The Shared Table, ecco la tavola condivisa dell’Australia: la dieta mediterranea parla italiano con la pasta al pomodoro e basilico

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Eugenio Serlupini, Roma

C’è davvero di tutto. E soprattutto racconta la dieta mediterranea, con tante eccellenze che a ben guardare parlano italiano, come la pasta al pomodoro e basilico, le olive… Il tema è “La tavola condivisa” e l’idea che poi si rivela un manifesto del benessere e dekl buon mangiare, arriva dall’Australia. Il Paese dei canguri sceglie i francobolli per esortare ad un’alimentazione corretta facendo proprio riferimento a quel modo di mangiare che adesso è Patrimonio Unesco. La serie si chiama “The Shared Table”, la tavola condivisa, e va in circolazione dal 12 marzo.

 

(TurismoItaliaNews) Quattro francobolli che destano appetito. Colore e sostanza sono il contenuto dei dentelli postali firmati da Anita Xhafer che l’Australia ha deciso di emettere con un messaggio ben preciso: opporsi “alla concezione storica di una noiosa dieta anglosassone, rivedendola con un approccio più cosmopolita alla cultura gastronomica nel Paese contemporanea. Ciò significa segnalare alcune delle influenze culturali che hanno acceso e plasmato le nostre aspettative e abitudini culinarie, sottolineando anche l’abbondanza di prodotti freschi e artigianali che ora sono relativamente comuni per molti di noi”. Insomma il tema di “The Shared Table” non è solo metaforico, ma anche piuttosto letterale nel suo approccio progettuale. I quattro francobolli comprendono una striscia se-tenant raffigurante prodotti e piatti su un unico tavolo, ogni dentello rappresenta un cenno ad una tradizione culinaria che ha arricchito la cultura alimentare australiana di oggi. Poiché gli elementi chiave dei prodotti sono condivisi tra le cucine, gli ingredienti si riversano attraverso la dentellatura dei quattro francobolli collegando il tavolo in un’unica immagine che ricompone l’illustrazione “appetitosa” di Anita Xhafer.

The Shared Table, ecco la tavola condivisa dell’Australia: la dieta mediterranea parla italiano con la pasta al pomodoro e basilico

“Oggi la Dieta Mediterranea è un modello per affrontare le sfide degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030 e della nuova strategia ‘Farm to Fork’ ruropea per la riduzione degli impatti ambientali dell’agroalimentare – spiegano dall’Università La Sapienza di Roma – è vista come un sistema per costruire un futuro sostenibile che parte dal locale per agire su scala globale, con un’attenzione particolare all’educazione e alle nuove generazioni. Avere un’educazione alimentare e sapere come mangiare, è la quasi totalità del benessere quotidiano di una persona. In tempi non sospetti, un antico adagio asseriva che ‘Siamo quello che mangiamo’”. Consapevolezza che evidentemente non esime l’Australia dal prendere di petto il tema anche attraverso un canale simpatico come i francobolli.

La stessa Unesco ha messo in evidenza, nell’inserirla nell’elenco dei Patrimoni immateriali dell’Umanità – che la dieta mediterranea implica un insieme di abilità, conoscenze, rituali, simboli e tradizioni riguardanti le colture, la raccolta, la pesca, l’allevamento degli animali, la conservazione, la lavorazione, la cucina e in particolare la condivisione e il consumo del cibo. Mangiare insieme è il fondamento dell’identità culturale e della continuità delle comunità in tutto il bacino del Mediterraneo. È un momento di scambio sociale e di comunicazione, un'affermazione e un rinnovamento dell'identità familiare, di gruppo o comunitaria”. A tavola (e noi italiani lo sappiamo bene) si enfatizzano i valori dell’ospitalità, del vicinato, del dialogo interculturale e della creatività, nonché uno stile di vita guidato dal rispetto per la diversità.

Dieta mediterranea anche per gli australiani

Ma se dici dieta mediterranea dici anche socialità, svolgendo un ruolo vitale negli spazi culturali, nei festival e nelle celebrazioni, riunendo persone di tutte le età, condizioni e classi sociali. E, attenzione, non solo mangiare in senso stretto: artigianato, produzione di contenitori tradizionali per il trasporto, la conservazione e il consumo degli alimenti, compresi piatti e bicchieri in ceramica, sono il valore aggiunto. Le donne, poi, svolgono un ruolo importante nel trasmettere la conoscenza della dieta mediterranea: ne salvaguardano le tecniche, rispettano i ritmi stagionali e gli eventi festivi, tramandano i valori alle nuove generazioni.

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