Mezzo secolo di Vernaccia di Serrapetrona, l’antica tradizione dei borghi conquista con il gusto dell’epopea e della sapienza contadina

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Giovanni Bosi, Belforte del Chienti / Marche

Non è solo una storia di gusto, ma è soprattutto una filiera di produzione che intreccia tradizione e passione in un paesaggio da sogno. L’entroterra delle Marche del resto è sempre una scoperta, a partire da quei Monti Azzurri di cui Giacomo Leopardi ci ha tramandato una visione onirica e avvolgente. E’ proprio in questa cornice che da cinquanta anni si produce la Vernaccia di Serrapetrona a partire da un vitigno eroico ed insolito. Un patrimonio della gente per la gente. Non comune, ovviamente.

 

(TurismoItaliaNews) Un trittico di territori dove i confini sono soltanto amministrativi, retaggio di una storia comunque condivisa. Sono quelli di Serrapetrona e, in parte, di Belforte del Chienti e San Severino Marche. Un lembo di territorio marchigiano dove arte, cultura, dedizione e spirito di sacrificio da sempre contraddistingue la sua gente. Quella che da quasi mille anni si cimenta con insoliti tralci di vite, i cui chicchi hanno una buccia molto spessa, dando vita ad un’uva eroica e spigolosa, dalla quale nel tempo la sapienza degli agricoltori ha saputo tirare fuori il meglio. Il giro di boa è arrivato negli anni Settanta del secolo scorso, quando l’intuizione ha fatto riprendere in mano una tradizione comunque sempre viva in qualsiasi cantina dei casolari disseminati sulle colline, sino a farla diventare un’eccellenza. Così nel 2021 si può celebrare il cinquantesimo del riconoscimento dell’area di produzione Doc Vernaccia di Serrapetrona, oggi anche vino a denominazione di origine controllata e garantita nelle versioni secca e dolce.

Mezzo secolo di Vernaccia di Serrapetrona, l’antica tradizione dei borghi conquista con il gusto dell’epopea e della sapienza contadina

Mezzo secolo di Vernaccia di Serrapetrona, l’antica tradizione dei borghi conquista con il gusto dell’epopea e della sapienza contadina

I sindaci dei tre Comuni premiati da Edoardo Raspelli e Giampiero Feliciotti

Un cinquantesimo che l’Unione montana Monti Azzurri, presieduta da Giampiero Feliciotti, ha voluto celebrare con la consegna di attestati ai primi cittadini dei tre Comuni interessati: Silvia Pinzi di Serrapetrona, Alessio Vita di Belforte del Chienti e Rosa Piermattei di San Severino Marche. La cerimonia si è svolta nella cornice del suggestivo Palazzo Bonfranceschi, residenza d'epoca nel cuore di Belforte. Tre borghi di eccellenza, che nella Vernaccia hanno trovato una potente alleata per la promozione turistica accanto ad altri alfieri del gusto. Sono 7 i produttori che sul mercato nazionale ed internazionale propongono una produzione di circa 45mila bottiglie di Docg, quantità che arriva complessivamente a 500mila bottiglie con la Doc ed un’apprezzatissima recente riscoperta del vino fermo. Se in vigna l’attenzione e la sapienza sono fondamentali ed irrinunciabili, lo straordinario arriva con l’inizio della vendemmia, stabilita al momento giusto solo grazie all’occhio esperto del coltivatore.

Il Disciplinare è puntuale nel dettare le regole dell’elaborazione enologica, perché la spumantizzazione deve avvenire attraverso ben tre differenti fermentazioni: la prima inizia subito dopo la pigiatura delle uve raccolte, con il mosto ottenuto soggetto alla lisciviazione delle sostanze coloranti e di altri componenti prima della svinatura. Parte delle uve, raccolte a coppie di grappoli, esaminati uno ad uno, vengono messe ad appassire fino a gennaio in modo naturale, per essere poi pigiate e il mosto ottenuto aggiunto al vino base. Parte così la seconda fermentazione alcolica, più lenta, e dopo due mesi termina lasciando spazio al processo di maturazione che riduce la presenza di acidi e tannini. Il vino così ottenuto è portato in autoclavi che, con l’aggiunta di zuccheri e lieviti avvia la terza fermentazione con il trattenimento della CO2 disciolta nel vino, la cosiddetta “presa di spuma”. Dopo altri 2 mesi nasce lo spumante Vernaccia di Serrapetrona. Il lavoro in autoclave consente l’ottenimento della versione dolce o secca in base al contenuto residuo degli zuccheri. Il momento spettacolare da non perdere è proprio la fase degli appassimenti, assolutamente da vedere nelle cantine.

