Annifo, la ricostruzione delle tradizioni d’un tempo

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Angelo Benedetti, Annifo / Perugia

Annifo è uno dei tanti centri montani di cui è costellata la montagna del Folignate, al confine tra Umbria e Marche. E’ una delle zone che venne martoriata dal devastante terremoto del 1997. Da allora di tempo ne è passato e la ricostruzione è praticamente agli sgoccioli. Adesso si guarda inevitabilmente al futuro e si riprendono le buone tradizioni. Come la festa giunta alla trentesima edizione “Sette giorni in montagna” con le lenticchie protagoniste: si comincia sabato 6 agosto 2011 per finire il giorno di ferragosto.

 

(TurismoItaliaNews) Don Flavio Orazi, classe 1928, da sempre è un punto di riferimento per Annifo e non solo perché ne è il parroco. Da anni lega la sua attività pastorale alla quotidianità della gente di montagna, ma con quest’ultima -  nei lunghi tredici anni trascorsi dal tremendo sisma del 1997 - ha condiviso  la condizione di terremotato e come tantissimi ha vissuto prima in un  container e poi in una casetta di legno, con la principale preoccupazione di  confortare le anime e di ricostruire la chiesa del paese dedicata a Sant’Elena, irrimediabilmente distrutta dalle centinaia di scosse succedutesi tra il settembre ’97 e l’aprile ’98.

 

La chiesa di un paese è sempre un luogo in cui si ritrovano identità e speranze. E questo è avvenuto tre anni fa, quando Annifo ha riottenuto la sua chiesa, un autentico pezzo di architettura moderna che con il suo campanile è già divenuta a sua volta il nuovo punto di riferimento nello skyline del paese. Ma solo ieri don  Flavio Orazi ha potuto lasciare la sua casetta di legno e tornare nella canonica costruita accanto all’edificio sacro. Uno degli ultimi a rientrare in una casa vera.

“Sono contento - ammette il parroco - in questi due anni ho fatto su e giù tra il villaggio e il paese... e per la mia età non era semplice - sottolinea sorridendo - ora posso essere qui, accanto alla nostra chiesa“.

Don Flavio apre orgoglioso la porta del nuovo edificio rivestito di pietra, dove ormai si celebra messa tutti i giorni. “Il progetto è dell’architetto Andrea Tucci - spiega - si è cercato di conciliare il nuovo e l’antico, riposizionando quello che è stato possibile salvare dalla chiesa che stava crollando. Abbiamo avuto qui dei vigili del fuoco bravissimi, erano bolognesi: hanno recuperato il possibile come la statua di Sant’Elena, l’urna che contiene il corpo di San Celestino, il fonte battesimale datato 1726, le decorazioni lignee dorate, un grande mobile di sagrestia“.

 

Tutto questo ora ha trovato la propria collocazione nella nuova chiesa: la statua di Sant’Elena è stata restaurata e in agosto Annifo festeggia il suo compatrono, San Celestino martire. Ad Annifo la ricostruzione post-sisma ha fatto passi da gigante: la gran parte degli abitanti è tornata nelle  proprie case, per alcuni edifici restano da completare finiture e parte impiantistica, ma il più fatto e l’immagine complessiva è ben diversa da quella che Giovanni Paolo II descrisse il 3 gennaio 1998: “Mentre venivo in elicottero qui ad Annifo, sono rimasto colpito dallo scenario di distruzione che, guardando il territorio attorno all’Appennino, mi si è presentato sotto gli occhi. Da Foligno ad Assisi, è impressionante e commovente lo spettacolo di case, chiese, palazzi carichi di storia ridotti ad un cumulo di rovine nel giro di pochi momenti“.

Oggi i paesi stanno rinascendo, c’è da fare e nessuno sta con le mani in mano. Per Annifo vi sono anche importanti, nuove decisioni: l’ex scuola sarà ricostruita e trasformata in centro civico con una spesa di quasi mezzo milione di euro (appalto già aggiudicato) mentre per il completamento delle opere di urbanizzazioni a rete e delle finiture il Comune di Foligno (al cui territorio appartiene la frazione di Foligno) ha già  consegnato i lavori allo scopo di mettere la parola fine ai cantieri.

E adesso protagonisti tornano i prodotti tipici, la gastronomia e la musica: questa la formula della festa di Annifo. Una formula vincente, dato che la manifestazione raggiunge in questo 2011 il traguardo dei trenta anni, abbinata alla 22esima edizione della sagra della lenticchia. Il programma organizzato dalla Pro loco termina a Ferragosto con la fiera.

 

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