Dieta Mediterranea: Portogallo e Spagna esaltano le qualità di uno stile di vita che assicura salute e maggiore longevità

Eugenio Serlupini, Lisbona / Portogallo

La Dieta Mediterranea continua ad essere – giustamente ed opportunamente – al centro dell’attenzione non solo a tavola. I Paesi dell’area non perdono occasione per promuovere i benefici di questo Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità: un concetto di cibo che, nella cronologia della storia, è senza tempo che conferma l'esistenza di uno stile di vita e di un regime alimentare specifico, la cui traccia storica è propria del Mediterraneo.

 

(TurismoItaliaNews) Per ribadire questo concetto Portogallo e Spagna hanno messo in circolazione anche dei francobolli dedicati alla Dieta Mediterranea. Per quanto riguarda Lisbona, nel dicembre 2013 il Portogallo è stato registrato come un Paese in cui la dieta mediterranea va oltre l'aspetto nutrizionale, persistendo come patrimonio antropologico, sociologico e gastronomico e dunque i nuovi francobolli targati 2015 mettono in vetrina la gastronomia del sud come simbolo di questo Patrimonio. Anche se la dieta mediterranea è nata in associazione con un particolare stile di cibo, il suo concetto ha dimostrato di essere molto evolutivo e completo: l'Unesco ha classificato inizialmente la proposta congiunta di Spagna, Grecia, Italia e Marocco nel 2010; tre anni dopo, la commissione internazionale si è riunita nella città di Baku, in Azerbaigian, includendo nella proposta originaria anche Cipro, Croazia e Portogallo.

 

Uno studio avviato alla fine del 1950, sotto il coordinamento del fisiologo nord-americano Ancel Keys nel 1970 è giunto a conclusioni che ancora oggi servono come paradigma per giustificare la cosiddetta dieta mediterranea: secondo il gruppo di ricerca le popolazioni dei sette Paesi presi in esame, la cui dieta cibo era a base di grassi vegetali invece di grassi animali, vivono più a lungo con una minore tendenza a soffrire di malattie cardiovascolari. E la dieta di Creta ha rappresentato uno dei casi emblematici: in questa isola greca i ricercatori hanno accertato che i locali quotidianamente consumavano una media da 80 a 100 grammi di olio d'oliva come condimento o mangiavano olive in dosi generose come accompagnamento al pane. Secondo gli esperti, queste abitudini consolidate hanno svelato che l'elevato consumo di grassi vegetali monoinsaturi come l'olio d'oliva (ricco di acido oleico), piuttosto che grassi animali ha garantito ai cretesi una maggiore longevità ed una migliore condizione della salute.

 

In Portogallo la regione dell’Algarve è l'erede naturale di ciò che il Mediterraneo tramanda, ma il contesto storico si estende anche a Alentejo. Così sui francobolli sono finite le specialità regionali dell'Alentejo, come il brodo portulaca, e i piatti particolari dell’Algarve. Cucine ancestrali ma che ancora fanno decisamente parte del piacere di vivere nel contemporaneo Portogallo.

 

Non è da meno la Spagna che celebra accanto al linguaggio Silbo Gomero inserito nella lista Patrimonio del culturale immateriale (arriva da La Gomera, nelle Canarie, ed è l'unico linguaggio fischiato evoluto al mondopraticato da una vasta comunità di individui), anche la Dieta Mediterranea. Dal suo punto di vista Madrid sottolinea che questo tipo di alimentazione riflette uno stile di vita che comprende un insieme di conoscenze, pratiche e tradizioni legati a colture, raccolti, ricette, feste e pasti condivisi con la famiglia e la società. Non un piano dietetico, ma piuttosto una dieta che comporta un fattore di coesione sociale e il rispetto per la diversità. Il francobollo spagnolo fa riferimento a questi prodotti con una immagine emblematica: una goccia di olio stampata con una particolare tecnica che simula la sua consistenza e l'aspetto oleoso.

 

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