L'Arte dei Pizzaiuoli Napoletani è patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco

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La pizza è un patrimonio dell’Umanità. Ora non c’è più dubbio, ma con una puntualizzazione di non poco conto: la pizza napoletana e ancor meglio l'Arte dei Pizzaiuoli Napoletani è patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco. Dopo 8 anni di negoziati internazionali, il via libera è avvenuto a Jeju, in Corea del Sud, con il voto unanime del Comitato di governo dell'Unesco per l'unica candidatura italiana, riconoscendo che la creatività alimentare della comunità napoletana unica al mondo.

 

(TurismoItaliaNews) E’ stato il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina ad annunciarlo su su Twitter: "Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo”. La candidatura è stata avviata dal Mipaaf nel marzo 2009 ed è stata condotta da una specifica task force di esperti guidata dal professor Pier Luigi Petrillo. Ma un ruolo fondamentale l’ha avuto anche Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell’Agricoltura e dell’ambiente, con petizione mondiale #pizzaUnesco a sostegno della candidature, che ha raccolto oltre due milioni di firme in tutto il globo.

La pizza è il settimo "tesoro" italiano ad essere iscritto nella Lista del patrimonio immateriale dell'Unesco. L'elenco del Belpaese comprende anche l'Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l'Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014).

"Il Made in Italy ottiene un altro grande successo – ha commentato il ministro Maurizio Martina - è la prima volta che l'Unesco riconosce quale patrimonio dell'umanità un mestiere legato ad una delle più importanti produzioni alimentari, confermando come questa sia una delle più alte espressioni culturali del nostro Paese. È un'ottima notizia che lancia il 2018 come anno del Cibo. L'arte dei pizzaiuoli napoletani racchiude in sé il saper fare italiano costituito da esperienze, gesti e, soprattutto, conoscenze tradizionali che si tramandano da generazione in generazione. È un riconoscimento storico che giunge dopo un complesso lavoro negoziale durato oltre 8 anni, che premia l'impegno del Ministero al fianco delle associazioni dei pizzaiuoli. Ringrazio le istituzioni locali, la Regione Campania, gli esperti del Ministero e tutti quelli che col loro impegno hanno reso possibile questo risultato che ribadisce il ruolo di primo piano svolto dal nostro Paese nel valorizzare la propria identità enogastronomica”.

Nel 2010 è arrivata la proclamazione della Dieta Mediterranea, primo elemento culturale al mondo a carattere alimentare iscritto nella lista dell'Unesco; nel 2014, il riconoscimento della coltivazione della "Vite ad alberello" di Pantelleria, primo elemento culturale al mondo di carattere agricolo riconosciuto dall'Unesco. Ora "L'Arte del Pizzaiuolo Napoletano". Dei 6 elementi italiani riconosciuti dall'Unesco patrimonio dell'umanità, 3 sono riconducibili al patrimonio agroalimentare, a conferma che in Italia il cibo e l'agricoltura sono elementi caratterizzante la cultura del Paese.

“Il risultato di oltre 2 milioni di firme mondiali è straordinario e conferma #pizzaUnesco come la campagna d’opinione popolare più imponente nella storia delle candidature di tutte le agenzie delle Nazioni Unite – ha sottolineato Pecoraro Scanio – ringrazio i sostenitori e le realtà che, con il loro impegno, hanno permesso di raggiungere questo storico traguardo. Siamo fiduciosi perché la candidatura è forte e credibile e il suo messaggio al mondo è chiaro. La vittoria dell’Arte del pizzaiuolo napoletano rappresenterebbe il trionfo di una cultura artigianale autentica rispetto alle produzioni globalizzate delle multinazionali del cibo”.

Quest’Arte, che nasce e si tramanda a Napoli da secoli, di generazione in generazione, consiste nel manipolare due sostanze basilari come l’acqua e la farina in modo tale da creare dei dischi di pasta, secondo una tecnica e delle regole ben precise e un linguaggio tutto napoletano ("alluccare", "schiaffo", ecc.). Manipolazione della pasta, arti performative come il lancio in aria del disco di pasta (non certo per folklore ma per consentire alla pasta di prendere ossigeno e la forma necessaria per il successivo passaggio), cottura in forni speciali e con legni particolari: sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano quest’Arte che da generazione fa sognare bambini e adulti.

Tale Arte ha svolto negli anni e svolge tuttora alcune importanti funzioni culturali e sociali, tra cui la principale è il forte senso di identità dei cittadini napoletani in tale pratica in cui riconoscono i valori della convivialità e della prossimità tra i componenti della comunità partenopea. Il mestiere del pizzaiuolo ha dato un’importante possibilità di riscatto sociale e di successo a tanti giovani che, provenienti da contesti difficili, si sono garantiti così un futuro lavorativo anche di ampio rispetto nella società. Di questa tradizione è intrisa l’intera comunità: stessa cosa si può dire del vocabolario tipico della tradizione napoletana per cui è facile sentire il pizzaiuolo “alluccare” (strillare) a Napoli in termini dialettali frasi che ai più possono sembrare incomprensibili, ma che sono parte della cultura della città. “L’Arte dei pizzaioli napoletani” trasmette un’atmosfera rilassata e gioviale grazie anche al banco di lavoro, sempre ben in vista, dove il pizzaiuolo si esibisce e spesso intrattiene bambini e clienti, in un continuo scambio intergenerazionale. Il riconoscimento di tale arte permette una valorizzazione delle conoscenze tradizionali che hanno costituito le sue origini e che spesso sono minacciate dalla globalizzazione.

L’iscrizione di questa Arte nella Lista Rappresentativa significa riconoscere il valore di una tradizione sostenibile,attenta alla naturalità, che parla di materie prime legate ad un vero amore e rispetto per la terra,di ingegnosità di uomini e donne che volevano trovare modi gustosi per nutrire le proprie famiglie e la propria comunità.

Il sito ufficiale dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani

 

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