Un secolo di conflitti mondiali e poi la nascita delle Nazioni Unite, sui francobolli la storia si racconta

E’ un anno denso di ricorrenze il 2015, come il centenario della Prima Guerra Mondiale e il 70° anniversario della fine della Seconda Guerra e della fondazione delle Nazioni Unite. Eventi che l’Italia e la Città del Vaticano celebrano con specifiche emissioni di francobolli.

 

(TurismoItaliaNews) Quelli che Roma dedica al primo grande conflitto del Novecento entrano in circolazione il 24 maggio: quattro francobolli stampati in foglietto, nel valore di 0,80 euro per ciascun soggetto. Le vignette riproducono personaggi e scene di guerra Mondiale: Francesco Baracca, asso dell’aviazione italiana, accanto al suo velivolo; una postazione di artiglieria da montagna del Corpo degli Alpini del Regio Esercito Italiano; una trincea con una postazione di mitraglieri del Regio Esercito Italiano durante la battaglia di Gorizia; un Mas (Motoscafo Anti Sommergibile) della Regia Marina Militare Italiana.

 

I francobolli, disposti su due file, sono impressi in un riquadro perforato posto nel lato destro del foglietto. Fuori dal riquadro, a sinistra, è riprodotta la facciata del monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, meglio conosciuto con il nome di Vittoriano o Altare della Patria, situato a Roma, sul Campidoglio, affiancato a sinistra dal logo del centenario della Prima Guerra Mondiale adottato dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Il bozzettista è Luca Vangelli mentre il bollettino illustrativo è firmato dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

 

“La prima guerra mondiale ha rappresentato per il popolo italiano una grande e durissima esperienza, costata seicentomila morti e un milione e mezzo di feriti – ha sottolineato Roberta Pinotti, ministro della Difesa - a cento anni dall'entrata in Guerra dell'Italia, il tempo trascorso ci consente una visione finalmente matura di quel passaggio drammatico della nostra vita nazionale, e ci induce a coglierne significati e valori che fanno ormai tutt'uno con la coscienza del cammino percorso da allora dal nostro Paese. Fu quella una guerra di popolo, con una moltitudine di eroi: militari e civili, uomini e donne, gente del Nord e del Sud, tutti uniti in uno sforzo corale, epico e condiviso, nel quale le Forze Armate furono protagoniste al servizio di un Paese ancora giovane e fragile”. L'Italia entrò nel conflitto il 24 maggio 1915: quello stesso giorno, un colpo di cannone sparato dal Forte Verena, eretto a difesa del confine italiano con l'Impero Austro-Ungarico, segnò l'inizio delle operazioni da parte dell'Esercito italiano.

E come detto, in questo 2015 si celebrano anche i settanta anni dalla fine della seconda guerra mondiale e della fondazione delle Nazioni Unite. Il più grande conflitto della storia umana ha coinvolto gran parte delle nazioni del pianeta con distruzioni e massacri che determinarono oltre sessanta milioni di vittime. “Il suo ricordo – sottolineano dalla Città del Vaticano - deve non solo rimanere vivo ma essere continuamente rinnovato, a memoria e monito delle future generazioni. Ma non basta solo ricordare la tragicità degli eventi per sfuggirli, le Nazioni non possono esimersi dallo svolgere un ruolo attivo per evitarli”.

 

Sulle macerie della seconda guerra mondiale nacquero così, nel 1945, le Nazioni Unite, l’organizzazione il cui compito è proprio quello di «salvare le future generazioni dal flagello della guerra e di riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole…» . L’Ufficio Filatelico e Numismatico vaticano celebra dunque le due ricorrenze con l’emissione di un foglietto filatelico costituito da due francobolli di 2 euro cadauno. Le immagini riprodotte sono opera dell’artista Marco Ventura, che raffigura nel primo valore una mano ferita su uno sfondo tetro a simboleggiare la resa dell’umanità di fronte all’orrore della guerra. Nel secondo, tre mani sorreggono idealmente il mondo, il Palazzo di vetro dell’Onu ed un ramoscello di ulivo in un cielo questa volta sereno, il tutto a rappresentare la possibilità di costruire insieme un futuro di pace. Il contrasto tra le due opposte realtà è rimarcato ulteriormente dal filo spinato che entra idealmente nei francobolli dal lato sinistro del foglietto e ne esce trasformato nel lato destro nei colori dell’arcobaleno, simbolo universale della pace.

 

“Nella fedeltà a questi ideali, le Forze Armate di oggi guardano con orgoglio alla loro storia, una storia di eroismo e di sacrificio, di fedeltà al Paese e di sostegno alle politiche internazionali di supporto alla stabilità e alla sicurezza, per impedire che la violenza mai più sia utilizzata ‘come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’, come purtroppo accadde in Europa nel 1914-1918” chiosa la senatrice Roberta Pinotti, ministro della Difesa.

 

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