TERRITORI La macroregione Adriatico-ionica occasione di crescita nei settori di economia blu, infrastrutture e trasporti, difesa del mare

Il porto di Ancona, trampolino per la regione Adriatica-ionica

(TurismoItaliaNews) Un'occasione di crescita ed occupazione nei settori di economia blu, infrastrutture e trasporti, difesa del mare: può rivelarsi tutto questo la macroregione Adriatico-ionica pronta al decollo. A rilanciare il loro impegno a Bruxelles i governatori di Friuli - Venezia Giulia, Emilia - Romagna, Marche, Abruzzo e Puglia. L'evento, organizzato nella sede emiliano - romagnala, rientrava nell'ambito degli Open Days, la Settimana dedicata a Regioni e città, promossa da Commissione europea e dal Comitato delle Regioni Ue.

 

"Gli eventi drammatici degli ultimi mesi hanno ricordato a tutti come la macroregione Adriatico-ionica sia insieme la porta dell'Europa e allo stesso tempo parte integrante dell'Europa" ha sottolineato il capo della diplomazia dell’Unione, Federica Mogherini, aprendo i lavori. La strategia, che riunisce otto Paesi delle due sponde dell'Adriatico, ha ormai definito struttura ed obiettivi, mancano solo i progetti concreti. In quest'area "abbiamo bisogno di rilanciare la crescita e di attrarre investimenti - ha osservato il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini - infrastrutture, turismo, ambiente, energia, balneabilità e pesca: i fattori strategici e le risorse vanno usati in questa direzione".

La costa adriatica all'altezza di Pesaro e, sopra, la riviera di Lignano, in Friuli-Venezia Giulia

Tutte le regioni puntano a priorità comuni, ma alcune hanno anche un ruolo guida in alcuni settori. "La Regione Friuli - Venezia Giulia - ha spiegato la presidente Debora Serracchiani – è capofila del pilastro dei trasporti marittimi e dell'energia e quindi la nostra attenzione è legata soprattutto al sistema dell'innovazione e della ricerca, nell'implementazione delle infrastrutture esistenti e di quelle necessarie". Le Marche guardano in particolare all'economia blu. L'Adriatico dal 2020 è destinato a diventare un'area sensibile e i carburanti impiegati nei trasporti "dovranno essere più sostenibili e passare dal gasolio all'uso del gas liquido" ha dichiarato il governatore Luca Ceriscioli, secondo cui "questo significa investimenti infrastrutturali rispetto ai porti, realizzazione di collegamenti internazionali, progressi tecnologici e navi che devono cambiare combustibili".

 

Fra le sfide oggi più rilevanti per l'area c'è quella delle trivelle, che in Italia vede dieci regioni unite nella richiesta di un referendum contro le trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa e sul territorio. "Dobbiamo trovare un punto comune, che significhi o il 'no' oppure il modo di allontanarle il più possibile, oltre le dodici miglia" ha affermato il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, ricordando che sono ben 29 le procedure in fase istruttoria in Croazia. Intanto, sul fronte del turismo, la Puglia ha lanciato la proposta di non perdere l'occasione offerta da Matera capitale europea della cultura nel 2019, a pochi chilometri da Bari. "La Puglia si occupa del pilastro turistico e quindi cercherà di mettere la sua esperienza a disposizione delle altre regioni 'sorelle' " ha sottolineato il governatore Michele Emiliano.

 

 

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