CALABRIA La città di Gerace pronta a candidarsi per l’inserimento nella Lista dei Patrimoni Unesco

(TurismoItaliaNews) Le numerose chiese, i palazzi abbelliti da finestre e portali lavorati da scalpellini locali, un groviglio di vie e di vicoli fanno di Gerace un raro esempio di tessitura urbanistica che abbraccia diversi secoli di storia. In provincia di Reggio Calabria, l’antica cittadina è pronta a chiedere all’Unesco l’inserimento nella lista dei Patrimoni dell’Umanità e per questo l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Varacalli si appresta a varare un gruppo di lavoro, consultivo ed operativo che avrà il compito di curare la preparazione del materiale necessario alla realizzazione del progetto e alla successiva presentazione della candidatura.

 

Il significato del nome Gerace ruota almeno intorno a tre ipotesi. La prima si collega alla storia della Locri magnogreca alla quale sembrerebbe collegata come acropoli (Hieros-akis= vetta sacra). La seconda supposizione è legata ai profughi Locresi che verso la fine del X secolo seguendo il volo propiziatorio di uno sparviero (in greco Hierax) posatosi sopra il massiccio roccioso, fondavano una nuova Città sul massiccio roccioso. Secondo altri storici il nome sarebbe, invece, una corruzione di S. Ciriaca, o Ajìa Kiriakì, di origine bizantina, com’era anticamente chiamata Gerace.

“La Rupe di Gerace domina 50 km di costa e nel passato ha avuto un ruolo di primo piano nel controllo del territorio – spiegano dal Comune - il prospetto principale delle costruzioni nobiliari che si affacciano lungo le strade principali e sulle piazze, è caratterizzato da maestosi portali sui quali è inciso lo stemma del casato, illeggiadrito da panciuti balconi su cui aprono, all’interno, spazi aperti come cortili e giardini. Tutti questi edifici caratterizzano il paesaggio geracese che nel corso del tempo si è sviluppato in maniera ordinata e secondo precisi criteri urbanistici”.

 

In effetti c’è molto da vedere a Gerace e i suoi abitanti sono orgogliosi del patrimonio che conservano, a cui si abbinano tradizioni e cultura che si tramandano da generazioni. La città è stata influenzata negli usi, nei costumi e nelle architetture dalle diverse dominazioni avvicendatesi nel Regno di Napoli; da feudatari, da regnanti e, parte preponderante, dalla Chiesa, essendo Gerace millenaria sede vescovile. Per lungo tempo qui hanno convissuto il rito latino e quello bizantino, come testimoniano gli edifici di culto basiliani ancora presenti come l’Annunziatella e la chiesetta di San Giovannello, dove da qualche anno viene officiato periodicamente l’antico rito greco-ortodosso. E poi ancora le chiese di Santa Maria del Mastro, Santa Caterina e grandiosi edifici di culto latino, come la Cattedrale, sorte nel periodo normanno che denotano l’influenza dello stile bizantino.

Strutture in cui convivono in una strabiliante sintesi storico-artistica elementi architettonici che ricordano le diverse culture presenti a Gerace, che nel corso del tempo arrivò ad avere circa un centinaio fra monasteri, conventi e chiese. Una così massiccia presenza di edifici sacri si spiega, oltre che per la presenza del vescovato, per l’elevato numero di juspatronati laici.

 

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