TERREMOTO Un prezzo altissimo di vite nei paesi distrutti, che pagano anche la devastazione di centinaia di antichissimi beni culturali e artistici [VIDEO]

Vigili del fuoco al lavoro ad Arquata del Tronto per il recupero dei beni culturali

(TurismoItaliaNews) E' un prezzo altissimo in termini di vite umane quello che il devastante terremoto del 24 agosto 2016 e dei giorni successivi ha fatto pagare agli abitati del centro Italia ubicati in un raggio di appena 20 chilometri fra Marche, Lazio, Abruzzo ed Umbria. Le immagini dei paesi polverizzati dalle centinaia di scosse susseguitesi hanno spezzato il cuore di tutti. E purtroppo è pesante anche il bilancio dei beni culturali danneggiati, autentico patrimonio di questa fascia dell'Appennino.

 

Basti pensare che sulla base delle segnalazioni qualificate arrivate al Ministero dei beni culturali sono 293 i siti di interesse artistico colpiti in un raggio di 20 km e di questi 50 crollati o seriamente lesionati. In realtà si tratta soltanto di un bilancio provvisorio perché sono già al lavoro i tecnici per il censimento completo (al momento escluse le zone rosse nelle quali è necessaria l'assistenza dei vigili del fuoco). Ben 3.000 opere artistiche si trovano ad Amatrice, nota anche come “città delle cento chiese”, dove ad esempio sono crollate parzialmente la Basilica di San Francesco, le chiese di Sant'Agostino e di San Lorenzo ed è minata la storica torre medievale; ad Accumoli è compromessa la chiesa di Santa Maria della Misericordia e ad Arquata del Tronto la trecentesca Chiesa di Santa Croce, a Norcia ha riportato danni la chiesa di San Benedetto, a Poggiodomo è compromesso l'Eremo della Madonna della Stella, a San Pellegrino di Norcia il campanile è gravemente lesionato con crolli parziali, ad Urbino il duomo ha riportato lesioni.

E nelle zone terremote stanno già effettuando la loro prima operazione i Caschi Blu dei Carabinieri, la cui prima destinazione avrebbe dovuto essere Palmira, la “perla del deserto” in Siria. “Tutti i frammenti di questo terremoto saranno raccolti così come è avvenuto nella basilica di Assisi per l'affresco di Cimabue – assicura il responsabile ufficio sicurezza beni culturali Mibact, prefetto Fabio Carapezza Guttuso – oltre ai beni culturali nei paesi vi sono molte chiese, magari non sono officiate, e piccoli santuari diffusi sul territorio. I tecnici hanno già iniziato i rilievi: si parte con la redazione di una 'scheda speditiva del danno', ovvero descrizione puntuale della situazione sulla base dei dati e dell'inventario puntuale già a disposizione del tecnico che effettua il sopralluogo; segue poi la messa in sicurezza (per l'arresto del degrado come copertura provvisoria e puntellamenti, l'eventuale trasporto delle opere d'arte in luoghi sicuri) ed infine il restauro.

 

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