La street art primitiva della Valcamonica: i graffiti d’autore millenari sulla dura roccia sono un patrimonio dell’Umanità

Giuseppe Botti, Valcamonica / Lombardia

 LUOGHI  Arriva da qui lo stemma ufficiale della Regione Lombardia: una rosa camuna, stilizzazione dell'incisione rupestre ritrovata sulle rocce della Valcamonica, eredità dell’antichissima civiltà dei Camuni. E’ una delle curiosità di uno straordinario ed unico sito che attraverso incisioni millenarie sulla dura roccia, racconta la vita quotidiana, sociale e religiosa degli antichi abitanti di questo territorio, lungo un arco di tempo di oltre 12mila anni.

 

(TurismoItaliaNews) Inutile dire che si tratta di un Patrimonio dell’Umanità per volontà dell’Unesco. Non potrebbe essere diversamente: qui tra le Alpi centro–orientali lombarde, in provincia di Brescia, la storia ha lasciato in eredità una delle pagine più autentiche e suggestive del passato dell’uomo, in un vero e proprio museo diffuso che merita di essere esplorato e apprezzato pian piano, in modo da cogliere ogni singolo dettaglio, ogni singola forma, in un dialogo a distanza con quanti ci hanno preceduto.

 

Storia, ma anche natura
e benessere

Oltre all’inestimabile patrimonio archeologico d’epoca romana, alle chiese affrescate da grandi pittori rinascimentali, ai numerosi borghi e castelli medievali, e a un efficace sistema museale, Valle Camonica significa anche Natura e Sport, grazie alla presenza di importanti ski aree, della Ciclovia del fiume Oglio e dei numerosi percorsi dedicati alle mountain bike, in un paesaggio variegato, dal ghiacciaio al lago, caratterizzato dal 55% di superficie protetta, custodita nella Rete Natura di Valle Camonica, dove spiccano i Parchi dell’Adamello e dello Stelvio, che permettono innumerevoli passeggiate all’aria aperta. Ma Valle Camonica è anche benessere, nelle moderne stazioni termali di Boario e Angolo e Sapori grazie ad un ricco paniere di prodotti tipici e ricette della tradizione camuna.

E i numeri la dicono lunga sull’importanza e sulla vastità dei luoghi: su un’area di 70 chilometri sono state individuate oltre 40.000 figure di natura simbolica incise o scavate su circa 2.400 rocce, evocando la navigazione, la danza, la guerra, l’agricoltura, la magia e altri argomenti ancora. Dall’ottobre 1979 sono iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale: “La Valle Camonica, con le sue migliaia di incisioni rupestri – ha osservato il famoso archeologo Emmanuel Anati - restituisce all’Europa 10.000 anni di storia. E quale storia! Un meraviglioso racconto a fumetti, impresso sulla roccia dai diretti protagonisti, dagli artisti…”.

 

Da anni ormai questa arte rupestre è oggetto di studi, ricerche e campagne di scavi che l'hanno resa famosa a livello internazionale come una delle principali testimonianze della nascita e dell'evoluzione della civiltà europea. La ricchezza iconografica delle rocce istoriate della Valcamonica, distribuite lungo un'area che comprende 180 località in oltre 30 comuni, rappresenta una straordinaria fonte di conoscenza sulla vita quotidiana, sociale e religiosa degli antichi abitanti di questo territorio. Qui le prime tracce dell’uomo risalgono almeno a tredicimila anni fa, quando l’area fu interessata da una prima frequentazione umana a seguito dello scioglimento dei ghiacciai. Gli antichi Camuni (Camunni secondo la storiografia latina) insediatisi in questa vallata svilupparono nel corso dei secoli una particolare propensione per l’incisione tanto da stimare oggi circa 300.000 segni che rendono la Valle il sito d’arte rupestre più importante d’Europa.

 

C’è anche il Museo Nazionale
della Preistoria della Valle Camonica

Il Mupre, inaugurato nel maggio 2014, illustra la storia delle popolazioni, che dall’età del Ferro saranno note come Camunni, esponendo materiali ceramici, strumenti litici, metallici e manufatti in osso e corno. Situato nell’antico edificio di Villa Agostani nel centro storico di Capo di Ponte, il Museo si sviluppa al piano terra e negli spazi aperti contigui (portico, corte di ingresso e spazio attrezzato posteriore) e al secondo piano. La visita ha inizio al piano terra, dove è illustrato il tema Manifestazioni del sacro, I santuari megalitici dell’età del Rame. Il percorso prosegue al secondo piano dove, in un ampio salone, trovano posto i numerosi reperti della cultura materiale per poi concludersi nuovamente al piano terra dove sono illustrati gli “Aspetti e luoghi di culto nella protostoria”.
Via San Martino 7 - 25044 Capo di Ponte (Brescia)
www.mupre.capodiponte.beniculturali.it
www.facebook.com/mupre.vallecamonica

