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Da Figueres a Pùbol, ecco i luoghi di Dalì

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Giovanni Bosi, Figueres

"Voglio che il museo sia come un blocco unico, un labirinto, un grande oggetto surrealista. Sarà un museo assolutamente teatrale. La gente che lo visiterà se ne andrà con la sensazione di aver fatto un sogno teatrale". Parole di Salvador Dalì, promessa assolutamente mantenuta. Lui è il grande artista surrealista spagnolo mentre il contenitore è il Teatro Museo a Figueres, la sua citta natìa in Catalogna.

 

(TurismoItaliaNews) Proprio Figueres è uno dei poli del triangolo che lega il suo destino alla verve e all’esuberanza del pittore, scultore, scrittore, cineasta e designer vissuto tra il 1904 e il 1989.Un uomo che ha saputo anticipare i tempi, che ha saputo guardare ciò che i suoi contemporanei neppure riuscivano a vedere. Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí Domènech, marchese di Púbol – come si chiamava per intero – è diventato il simbolo di un’espressione artistica che in realtà è unica nel suo genere, perché unico nel suo genere era il personaggio.

E dunque un viaggio nei luoghi daliniani si rivela un’autentica scoperta, una meravigliosa avventura che permette di entrare nell’essenza più intima di un genio estroso. Si può arrivare a Barcellona oppure a Girona, e quindi andare nei tre luoghi simbolo pianificando con cura gli spostamenti che – strada facendo – consentono di conoscere la Catalogna più autentica e l’affascinante Costa Brava. Figueres con il suo teatro, poi Portlligat (Cadaqués) con la casa e infine Pùbol con l’altrettanto famoso castello le cui vicende si legano a quelle di Gala, la donna emblema di Dalì.


Il Celler
ca la Teta

A Figueres, oltre allo straordinario Teatro - Museo, c’è un altro luogo che si deve assolutamente visitare: è l’Hotel Duran, in carrer Lasauca n.5. Qui Salvador Dalì era solito andare a mangiare e spesso anche a dormire. Nella hall una serie di fotografie raccontano il passaggio dell’artista e il “sancta sanctorum” in cui pranzava o cenava – il Celler ca la Teta – è rimasto ossequiosamente così com’era. E’ sempre apparecchiato, come se Dalì potesse tornare da un momento all’altro per un gustare un bicchiere di Moscatell o di Garnatxa.

E’ opportuno cominciare la visita da Figueres, perché l’onirico museo allestito dallo stesso Salvador Dalì in quello che era il teatro della cittadina, semidistrutto da un incendio durante la guerra civile spagnola, è un luogo ottimo per avere una panoramica generale della sua produzione, dagli anni giovanili fino all’ultimo quadro del 1983. Dalì era un grande appassionato di arte italiana e i richiami si leggono un po’ ovunque, compresa “l’ossessione” per il parco di Bomarzo (Viterbo) le cui atmosfere si ritrovano sia nel Teatro - Museo che nel castello di Pùbol.

Inevitabilmente quando si parla di Dalì, non si può non parlare della sua vita privata. Perché se l’uomo è stato il miglior promoter di se stesso, è anche vero che la Costa Brava e i paesaggi dell'Empordà sono stati la cornice irrinunciabile della sua maturazione artistica; così come è altrettanto vero che Elena Dmitrievna D’jakonova, ovvero Gala Éluard, modella, artista e mercante d’arte russa è stata la sua zarina, la sua musa ed anche sua moglie. Un soggetto ricorrente quello di Gala, in tutte o quasi le produzioni dello spagnolo surrealista.

 

Dove si trovano
le opere di Dalì

La più vasta collezione di opera di Dalì si trova al Teatro Museo di Figueres, in Catalogna. Altre importanti collezioni sono al Salvador Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, che contiene la collezione di A. Reynolds Morse & Eleanor R. Morse, composta da più di 1.500 opere di Dalí. Altre collezioni significative sono quelle del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, della Salvador Dalí Gallery a Pacific Palisades in California, dell'Espace Dalí di Parigi e del Dalí Universe di Londra.

E allora Portlligat (dove lei è morta nel giugno 1982) si rivela il luogo adatto per cominciare a scoprirne di più su questo morboso rapporto, che raggiunge il suo culmine nel castello di Pùbol.

“Gala: la russa, la divorziata, un personaggio di una determinazione totale – ci dice Antoni Pitxot - lui era totalmente disposto ad accettare ed assecondare quello che lei faceva, ma tra loro c’era un patto, una relazione speciale. Lei aveva la sua libertà, quello che pensava lo diceva sempre: bello ma pericoloso” ammette Pitxot. Gala, la sua “oliva” come Salvador la chiamava affettuosamente, ha avuto tre amanti ma ciò non ha mai inficiato quel rapporto unico ed oggi immortale che c’era tra loro. E se si cerca di scavare di più, ci si trova di fronte ad un muro impenetrabile. La stima, l’affetto ed il rispetto dell’amico sono troppo forti.


E Amanda Lear? Già, perché la fascinosa quanto misteriosa artista da giovanissima ha avuto anche lei un rapporto speciale con Salvador Dalì. Speciale quanto? “Erano solo amici” dicono tutti. Una profonda amicizia con lui e con Gala, niente di più, si dice.

 

Ma se Dalì è stato un artista a tutto campo, la conferma arriva dagli splendidi gioielli creati tra il 1941 e il 1970 per la collezione Owen Cheatham, inclusi disegni e dipinti dell'artista poi trasformati in oro e pietre preziose. Gioielli che sono in una esposizione permanente in un edificio annesso al museo “Dalì – Joies”. Preziosità nella preziosità, ingegno nell’ingegno.

 

 

I luoghi

 

Teatro - Museo Dalì di Figueres
Placca Gala-Dalì, 5
aperto tutto l'anno; dal 31 luglio al 31 agosto visite notturne dalle ore 22 alle 01.00; chiuso il lunedì


Casa - museo Dalì di Portlligat (Cadaqués)

è bene prenotare anticipatamente il giorno e l'ora della visita

 

Casa - museo Castello Gala Dalì di Pubol
Placa Gala-Dalì - Pùbol - La Pera

 

Per saperne di più

www.salvador-dali.org
www.hotelduran.com

 

 

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