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La casa e la tomba della Madonna, il mistero di Maria

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Giovanni Bosi, Gerusalemme / Efeso 

In fondo è uno dei misteri della vita. E trovarsi nei luoghi che ne costituiscono la cornice, è come essere in una dimensione senza tempo. Efeso in Turchia e Gerusalemme in Terrasanta sono accomunate da uno degli aspetti più affascinanti della vicenda terrena di Gesù: la Vergine Maria. Sulle colline che circondano Efeso, straordinario centro dell’antichità, una delle più grandi città ioniche in Anatolia, esiste la Meryem Ana Evi, ovvero la Casa di Maria, considerata l'ultima dimora della Madre di Gesù Cristo. A Gerusalemme, nella Valle di Giosafat, un santuario sotterraneo accoglie il luogo dove si suppone che i discepoli abbiano sepolto la Madonna. Una tomba, ovviamente, vuota.

 

(TurismoItaliaNews) Questi due luoghi così lontani tra loro, sono in realtà legati dal misticismo che trova riscontro nel pellegrinaggio di tanti credenti. E  non solo cattolici, ma anche ortodossi e musulmani. Comunque la si pensi, la storia della Meryem Ana Evi di Efeso è suggestiva. Quando si arriva c’è una lunga fila di pellegrini che sfilano lentamente lungo il sentiero tra la natura lussureggiante. Con discrezione militari turchi vigilano su di loro. Questo è un obiettivo purtroppo sensibile, come molti altri legati alla devozione popolare in tanti luoghi del mondo. Ad un certo punto si intravvede la piccola costruzione che ormai ricorda una piccola chiesa. E’ là dentro che si sarebbe consumato uno dei grandi misteri della vita.

 

 

A consolidare, anzi a convalidare il fatto che questa è stata l’ultima dimora della Vergine Maria, Madre di Gesù Cristo ci sono una serie di elementi che attestano la veridicità del luogo, a partire dalla Sacra Scrittura: San Giovanni, nel suo Vangelo, dice che Gesù, prima di morire. gli affidò la Madonna: “Ecco tua madre”. A partire da quel momento egli la prese con sé. Gli Atti degli Apostoli narrano che, dopo la morte di Cristo, la persecuzione imperversò a Gerusalemme. Santo Stefano fu lapidato nel 37 dopo  Cristo e San Giacomo fu decapitato nel 42. Nello stesso tempo gli apostoli si divisero il mondo per predicare il Vangelo. A San Giovanni fu affidata l’Asia Minore. Probabilmente, a causa della persecuzione di Gerusalemme, portò con sé Maria.

 

Le conferme storiche secondo gli esperti sono due: la presenza della tomba di san Giovanni ad Efeso ed il Concilio Ecumenico svoltosi nella città nel 431 nella prima chiesa del mondo dedicata a Maria, per definirvi il dogma della maternità divina di Maria Santissima. I Padri del Concilio parlando di Nestorio dicono: “Arrivato ad Efeso laddove il teologo Giovanni e la Vergine Santa Maria, madre di Dio...”. Infine c’è la tradizione orale, fedelmente conservata dagli abitanti ortodossi del villaggio di Kirkince, discendenti dei primi cristiani di Efeso. Arrivavano ogni anno in pellegrinaggio a celebrare qui la festa della dormizione di Maria. Questo perché avevano ereditato dai loro antenati la ferma credenza che la Madre di Gesù fosse vissuta e morta in questo luogo che essi chiamavano Panaghia Kapulu.

 

E poi c’è la modalità del ritrovamento: a fine Ottocento apparve un libro dal titolo “La vita della Vergine secondo le rivelazioni della religiosa tedesca Caterina Emmerich". Questa monaca pur non avendo mai visitato questi luoghi, lo ha descritto con impressionante esattezza. Attraverso le sue visioni ha fornito con dettagli precisi la collina di Efeso e la casa dove la Vergine Maria ha trascorso i suoi ultimi anni. Seguendo le sue indicazioni, due spedizioni scientifiche hanno ritrovato nel 1891 le rovine di questo luogo, corrispondenti perfettamente alle descrizioni della veggente. Oggi è un luogo di pellegrinaggio e  meditazione.

 

All’uscita dalla piccola casa, tanti accendono piccoli ceri votivi mentre su un muro di pietra vi sono migliaia di bigliettini con pensieri ed auspici che ciascun visitatore lascia. Ogni giorno aumentano a centinaia.

 

 A Gerusalemme la Tomba della Vergine, o meglio quella che sarebbe dovuta diventare la tomba di Maria, si trova nella valle di Giosafat in un santuaio sotterraneo molti metri al di sotto del livello stradale. L’ingresso della struttura sacra risale al XII secolo anticipa una scalinata di 47 gradini e nella struttura trovano posto anche le tombe reali cristiane del XII secolo.

 

 

Qui i servizi religiosi sono curati da greci, copti, armeni e siriaci, ma si tratta di un luogo sacro anche per i musulmani perché Maometto vide una luce sopra la tomba della “sorella Maria” durante il Viaggio notturno a Gerusalemme. La tomba destinata ad accogliere il corpo della Madre di Gesù si trova sul lato orientale della cripta ed è ornata con icone e paramenti tipici della tradizione ortodossa.

 

All’esterno, sul lato destro della facciata, c’è la grotta dell’arresto, cioè il luogo del tradimento di Giuda. E anche questo è un luogo dove la Chiesa venera un mistero della vita di Cristo, un luogo santificato dalla preghiera dei Credenti. All'interno di Gerusalemme si snoda la cosiddetta "Via Dolorosa", ovvero la Strada del Dolore  che Gesù percorso portando la Croce. Inizia dal Pretorio nell'Antonia e continua sino alla collina "del Cranio", il Golgota, luogo della Crocifissione, oggi inglobato all'interno della Basilica della Resurrezione. Le ultime cinque stazioni della Via Crucis si trovano infatti tutte all'interno dello straordinario edificio sacro.

 

 

 

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