San Ginesio, Marche: lo straordinario “balcone dei Sibillini” con il cuore medievale

Angelo Benedetti, San Ginesio / Marche

Lo chiamano il “balcone dei Sibillini” e non potrebbe essere diversamente considerando le suggestioni che evoca facendo scorrere lo sguardo dalla sottostante campagna multicolore sino alla catena montuosa che arriva sino al Gran Sasso. Tra i mille paesi delle Marche, San Ginesio merita una collocazione particolare per le sue peculiarità storiche ed artistiche oltre che ambientali. E a giugno c’è un motivo in più per visitare questo Borgo tra più i belli d’Italia: “Il ritorno degli esuli ed il giuramento della pace cittadina”, rievocazione storica che rappresenta un “unicum” nella regione.

 

(TurismoItaliaNews) Inutile dire che il primo dettaglio che conquista arrivando da queste parti, è la cornice che a perdita d’occhio inquadra questo paese in provincia di Macerata. Dal Parco dei Monti Sibillini a quello del Gran Sasso da un lato, il mare Adriatico all’orizzonte dall’altro, una campagna dalle sfumature più imprevedibili in mezzo. Basterebbe ciò a far apprezzare questo castello medievale che lega il proprio nome al patrono Lucio Ginesio, martire romano, che fu attore, musico e mimo.

 

Il gusto di visitarlo
è pure a tavola

Non solo storia, ovviamente. In un Borgo che è un’eccellenza, anche la gastronomia fa la sua parte. E a San Ginesio le specialità sono due. A partire dalla farina di granturco, ingrediente portante del polentone che si mangia condito con sugo di carne (maiale, vitello o pollo) oppure in bianco (con salsiccia, costate di maiale e funghi) con aggiunta di Pecorino. E poi c’è un piatto classico delle Marche: i prelibati vincisgrassi, legati al nome di Windischgratz, il principe austriaco per il quale questo piatto venne preparato per la prima volta. E’ improprio definirli “lasagne”, ma di sicuro sono gustosissimi grazie al condimento con il ragù e alla besciamella.

Ma varcando la cinta muraria dalla Porta Picena e salendo verso il cuore dell’abitato, è un crescendo di emozioni e sensazioni camminando lungo le stradine fiancheggiate da case, torri e palazzi in pietra arenaria e mattoni che il sole al tramonto rende dorati. Siamo praticamente alla sommità del colle Esculano, dove a cavallo tra il X e l’XI secolo San Ginesio si è sviluppata quasi per caso. Il top lo si raggiunge in quella sorta di acropoli che è la piazza dedicata ad Alberico Gentili, il grande giurista intellettuale umanista, padre fondatore del diritto internazionale, nato qui nel 1552 e morto a Londra nel 1608 come ricorda il monumento che lo celebra. E’ su questa grande piazza (un vero e proprio spazio scenico) che si affaccia la Collegiata, straordinaria chiesa romanico - gotica edificata nel 1050 e dedicata a San Francesco: l’armonioso portale in travertino dell’XI secolo, arricchisce una facciata suddivisa in due registri (uno romanico, l’altro gotico), ricca di particolari decorativi che palesano una perizia costruttiva di grande valore.

 

Pietre, mattoni e decorazioni in laterizio per colonnine e pilastrini la rendono preziosa quanto un merletto ricamato da abili mani. A costruirla è stata un maestro tedesco nel 1421, durante le ultime fioriture del gotico che contamina la tradizione romanica. Due piccole figure fra i capitelli delle colonnine del portale attirano l’attenzione: a destra il volto di Ginesio e a sinistra la mano dell´Eterno che sorregge la Sphaera Mundi, il globo della terra. E’ proprio in questo edificio, del resto, che sono custodite le spoglie del patrono, con l’abside che è l’altro pezzo forte insieme ai tesori artistici che l’arricchiscono: il Crocefisso ligneo portato dagli esuli nel 1450 durante il loro ritorno a San Ginesio, la Madonna col Bambino e il patrono della Scuola del Perugino, le cappelle della navata destra con opere firmate dal Pomarancio, Federico Zuccari e Simone de Magistris; e nella cripta gli affreschi di Lorenzo Salimbeni del 1406. A completare il tutto, all’esterno, c’è la torre civica romanica con una cuspide a bulbo ricostruita nel XVII secolo.

 

Il centro storico di San Ginesio riserva anche altro: A pochi passi si trova l’antichissima chiesa di San Michele risalente addirittura al 996, l´Ospedale dei pellegrini del XIII secolo (che accoglie i visitatori entrando da Porta Picena (una delle antiche quattro rimaste), le chiese di San Gregorio, di Santa Maria in Vepretis e dei Santi Tommaso e Barnaba. Ma in più in generale sono gli scorci ad ammaliare, anche quelli più “anonimi”, che tra un edificio e l’altro lasciano intravvedere il panorama circostante. Come nel caso di Porta Offuna.

 

 

A Ferragosto i Giochi medievali

In un contesto scenografico come quello di San Ginesio, forte delle sue tradizioni medievali, non possono mancare rievocazioni storiche che affondano le loro radici negli annali della città. Grazie all’Associazione Tradizioni Sanginesine, tornano a vivere ogni anno, nella settimana di Ferragosto, i giorni del Palio, cioè dei giochi medievali che si svolgevano in occasione delle festività, in cui si sfidano i quattro Rioni di Porta Offuna, Porta Picena, Porta Alvaneto e Porta Ascarana, e la notte della Battaglia della fornarina, che rievoca le gesta della giovane donna che nella notte del 30 novembre 1377 riuscì a sventare l’attacco dei Fermani al castello di San Ginesio.

 

 

Il Ritorno degli Esuli, rievocazione storica a giugno

Ogni tre anni, poi, il Borgo ricorda il Ritorno degli Esuli, la storia dei 300 ginesini, esuli per motivi politici, che nel 1450 furono riaccolti in patria grazie ai buoni uffici del governo di Siena, che li aveva accolti e apprezzati per le loro doti umane e militari. Erano accusati di sedizione per aver tentato di riportare San Ginesio sotto il governo dei Duchi da Varano, Signori di Camerino, dal cui tirannico dominio la città si era liberata nel 1434. Gli esuli trovarono rifugio a Siena; lì si arruolarono nella guardia civica, si distinsero per diligenza e fedeltà a tal punto che furono inviati a San Ginesio ambasciatori senesi per perorare la loro causa. I trecento fecero ritorno in patria accompagnati da notabili senesi che donarono al paese il Crocifisso venerato nella chiesa Collegiata, come testimonianza dell’impegno di pace e gli Statuti vigenti a Siena. Il 15 giugno 2014 San Ginesio celebra il cinquantenario de “Il ritorno degli esuli ed il giuramento della pace cittadina”, con la rievocazione storica che nell’occasione prevede il conferimento della cittadinanza onoraria ai sindaci pro-tempore dei Comuni di Siena e di Lampedusa - Linosa. La prima benemerenza trova le ragioni nella storica amicizia che lega San Ginesio a Siena; la seconda vuol rappresentare un gesto di solidarietà della comunità sanginesina verso gli abitanti di Lampedusa per la loro generosità, per la loro accoglienza, per essere usciti di casa a salvare vite umane, al di là della loro provenienza, del colore della pelle e del credo religioso, e un riconoscimento al coraggio, all’umanità, all’orgoglio ed alla tenacia del sindaco di quel comune.

Per saperne di più
www.sanginesio.sinp.net
www.comune.sanginesio.mc.it
www.borghitalia.it

 

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