FRANCIA | Carlo Levi, pittore-scrittore tra Parigi e Matera: all’Istituto Italiano di cultura una trentina di quadri realizzati tra 1920 e 1950

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Organizzata dall’Istituto Italiano di cultura di Parigi con la Fondazione Carlo Levi, l’esposizione “Carlo Levi, pittore-scrittore tra Parigi e Matera” presenta una trentina di quadri realizzati tra gli anni 1920 e 1950. La mostra testimonia la forza delle relazioni che l’artista ha avuto con la Francia. I ritratti degli amici intellettuali o dei contadini raccontano, con l’espressività dello stile di Levi, la storia dell’Italia dell’epoca. Per quanto riguarda i paesaggi di Parigi o della Basilicata, risultano essere toccanti e umani proprio come dei ritratti.

 

(TurismoItaliaNews) L'Istituto Italiano di cultura di Parigi ospita un’interessante mostra su Carlo Levi e sul suo lavoro di pittore e scrittore tra la capitale francese e Matera. L'artista non è  stato soltanto l'autore del famoso libro “Cristo si è fermato a Eboli” o l’intellettuale antifascista al quale Sartre e Beauvoit rendevano sempre visita durante i loro numerosi viaggi in Italia.

Sin dai suoi esordi artistici Carlo Levi si è soprattutto pensato e vissuto come un pittore in dialogo, in particolare con i migliori artisti francesi. A partire dal 1925, Levi ha per un lungo periodo e ripetutamente soggiornato in Francia, soprattutto per motivi politici legati all’attività antifascista a partire dal 1939. I contatti con l’ambiente intellettuale parigino hanno profondamente influenzato la sua sensibilità artistica. Organizzata con la Fondazione Carlo Levi, l’esposizione ''Carlo Levi, pittore-scrittore tra Parigi e Matera'' accoglie una trentina di quadri realizzati tra gli anni 1920 e 1950.

La mostra testimonia la forza delle relazioni che l’artista ha avuto con la Francia. I ritratti degli amici intellettuali o dei contadini raccontano, con l’espressività dello stile di Levi, la storia dell’Italia dell’epoca. Per quanto riguarda i paesaggi di Parigi o della Basilicata, risultano essere toccanti e umani proprio come dei ritratti. L’esposizione si completa con le fotografie di Mario Carbone  che ha seguito Levi durante i suoi viaggi in Basilicata, e i documenti che testimoniano l’attività artistica di Levi (lettere, fotografie, copertine delle prime edizioni dei suoi libri, cataloghi e brochure delle sue esposizioni). La mostra rimarrà aperta fino al 7 maggio 2019.

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