Arte e misticismo tra le mura di Sant’Eutizio

Eugenio Serlupini, Preci, Umbria

Un capolavoro di architettura religiosa e al contempo uno scrigno di sentimenti come pace e serenità. L’abbazia di Sant’Eutizio, incastonata su un terrazzamento alla base di una rupe in Valcastoriana, in pieno parco dei Monti Sibillini, è oggi una delle attrazioni della Valnerina, in Umbria.

 

(TurismoItaliaNews) A due passi da Preci, Sant’Eutizio è un qualcosa che non ti aspetti per le sue dimensioni e la sua straordinaria bellezza se non quando ti ci trovi davanti. Anzi sotto, perché nel rispetto delle tradizioni medievali si deve salire per raggiunge il complesso della chiesa e del monastero, tra i quali svetta il campanile secentesco costruito arditamente su uno sperone. E’ una delle gemme del patrimonio monumentale dell’Umbria, forse ingiustamente poco conosciuta, perché un posto di riguardo nella storia del misticismo dell’Italia centrale, Sant’Eutizio ha saputo conquistarlo.

La chirurgia e i ferri del mestiere

L’abilità dei salumieri di Norcia è un’arte antica che in Valnerina ancora sopravvive utilizzando le stesse tecniche e gli stessi segreti di un tempo. L’arte della trasformazione delle carni del maiale si lega anche ad altri mestieri antichissimi come quello dei chirurghi preciani, la cui fama valicò i confini nazionali tanto che regnanti d’Europa ed uomini illustri si sottoposero alle loro cure, e quello degli fabbri esperti nella produzione dei ferri chirurgici.

 

Per secoli infatti queste zone sono state i più importanti punti di riferimento dopo che nel quinto secolo si insediarono i monaci provenienti dalla Siria per vivere in preghiera e in contemplazione. La loro vita suscitò talmente l'ammirazione delle persone del luogo, che molti si unirono ad essi proseguendone l’esperienza. L’abbazia, secondo quanto tramandato da San Gregorio Magno, fu fondata nel 470 da Santo Spes, anche se il maggior spessore lo raggiunse con il suo successore, Sant’Eutizio appunto.

 

Attraversando il portale della chiesa - nella cui lunetta è riportata la scritta “L'umile abate Tedino fu il primo in quest'opera. Quelli che vivono qui preghino sempre Dio per lui. Dio benedica dal cielo la sua anima. L’anno millecentonovantuno Maestro Pietro fece quest’opera ai tempi del priore Giovanni” – ci si rende subito conto di entrare in un’altra dimensione. Quella che i monaci seppero creare nel periodo altomedievale, quando l’abbazia conobbe il suo periodo di prosperità grazie a molte donazioni che permisero di migliorare gli edifici, di realizzare una biblioteca e di attivare un operoso “scriptorium”.

In quel momento quel luogo era uno dei più significativi poli religiosi e culturali dell’Italia centrale. Con una particolarità che ancora oggi la contraddistingue: grazie agli antichi testi era possibile tramandare i principi della medicina greco-romana e le virtù curative delle erbe. Un’opportunità che portò i monaci a fondare un’importante scuola medico-chirurgica di cui è possibile vederne le testimonianze nel museo allestito all’interno dell’abbazia: una raccolta dei ferri appartenuti a quella che è passata alla storia come “Scuola Chirurgica Preciana”, a conferma di come qui si affinarono tecniche che si potrebbero definire di microchirurgia ante litteram per la cura, in particolare, della calcolosi vescicale e della cataratta, oltre che delle fratture.

 

Tuttavia nel 1215 il Concilio Lateranense vietò ai monaci l’esercizio dell’arte chirurgica, che in ogni caso venne trasmessa alla popolazione locale e praticata da una trentina di famiglie che tramandavano di padre in figlio conoscenze e strumentazioni. Oggi il complesso (restaurato tra il 1998 e il 2000) accoglie corsi di orientamento vocazionale per i giovani a dimostrazione di come il fulgido passato non è caduto nel dimenticatoio.

 

Storia di un’arte
tra medicina e norcineria

Presso la bellissima Abbazia di Sant’Eutizio, dove fin dal VI secolo vivevano in grotte monaci eremiti d’origine siriana, si svilupparono nel Medioevo varie attività economiche e commerciali, non solo legate all’agricoltura e alla zootecnia, ma anche all’artigianato e alla chirurgia oftalmica. Molte sono le leggende e le tradizioni millenarie conservate in questo luogo montano, rimasto pressoché intatto nei secoli, e conosciuto come luogo sacro dove vigeva la regola benedettina e dove si sviluppò, in modo piuttosto singolare, una tra le più rinomate scuole chirurgiche d’Europa. Da Preci e dalla vicina Norcia provenivano infatti abili chirurghi, empirici e professionisti, particolarmente esperti in estrazione di calcoli, operazioni della cateratta e persino in castrazioni. Tale mestiere veniva tramandato di padre in figlio, di generazione in generazione, e lo strumentario utilizzato per i vari interventi è in parte ancora visibile all’interno di un ambiente dell’abbazia benedettina. Curiosando tra le mura della badia, le guide turistiche sveleranno i segreti più insoliti e curiosi di questo antico mestiere, praticato fin dal Medioevo e legato in qualche modo ad un’altra importante e antichissima arte, quella del norcino, ancora oggi praticata con abilità dagli abitanti di Preci e della vicina Norcia.

E del resto una visita all’abbazia assicura scoperte sorprendenti: dalla facciata della chiesa realizzata nel 1190 in romanico spoletino; al rosone datato 1236; o ancora il portale del XVII secolo con lo stemma del cardinale Fausto Poli, abate dal 1644 al 1653, fino alla quattrocentesca abside poligonale che sporge sul piazzale esterno, scandita da cinque archi ogivali. Ma non sono che pochi dettagli di un’opera straordinaria, che permette ai visitatori di dissetarsi alla fontana da cui sgorgano acque freschissime, raccolte in un pluteo del V secolo scolpito a losanghe e pilastrini. Il tutto potrebbe apparire uno scenario ideale per una nuova opera di Umberto Eco ambientata tra i misteri del Medioevo. Di certo è una tappa fondamentale per chi in Umbria vaga alla ricerca di quelle atmosfere che il mondo intero le invidia.


 

Info
Abbazia di Sant’Eutizio
Località Piedivalle – Preci
telefono 0743-99659

 

Come arrivare

In auto: da Perugia percorrere la Statale 75 in direzione Foligno, quindi imboccare la Statale 77 “Val di Chienti” seguendo le indicazioni per Sellano e Triponzo. Qui immettersi sulla Regionale 209 in direzione Visso, fino all'incrocio per Preci. Raggiungere quindi la località Piedivalle e seguire le indicazioni per l’abbazia. Da Terni: percorrere la Regionale 209 in direzione Ferentillo, quindi proseguire verso Piedipaterno e Visso fino ad incontrare la deviazione per Preci; raggiungere quindi la località Piedivalle e seguire le indicazioni per l’abbazia.

 

 

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