Mare, natura o cultura? In Thailandia non c'è bisogno di scegliere: il viaggio è a tutto tondo

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Ci sarà pure una buona ragione se da oltre mezzo secolo la Thailandia risulta la nazione più ambita dal turismo internazionale e anche la più frequentata, con oltre 32 milioni di turisti ogni anno da tutto il mondo (esattamente la metà dei suoi abitanti), così come la sua capitale Bangkok risulta la città a vantare il maggior numero di visitatori. In realtà ci sono diverse motivazioni a determinare un simile invidiabile primato, in quanto il turismo rappresenta un quinto delle entrate, oltre ad una ragione “storica”. Ecco un viaggio che non fa rinunciare a nulla...

 

(TurismoItaliaNews) Questa nazione della penisola indocinese dalla strana forma allungata, grande quasi due volte l’Italia, stretta tra Myanmar, Laos e Cambogia e affacciata sul golfo del Siam, vanta come le altri confinanti una storia lunga e articolata, ricca di testimonianze artistiche e culturali, ma è l’unica a poter vantare di non aver subito un dominio coloniale, forse non tanto per merito proprio quanto a causa dei dissidi esistenti tra i due maggiori contendenti, Francia e Inghilterra. “L’aeroporto di Bangkok, il più trafficato dell’Estremo Oriente già nel secolo scorso, costituisce la porta d’entrata nel Paese – sottolinea il giornalista Giulio Badini - la caotica e trafficata capitale, con il suo melange di grattacieli e di mercatini tradizioni specchio del dualismo del Paese, è una delle città più intriganti in assoluto, con il fascino tutto d’oro dei suoi 350 templi, i mercati galleggianti di frutta e verdura sui canali, le bancherelle con il gustoso cibo di strada a due lire”.

Dalla capitale, meta imprescindibile per carpire il fascino sottile dell’Oriente, si può decidere cosa fare e dove puntare: a nord il viaggio culturale per visitare i capolavori dell’arte, della cultura e dell’architettura thai, i villaggi sperduti tra le montagne del Triangolo d’Oro dove l’oppio e i rubini sono le risorse primarie, per fare un’escursione in groppa agli elefanti, scendere in rafting su zattere di bambù o incontrare le donne giraffe dal collo lunghissimo. Oppure un’edonistica vacanza balneare sulle spiagge del sud, tra immersioni, cocktail di frutta esotica, go-go bar pieni di fanciulle disponibili e party al chiaro di luna sulla spiaggia con musica a tutto volume, alcol e birra a fiumi e orde di turisti. In questo risiede il plus turistico della Thailandia, con una motivazione “storica”.

Prima e durante la guerra del Vietnam e della Cambogia la Thailandia, unico paese non belligerante e amico, costituiva il retroterra bellico, dove i soldati americani stressati dal fronte venivano a riposarsi e a ritemprarsi, in una terra allegra, disponibile e a quattro soldi: ecco allora sorgere alberghi, ristoranti, bar e discoteche, bordelli, surf e diving e ogni altro elemento per farne un perfetto divertimentificio. Da allora sono cambiati gli utenti, non le strutture. I due aspetti contrastanti del paese, nord-montagne-cultura e sud-mare-divertimento, possono anche essere riuniti in un unico viaggio di almeno due settimane.

Per visitare l’affascinante Bangkok non basterebbe neppure una settimana; in un paio di giorni si vedono almeno il Royal Gran Palace, simbolo della nazione, il Tempio del Budda di Smeraldo, e poi navigare sul vivace Chao Phraya e sui tranquilli canali laterali dove si svolge la vita della capitale. A nord si visitano in successione le rovine di Ayutthaya, antica capitale del Siam distrutta dai birmani e sito Unesco, il Wat Chaiwattanaram, replica del famoso tempio khmer di Angkor e il bazar notturno di Phitsanulok, una delle cittadine più antiche e significative, e quindi i resti della prima capitale siamese Sukhothai, sito Unesco, e Lampang, bella cittadina di epoca Lenna.

Si prosegue con Phrae, una delle città più antiche dalla tipica architettura thai, e Nan, capitale per secoli di un regno autonomo; da qui si compiranno escursioni ai villaggi dei Malbri, una delle singolari minoranze etniche del Triangolo d’Oro, poi Chiang Saen, la città più settentrionale, e a Mae Sai il Museo dell’Oppio. Infine Chiang Mai, la rosa del nord e principale centro di produzione dell’artigianato di qualità: seta, ombrelli di carta colorati, ceramiche celadon, sculture in teak, lacche e argenteria, ma anche sede di uno dei templi più sacri del nord, in quanto contenente una reliquia del Buddha, e uno dei maggiori monasteri buddhisti. Da Chiang Mai volo per Bangkok e rientro in Italia, oppure volo a Phuket per la conclusione con qualche giorno di relax sulle spiagge del sud.

La proposta. L’operatore urbinate Apatam Viaggi, specializzato in percorsi culturali di scoperta con accompagnatore qualificato in tutto il mondo, propone un viaggio di 11 giorni dedicato alla scoperta della Thailandia del nord, con possibilità di estensione mare a Phuket di ulteriori quattro giorni. Unica partenza di gruppo con voli di linea da Roma (e da altre città italiane) il 16 febbraio 2018, il miglior periodo climatico. Pernottamenti in hotel 4 stelle, lodge e resort con pensione completa, quota di 2.700,00 euro in doppia tutto compreso per il tour, ed euro 650,00 per l’estensione mare.

Per saperne di più
Apatam Viaggi
tel. 0722-329488
www.apatam.it

 

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