Alla riscoperta della Magna Grecia (e dell'Italia): attraverso Campania, Calabria e Sicilia sapientemente condotti da esperti archeologi

 DESTINAZIONI  L'idea è del tour operator Viaggi Levi, che se ha abituato i propri viaggiatori su destinazioni sorprendenti e spesso poco battute, adesso torna alla riscoperta della Magna Grecia attraverso Campania, Calabria e Sicilia, tre regioni così prossime ma sorprendentemente lontane nel tempo. Questa una delle particolari proposte di viaggio che Maurizio Levi dedica al Bel Paese: sei tour al di fuori dalle rotte del turismo di massa, sapientemente condotti da esperti accompagnatori archeologi.

 

(TurismoItaliaNews) Elea - Velia, sito tra i meno conosciuti della Campania, venne fondata nel 540 a.C. da un gruppo di profughi venuti dal mare, che avevano lasciato in massa la città di Focea in Asia Minore conquistata dai Persiani. Dopo un primo tentativo di stabilirsi in Corsica, e dopo essere stati sconfitti da Etruschi e Cartaginesi coalizzati, i Focei si rifugiarono prima in Calabria, e da qui riuscirono a fondare Elea, nota ai Romani come Velia.

La Basilica bizantina di Scolacium. In apertura, uno scorcio dell'area archeologica di Elea - Velia

Famosa nell'antichità come città di marinai e mercanti a causa della ristrettezza del suolo agricolo, Velia era rinomata per la sua scuola filosofica, cui presero parte intellettuali come Parmenide e Zenone. Oltre all’acropoli della città, al teatro, ai resti delle strade e delle mura, l’attenzione del forestiero è catturata dalla Porta Rosa, curioso esempio di uso dell’arco nell'architettura greca, che tradizionalmente non lo prevedeva. Queste testimonianze del passato sono protette dall’Unesco sin dal 1998.

 

San Giovanni in Fiore, nel cuore dello splendido Parco Nazionale della Sila, è uno dei borghi più affascinanti della Calabria. Fiore all’occhiello della località è la bellissima Abbazia Florense costruita tra il 1215 e 1230 da Gioacchino da Fiore, monaco esegeta famoso perché contemporaneo di Dante Alighieri che lo cita come “il calavrese abate Giovacchino, di spirito profetico dotato” (Paradiso XII, 140-141). Intorno al 1183, il monaco si dedicò fortemente ad affinare la propria spiritualità fino a sentire un profondo bisogno di meditazione sino ad allora mai scorto. Fu così che in quei mesi decise insieme ad un compagno di salire sulla Sila alla ricerca di un luogo dove abitare. I due giunsero presso una radura sul versante orientale della Sila, occupata da un'immensa foresta di boschi, e lì decisero di stabilirsi ed edificare il loro primo monastero.

Il Parco della Sila e, sopra, la Catacomba di San Gennaro a Napoli

Dal mare, il congedo alla sublime Calabria, per posare lo sguardo sulla costa che attende: la Sicilia. Una terra che ammaliò Goethe nel corso del suo Grand Tour del 1787, tanto da annotare nei suoi diari di viaggio: “l'Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto”.

 

Questa splendida regione, che ispirò il celebre verso di Giovanni Pascoli “Io era giunto dove giunge chi sogna”, vanta bellezze senza eguali, alcune delle quali assai poco conosciute. Tra le meno note spicca Palazzolo Acreide, centro culturale dell’entroterra siracusano rimasto nascosto per anni, eletto patrimonio Unesco nel 2002. Distrutta dal terremoto del 1693, la cittadina settecentesca rinacque dalle macerie e fiorì con i suoi siti antichi, i pregevoli palazzi e le chiese barocche. La località vanta un’ottima cucina basata sulla tradizione e poi reinventata, e un notevole modello di “ospitalità diffusa” che trasforma antiche casette locali in confortevoli alloggi per i visitatori. Un angolo ancora sconosciuto della Sicilia, che I Viaggi di Maurizio Levi propone in anteprima.

Le Gole dell'Alcantara, in Sicilia

La vera storia dei Bronzi. Davanti alla spiaggia di Riace nell’estate 1972, un sub di Roma rinvenne a 5 metri di profondità le due famose statue, capolavoro dell’arte greca classica oggi conservate nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. E’ quanto mai strano che le statue fossero trasportate via mare ma, in effetti, non venne rinvenuto nessun resto della nave che li trasportava. Si trattava forse di un’imbarcazione spiaggiata e poi distrutta? Oppure le statue furono sepolte di proposito sottoterra per nasconderle e salvarle e poi sprofondate in mare, insieme a tutto il litorale? Ed è vero che la lancia e lo scudo che furono rinvenuti furono venduti di nascosto all’estero? L’accompagnatore del viaggio, archeologo che ha lavorato di persona a Riace, affronterà nel corso del tour l’appassionante vicenda dei Bronzi, un giallo che non smette di far discutere.

 

Il programma dettagliato “Alla riscoperta della Magna Grecia”
Date di partenza: 29 ottobre 2016 / 18 marzo e 29 aprile 2017
Quota da 1.640 euro con esperto accompagnatore archeologo

Per saperne di più
Viaggi di Maurizio Levi
Via Londonio, 4 - 20154 Milano
tel. +39 02-34934528
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