Dagli antichi romani alla Guerra Fredda, la grande storia passa per il Friuli Venezia Giulia

Il Forte del Lago Predil si trova nei pressi dell'omonimo lago

Vestire i panni del legionario che si aggira tra le colonne del foro romano, brandire le spade a due tagli lasciate dai Longobardi sul campo di battaglia, scovare le tracce che qui ha lasciato la “cortina di ferro” della Guerra Fredda. Oppure camminare sui sentieri percorsi da un giovane ufficiale tedesco di nome Rommel, strisciare tra le trincee che ispirarono Giuseppe Ungaretti, scrutare tra le segrete di un forte, in mezzo a polveriere, batterie e gallerie. Il Friuli Venezia Giulia è una vera e propria star gate. Ecco come viaggiare nel tempo.

 

(TurismoItaliaNews) In una regione disseminata di siti bellici e di luoghi significativi, la storia si percorre passo a passo in tutto il Friuli Venezia Giulia. Incastonato nel cuore dell'Europa, ma aperto sull'Adriatico, per la sua posizione strategica, si è trovato spesso al centro dei grandi conflitti e dei più importanti passaggi storici. I Romani hanno creato qui la quarta città d'Europa, Aquileia, dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1998, nella cui basilica paleocristiana è conservato il pavimento musivo più esteso d'Europa. I Longobardi, al tempo stesso guerrieri e artigiani, cavalieri e orafi, hanno plasmato un territorio e una metropoli dell’epoca, quel Forum Iulii - oggi Cividale - da cui deriva il nome Friuli, annoverato tra i siti Unesco dal 2011, grazie anche al tempietto longobardo, vero gioiello di arte antica. Gli Asburgo, invece, ne hanno fatto il salotto privilegiato dell'Impero.

Aquileia, la rievocazione storica

La Prima Guerra Mondiale

Il territorio regionale per oltre due anni e mezzo è stato lo scenario principale del fronte italiano nella Prima Guerra Mondiale. Tra il 24 maggio del 1915 e la fine di ottobre del 1917 sull'altopiano carsico e sulle Prealpi Giulie, lungo l'odierno confine con la Slovenia, centinaia di migliaia di soldati italiani e austro-ungarici si fronteggiarono in dodici grandi battaglie. Alle loro spalle, la pianura friulana venne trasformata nella gigantesca macchina militare delle retrovie con il compito di fornire supporto logistico ai soldati impegnati al fronte e non a caso Udine fu capitale militare d'Italia dal 1915 al 1917. Una situazione che cambiò bruscamente il 24 ottobre 1917, quando un attacco austro-germanico innescò quella che oggi è conosciuta universalmente come "la ritirata di Caporetto".

Il museo storico "La Zona Carnia nella Grande Guerra 1915-1918" è una delle migliori esposizioni sulla Grande Guerra in Friuli Venezia Giulia

Ancora oggi il Friuli Venezia Giulia si presenta come un ampio museo a cielo aperto in cui è possibile scoprire le innumerevoli tracce che il conflitto ha lasciato. Il Carso isontino, le Valli del Natisone, le cime della Carnia e del Tarvisiano conservano innumerevoli trincee, fortificazioni, postazioni e resti di baraccamenti in prima linea, mentre nella zona collinare del Tagliamento, fino alle Dolomiti Friulane, si possono ripercorrere le tragiche vicende della ritirata dell'ottobre - novembre 1917. Alle tante testimonianze originali del conflitto, si aggiungono tutte quelle risorse nate negli anni successivi: dai musei (ad esempio il Museo della Grande Guerra di Gorizia, di Ragogna e il Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez di Trieste), in cui è possibile osservare migliaia di oggetti militari e non del periodo, ai monumenti costruiti per celebrare le fasi più importanti del conflitto, passando per i sacrari (come il sacrario di Redipuglia, dove riposano i resti di 100mila soldati caduti), i cimiteri italiani e quelli austro-ungarici.

 

Da vedere è il Forte del Lago Predil, che si trova nei pressi dell'omonimo lago, nel cuore delle Alpi Giulie, in una gola a fianco di un piccolo corso d'acqua. La sua progettazione risale al 1884 e rientrava nello "Sbarramento Sella Predil" con lo scopo di difendere l'allora confine austro-ungarico da eventuali incursioni italiane. In particolare, questo fortino andava a supportare quello già esistente del Gola Aibl, collegato tramite un passaggio sotterraneo. Tutti gli itinerari, i musei all'aperto e i luoghi della Grande Guerra si possono scoprire sul portale www.itinerarigrandeguerra.it frutto dell'omonimo progetto interregionale che ha visto il Friuli Venezia Giulia come regione capofila, insieme a Veneto, Lombardia, Provincia autonoma di Trento e quella di Bolzano. È stato inoltre creato l'account Twitter@ilmiliteignoto per provare a immaginare come sarebbe stata la vita di un soldato del 1914 se avesse avuto accesso alle nuove tecnologie e al mondo dei social.

La mappa con i luoghi della Grande Guerra da vedere. In alto: il Museo della Grande Guerra a Gorizia

 

Da non perdere
-Palmanova, città-fortezza ideale racchiusa in una stella a 9 punte, riconosciuta monumento nazionale
-Museo all'aperto del Monte San Michele e itinerario di San Martino del Carso (Sagrado) dove ha combattuto il celebre poeta Giuseppe Ungaretti
-l'imponente linea difensiva del Medio Tagliamento, disseminata di strutture e fortini
-la Risiera di San Sabba, lager nazista nella città di Trieste, dichiarato Monumento Nazionale
-la Foiba di Basovizza, monumento nazionale simbolo di tutte le atrocità commesse sul finire della Seconda Guerra Mondiale e negli anni successivi dalle milizie titine
-éStoria, festival internazionale della storia (22-24 maggio a Gorizia)

Veduta aerea della città-fortezza di Palmanova

 

Per saperne di più
Agenzia Turismo Friuli Venezia Giulia
Via Carso, 3 - 33052 Cervignano del Friuli (Ud)
www.turismofvg.it

 

 

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