfiteatro, una basilica, il foro e le antiche mura. Si visitano anche il Mausoleo reale di Mauritania e Cherchell, sede delle rovine dell’antica Caesarea di Mauritania per vedere da vicino il teatro, l’anfiteatro, il circo, due impianti termali e un settore dell’abitato con case lussuose, ricche di mosaici e sculture. Un’altra escursione di grande fascino è quella all’oasi tuareg di Djanet, “la perla del Tassili”, nell’antica falesia dell’altopiano n’Ajjer, una delle più belle oasi di montagna del Sahara. Qui c’è allestito anche un museo nel quale si conservano importanti reperti archeologici delle varie epoche preistoriche e oggetti della tradizione tuareg. Imperdibili pure gli antichi quartieri di Djanet (Mehane, patrimonio dell’Unesco, la palmerale e l’antico borgo di Ajahil).

L’Erg Admer è un’altra attrazione algerina: si tratta di una distesa immensa di morbide dune di finissima sabbia color cipria. A Terarat  si va per ammirare una delle più belle incisioni rupestri del neolitico sahariano: “la vacca che piange”. Con veicoli 4×4 si raggiunge la zona di Timras, dove si trovano le piccole montagne a forma di denti: “Qui ci si addentra per visitare un luogo inesplorato ricco di particolari pitture rupestri - spiega Paolo Pretelli – il grande fascino di questi luoghi è dovuto al fatto che nell'epoca neolitica, quando nella regione il clima era più umido, al posto del deserto c'era la savana. Gli antenati dei berberi vivevano in una terra dal clima completamente diverso rispetto a quello attuale, con la presenza di corsi d'acqua impetuosi (in lingua beduina Tassili n'Ajjer significa altopiano dei fiumi), foreste lussureggianti e molte specie animali come giraffe, ippopotami, coccodrilli e rinoceronti”. E il programma del viaggio prevede molto altro.

La partenza di gruppo è il 28 marzo 2019 e il viaggio durerà 10 giorni, con ritorno il 6 aprile, prezzo a partire da 2.690 euro. Il tour verrà effettuato con guide locali e accompagnatore dall'Italia.

Il dettaglio del programma del viaggio in Algeria

Per saperne di più
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www.apatam.it

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