Alla scoperta del Mudéjar: in Aragona lo stile della convivenza delle culture è patrimonio Unesco

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Giovanni Bosi

E’ la terra in cui è nato il grande pittore Francisco Goya, in cui si trovano rinomate stazioni sciistiche e dove si gustano eccellenti piatti tipici. Ma in Aragona, regione nel nord-est della Spagna, c’è anche dell’altro. Come il mudéjar, un'espressione artistica unica dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco perché espressione della convivenza delle culture: è un’impronta senza pari lasciata dagli artigiani musulmani sugli edifici cristiani durante il Medioevo.

 

(TurismoItaliaNews) Si rimane estasiati quando ci si trova al cospetto delle architetture, delle finiture e dei dettagli che hanno donato a questo lembo di Spagna creazioni straordinarie ed uniche, come ha sottolineato l’Unesco. Un motivo di attrazione per il turismo internazionale ed un biglietto da visita dell’Aragona, tanto che Madrid in questo 2020 ha voluto dedicare alla Torre di San Martín della città di Teruel la moneta commemorativa da 2 euro ed un francobollo stampato in versione foglietto per farla assurgere a testimonial di tanta preziosità. Teruel è di fatto identificata come la città del mudéjar, oltre che degli innamorati e delle movimentate “Fiestas de La Vaquilla”. Peraltro non c’è solo la torre di San Martín, ma anche quelle di El Salvador e San Pedro, altrettanto bellissime ed emblematiche, che fanno pendant con il meraviglioso tetto policromo e la cupola della cattedrale di Nuestra Señora del Pilar, le più alte espressioni dell’arte mudéjar in Spagna, realizzate a partire dalla metà del XIII secolo.

Alla scoperta del Mudéjar: in Aragona lo stile della convivenza delle culture è patrimonio Unesco

La Torre de San Martin sul francobollo emesso dalla Spagna nel 2020, che riproduce la moneta da 2 euro

A ben guardare l’Aragona di tesori ne conserva parecchi, naturali o creati dall’uomo: “Dai Pirenei alle montagne di Teruel – ci spiegano dal Turismo de Aragon - trovate maestosi castelli, monasteri che profumano d’incenso, palazzi dalle mille storie, cattedrali, torri, chiese e piccole cappelle a volte situate in luoghi che accarezzano il cielo. Vi invitiamo a scoprire l'arte aragonese attraverso un percorso ricco di sorprese…”. Percorso del resto è il termine appropriato dato che questa zona della Spagna rientra nel percorso del Cammino di Santiago, mentre dal punto di vista naturalistico è irrinunciabile una visita al Parco Nazionale di Ordesa e Monte Perdido (ottimo per gli sport d’avventura all’aperto) e alla zona dei Pirenei, dove stazioni sciistiche come Candanchú e Formigal sono amatissime da chi pratica lo sci. E il gusto? Beh, come rinunciare ad assaggiare i vini della Denominazione d’Origine della zona come il Somontano, e i prodotti della terra dell’Ebro, come la borragine e il famoso Jamón de Teruel.

Ma torniamo al mudéjar, perché racconta anche un’altra storia. Se Teruel è conosciuta anche come città degli innamorati è perché nel medioevo è stata la cornice di una appassionata vicenda che ancora oggi commuove: “E’ stata nella Teruel medievale che si è svolta la tragica storia d’amore di Diego de Marcilla e Isabel de Segura, conosciuti come gli Amanti di Teruel – ci raccontano all’Ufficio del Turismo della cittadina – i loro resti riposano nel Mausoleo degli Innamorati, annesso alla chiesa di San Pedro. Ogni febbraio, gli abitanti di Teruel tirano fuori dal guardaroba i loro costumi medievali per rievocare “Il matrimonio di Isabel”, una festa popolare che trasporta nel Teruel del XIII secolo”. Muovendosi per le stradine di questo centro si coglie subito la sua immagine medievale, scoprendo proprio l’impressionante patrimonio artistico che conserva.

Alla scoperta del Mudéjar: in Aragona lo stile della convivenza delle culture è patrimonio Unesco

La Torre de San Martin sulla moneta spagnola da 2 euro (2020)

Il termine utilizzato per identificare questo stile artistico richiama alla memoria un capitolo della storia spagnola, quello legato alla presenza araba, terminata con la definitiva Reconquista cristiana nel 1492 con la caduta del Sultanato di Granada: “Mentre i regni cristiani medievali avanzavano nei territori peninsulari precedentemente occupati dall’Islam – ci spiegano - molti coloni musulmani scelsero di rimanere a vivere in questi luoghi. Questi musulmani sono conosciuti con il nome di Mudejars, a loro fu permesso di continuare a professare la loro fede, avevano un certo grado di autogoverno e impegnati in attività agricole e nelle costruzioni. Sono loro dunque i creatori dello stile peculiare di architettura che si è sviluppato nei diversi regni della Spagna medievale, conosciuto con il nome di Mudejar”. Un mix di influenze musulmana, cristiana ed ebrea.

Ma come si descrive esattamente questo stile? Secondo gli storici dell’arte va inquadrato in una sorta di simbiosi tra il romanico e il gotico tipico dell’Occidente e gli elementi decorativi più caratteristici dell'architettura musulmana. Così si individuano elementi tipici come l’arco semicircolare o l’ogiva tipica della cultura cristiana insieme all’uso di filigrana decorativa a base di mattoni, materiale mudéjar per eccellenza e con motivi ceramici verdi e bianchi.

Alla scoperta del Mudéjar: in Aragona lo stile della convivenza delle culture è patrimonio Unesco

La particolarità sta proprio nel fatto che tutto questo si è verificato solo nella penisola iberica. E questo è valso al Mudéjar di Teruel il riconoscimento nel 1986 quale Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, perché comunque con caratteristiche diverse dalle realizzazioni architettoniche che si trovano in Castiglia o Andalusia.

Infine un’altra informazione utile: nel mese di luglio a Teruel si svolgono le divertenti feste della Vaquilla, una buona occasione per esserci!

Per saperne di più
www.turismo.teruel.es
www.turismodearagon.com/it
www.spain.info/it

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: direttore@turismoitalianews – twitter: @giornalista3

 

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