Mezzo secolo di Vernaccia di Serrapetrona, l’antica tradizione dei borghi conquista con il gusto dell’epopea e della sapienza contadina

Mezzo secolo di Vernaccia di Serrapetrona, l’antica tradizione dei borghi conquista con il gusto dell’epopea e della sapienza contadina

Un procedimento costellato di pazienza, amore e sapienza, che ogni cantina dosa con generosità per un prodotto di alto livello. “La Vernaccia e il territorio sono inscindibili. Soltanto qui è possibile produrre questa eccellenza, grazie alle qualità del territorio e ad una tradizione che affonda le sue radici nei secoli” tiene a dire Giampiero Feliciotti. Chi lo conosce, sa bene quanto si sia speso per il giusto riconoscimento della Doc e della Docg insieme ai produttori: prima da sindaco di Serrapetrona e da presidente del Consorzio di tutela della Vernaccia, ancora oggi da presidente dell’Unione montana dei Monti Azzurri. Come dire: l’uomo giusto al posto giusto al momento giusto. E poi anche loro: personaggi come Claudi, Quacquarini, Francioni, Tallei, Fabrini documentano l’epopea dei produttori e dei trasformatori che hanno ripreso le esperienze vitivinicole del passato e creato attività e lavoro, fermando la fuga dai campi e riportando l’economia viticola aziendale.

E’ fin troppo evidente che quando si parla di vigneti (quelli che hanno fatto coniare l’espressione di “colline pettinate” delle Marche) si parla anche di paesaggio e dunque di attrattività e ricettività. In una parola: turismo, anzi enoturismo. Se queste zone sono state martoriate dal terremoto, l’ultimo quello del 2016, qui si parla solo di rilancio, opportunità, crescita, valorizzazione. Tanto che lo stesso Giampiero Feliciotti, in una visione a tutto tondo, ha voluto pure lanciare il progetto “Albergo diffuso del territorio”, coinvolgendo i centri di Belforte, Caldarola, Camporotondo, Cessapalombo, Colmurano, Gualdo, Loro Piceno, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Sarnano, Serrapetrona e Tolentino. “Perché l’albergo diffuso consente di soggiornare in abitazioni attrezzate da un soggetto preposto alle gestione – chiarisce il presidente – consentendo di beneficiare di un patrimonio edilizio altrimenti sottoutilizzato in quanto costituito da seconde case e per questo messe a disposizione. Una forma stimolante per le diversità urbanistiche delle varie località, ciascuna con le proprie bellezze”.

Giampiero Feliciotti

Massimo Serboni, Cantina SerboniSandrino Quadraroli, Cantina Podere sul Lago

Monica Quacquarini, Cantina QuacquariniSerrapetrona sa farsi amare per le sue qualità paesaggistiche, ricche di vestigia storiche ed artistiche di notevole valenza, ma anche per una tradizionale ospitalità e una gradevole e genuina cucina, in una cornice di verde e completo relax. Belforte, arroccato su una ripida altura che domina la Valle del Chienti, all’interno dell’antica cinta muraria del quattordicesimo secolo, nasconde un dedalo di stradine e il celebre Polittico della chiesa di Sant’Eustachio, spettacolare testimonianza del rinascimento marchigiano. San Severino Marche, città d’arte e oggi protesa verso il turismo slow, dona una vista impareggiabile sulle colline coronate di piccoli paesi e la campagna punteggiata di piccoli casolari.

Bisogna essere qui per comprendere quanto vi sia dentro una bottiglia di Vernaccia, parlando con i protagonisti. Li troverete entusiasti, emozionati e ben disposti a raccontarvi la loro storia e quella di chi li ha proceduti nel grande sogno diventato realtà.

Belforte del Chienti

Serrapetrona

In apertura: appassimenti nella cantina Serboni di Serrapetrona

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