Come ha osservato l’Unesco “non è necessario insistere sul carattere particolarmente prezioso delle manifestazioni umane che risalgono ad un periodo così antico. Le incisioni rupestri della Valle Camonica costituiscono una straordinaria documentazione figurata sui costumi e sulle ideologie preistoriche. L’interpretazione, la classificazione tipologica e gli studi cronologici su questi petroglifi hanno apportato un contributo considerevole nei settori della preistoria, della sociologia e della etnologia”. Un patrimonio dunque da tutelare, da conoscere, da valorizzare. L'obiettivo che si persegue è quello di proseguire nell'azione di promozione ed educazione dell'arte preistorica, che continua ad essere al centro dell'impegno dei numerosi enti pubblici e operatori culturali della Valle Camonica, che mettono a disposizione tutti gli strumenti necessari per la valorizzazione di uno dei più importanti patrimoni culturali che esistano al mondo.

“Le incisioni della Valle Camonica, le più note ed importanti testimonianze preistoriche italiane – spiegano nella Valle – sono state segnalate per la prima volta solo nel 1909 quando Walther Laeng, un geografo bresciano, diede notizia del ritrovamento di due incisioni su due massi al Pian del Greppe presso Cemmo (Capo di Ponte). La zona dove si concentrano le rocce incise corrisponde alla parte più bassa della media Valle, tra le cime della Concarena e il Pizzo Badile Camuno. Le figure sono state incise su di un compatto supporto roccioso costituito prevalentemente da arenaria permiana”. Da quel momento le scoperte si sono susseguite, tanto che oggi esistono numerosi parchi e riserve attrezzati per la visita turistica di questo patrimonio. Nelle raffigurazioni più antiche, databili da Emmanuel Anati alla fine del Paleotico - inizio Mesolitico, compaiono grandi ungulati, specialmente alci e cervi, probabilmente istoriati da cacciatori nomadi che frequentavano stagionalmente il territorio.

Ecco allora il dettaglio dei luoghi da visitare.

Darfo Boario Terme
- Parco di interesse sovracomunale del Lago Moro – area di Luine. Qui si possono vedere le più antiche incisioni rupestri del ciclo camuno, risalenti al periodo mesolitico.
- Parco di interesse sovracomunale del Lago Moro – area archeologica dei Corni Freschi

Ossimo
– Parco Archeologico di Asinino-Anvòia: permette di approfondire il tema dei santuari megalitici dell’età del Rame (III millennio a.C.). Qui infatti sono note diverse aree di culto con allineamenti di stele e massi, attorno ai quali si svolgevano cerimonie e riti (Anvòia, Pat, Passagròp e Ceresolo di Malegno).

Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo
– Riserva naturale incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo. La Riserva è l’area archeologica protetta più grande della Valcamonica, con oltre 400 rocce incise. Si estende per circa 300 ettari abbracciando i tre paesi di Nadro di Ceto, Cimbergo e Paspardo.

il Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica

Capo di Ponte
– Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane: al suo interno, in uno splendido ambiente boschivo, è possibile ammirare ben 104 rocce incise, corredate da pannelli informativi e suddivise in 5 percorsi di visita facilmente percorribili per circa 3 km.
– Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo
– Parco archeologico comunale di Seradina-Bedolina: si possono ammirare i maestosi guerrieri-cacciatori, le numerose scene di aratura, la capanne e le iscrizioni in Nord Etrusco.

Sellero
– Parco comunale archeologico e minerario di Sellero: rocce difficili da incidere sono state scelte dall’uomo della preistoria fin dal Neolitico (fine IV-inizi III millennio a.C.).

Sonico
– Percorso pluritematico del “Coren delle Fate”: figure geometriche e palette. Cerchi, linee e coppelle (piccole incisioni circolari) si alternano e abbinano in svariati modi creando giochi e composizioni spesso uniti tra loro da linee e canalette.

Per saperne di più
www.turismovallecamonica.it
www.vallecamonicaunesco.it
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www.arterupestre.it
www.incisionirupestri.com
www.parcoincisioni.capodiponte.beniculturali.it
www.parcoseradinabedolina.it

 

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