Dal kolokasi cipriota all’«arancia dolce» portoghese, all’Espeto di Malaga: ecco la gastronomia mediterranea a marchio Euromed

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Eugenio Serlupini, Roma

Il kolokasi cipriota, l’«arancia dolce» portoghese, l’Espeto di Malaga… Sono tutti cardini delle gastronomia mediterranea, dove molti elementi sono condivisi, altri sono tipici e tradizionali dei territori. A metterli in evidenza, per il settimo anno consecutivo, sono gli Stati membri dell'Unione postale per il Mediterraneo “Euromed Postal”, che anche nel 2020 emettono un francobollo su un tema comune, la gastronomia tradizionale.

 

(TurismoItaliaNews) Il profumo degli agrumi è una delizia specificatamente mediterranea e in questo il Portogallo ha da raccontare una storia tutta sua: quella del Citrus sinensis, la cosiddetta «arancia dolce». “L’eccellente acclimatazione che il frutto ha avuto nel nostro territorio – spiega Fortunato da Câmara, critico gastronomico del giornale portoghese Expresso – ha ottenuto una grande popolarità europea dal XVI secolo in poi, incontrandosi nei secoli successivi con le arance di allora ‘amaramente’ reputate di Siviglia. L'eredità dell'arancia portoghese rimane: lo stesso nome Portogallo è sinonimo di arancia in luoghi distanti come l'Iran (Porthegal), la Turchia (Portakal), la Romania (Portocal) e in Grecia, dove il nome portokalia è certificato con la denominazione Dop dell'arancia greca Portokalia Maleme Chanion Kritis. La qualità degli agrumi lusitani è rinomata: il modus vivendi mediterraneo dell'Algarve ha ricevuto la certificazione Igp da Citrinos do Algarve, che oltre alle arance comprende anche clementine, mandarini, pompelmi e limoni.

Agrumi protagonisti sui francobolli Euromed 2020 del Portogallo

È proprio dalla cucina regionale dell'Algarve che arriva una ricetta che attraversa la storia della regione con il frutto. In un passato molto lontano, tra l'ottavo e il dodicesimo secolo, è probabile che qualcuno abbia preparato un roz bel hlib (riso con latte) e un mazaher (acqua di fiori d'arancio). Questi due elementi ancestrali nella cultura del Maghreb oggi trovano ricette diffuse dal Brasile al Medio Oriente. Qui persistono in una ricetta particolare con un aspetto conventuale, chiamato «Arroz doce à Estoiense», di Estoi, comune di Faro. Il liquore ai fiori d'arancio trova riscontro in una ricetta inglese del 1727, il brandy di fiori d'arancio, nel un momento in cui Portogallo e Francia erano i principali esportatori di acqua di fiori d'arancio. “Il profumo di agrumi è storico nell'anima portoghese, qualcosa che non è estraneo al fatto che l'Unesco ha riconosciuto il Portogallo come uno dei Paesi che ha ereditato il Mediterraneo per il suo patrimonio antropologico, sociologico, gastronomico e nutrizionale. La dieta mediterranea ha il simbolo di quell'eredità in Algarve che si può sentire, annusare ... e gustare!” chiosa Fortunato da Câmara. Il tema agrumi è dunque il soggetto dei due francobolli portoghesi Euromed in circolazione dal 10 luglio.

Per la sua “Gastronomia tradizionale” Cipro ha scelto il kolokasi, un tubero cucinato in vari modi. Con la sua caratteristica forma conica e il gusto speciale, il kolokasi si identifica con la gastronomia cipriota e l'intera cultura dell'isola di Afrodite. Ha un alto valore nutrizionale e protegge in modo significativo il sistema immunitario: il kolokasi è infatti ricco di vitamine A e C, proteine, carboidrati e contiene fibre e aminoacidi. In particolare il Kolokasi Sotiras Dop appartiene alla famiglia delle araceae e al genere Colocasia, pianta essenzialmente tropicale che si è adattata alla condizioni di Cipro e con un elevato bisogno di acqua.

Il Kolokasi Sotiras Dop di Cipro

Il Kolokasi sui francobolli Euromed 2020 di Cipro

A ovest, in Spagna, la gastronomia tradizionale del Mediterraneo propone l’Espeto, vale a dire sardine alla brace. O meglio l'arte gastronomica di arrostire le sarde, che non è solo una specialità culinaria tipica di Malaga: è un vero e proprio modo di sentire e vivere. Un segno di Malaga e di identità culturale mediterranea. In quanto piatto tradizionale della cucina mediterranea, il “pescaíto frito" è una delle specialità gastronomiche del litorale di Malaga: sotto lo sguardo attento del Castello di Gibralfaro, viene servito soprattutto nei bar e locali sulla spiaggia, e la sua domanda cresce smisuratamente nella stagione estiva. Il pesce più adatto per la frittura deve riunire delle caratteristiche essenziali, che sono quelle che si trovano nelle acciughe locali. E, insieme alla frittura, un'altra specialità della gastronomia malaghegna è lo spiedino di sardine, modo tradizionale di mangiare questo tipo di pesce a Malaga.

Le sardine, dopo essere state sistemate sullo spiedo, sono messe sul fuoco, che conferisce loro un sapore speciale e unico. “Sicuramente, nessuno può lasciare Malaga senza aver provato questa prelibatezza che pochi conoscono” sottolineano dall’Ente del turismo. Se il "pescaíto frito" è sulla costa il piatto più famoso, sono tipici anche il riso alla marinara, la coda di rospo con patate e la "cazuela de fideos" (zuppa con pasta). Le zuppe in generale occupano un posto di primo piano nella cucina di Malaga, con specialità come il gazpachuelo (a base di patate e maionese) e il "gazpacho malagueño" o "ajoblanco" (una specie di zuppa fredda con mandorle, olio, aglio e uva). Tutte queste ricette si possono accompagnare con i vini della Denominazione d'Origine Malaga. Per l'espeto Madrid ha prodotto un francobollo da 2 euro emesso in minifoglio.

Malaga

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