Dalla Norvegia all'Islanda, ecco i patrimoni Unesco

Eugenio Serlupini, Hammerfest, Norvegia

Patrimoni straordinari non solo per le loro caratteristiche e neppure solo per il perfetto inserimento nell’ambiente che li circonda. I Paesi nordici che li conservano sono accomunati dalla storia e dalla cultura espressione di grande civiltà. Patrimoni che sono stati giocoforza individuati dall’Unesco come un tesoro dell’Umanità. Come l’Arco di Struve, una catena di triangolazioni geodetiche che si dipanano da Hammerfest, in Norvegia, fino al Mar Nero, attraversando dieci Paesi, per un’estensione di oltre 2.820 km.

 

(TurismoItaliaNews) Un patrimonio è ciò che ci lega al nostro passato, l'eredità con cui conviviamo oggi e che trasmetteremo alle generazioni future. Il nostro patrimonio culturale e la nostra eredità naturale sono entrambi fonti insostituibili di vita e d'ispirazione. Ciò che rende straordinario il concetto di Patrimonio mondiale è la sua applicazione a livello universale. I luoghi diventati Patrimonio Mondiale appartengono a tutta l’Umanità, indipendentemente dal territorio in cui si trovano. Questa sottolineatura arriva dall’Apnu, l’amministrazione postale delle Nazioni Unite, che attraverso una serie di splendidi francobolli fa compiere un autentico viaggio carico di suggestioni nei cinque Paesi nordici, a partire dall’Arco geodetico di Struve.

 

 

Unesco, cos’è
e cosa fa

La United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (Unesco) cerca di incoraggiare l'identificazione, la protezione e la conservazione del patrimonio culturale e naturale nel mondo, considerato di valore inestima-bile per l'umanità. Quanto sopra è riportato in un trattato internazionale denominato Convention che riguarda la Protezione del Patrimonio culturale e naturale dell'umanità, adottato dall’Unesco nel 1972.
 
 

L'Arco di Struve è una catena di triangolazioni geodetiche che partendo da Hammerfest, in Norvegia, arriva fino al Mar Nero attraversando dieci Paesi, per una lunghezza di oltre 2.820 km. Si tratta di punti di una prospezione, eseguita tra il 1816 e il 1855 dall’astronomo Friedrich Georg Wilhelm Struve, che ha rappresentato la prima misurazione precisa di un lungo segmento di un meridiano. “Ciò – spiega l’Apnu - ha contribuito a stabilire la dimensione e la forma esatta del pianeta e ha segnato un passo importante nello sviluppo delle scienze geologiche e della mappatura topografica. Si tratta di un esempio straordinario di collaborazione scientifica tra scienziati di diversi Paesi e monarchi per una causa scientifica”. L’arco originale era formato da 258 triangoli principali e 265 punti fissi principali.



L’area dell’Arco geodetico di Struve, patrimonio dell'Umanità, è comprensiva di 34 dei punti fissi originali stabiliti da Struve e dai suoi colleghi tra il 1816 e il 1851 - quattro punti in Norvegia, quattro in Svezia, sei in Finlandia, uno in Russia, tre in Estonia, due in Lettonia, tre in Lituania, cinque in Bielorussia, uno in Moldavia e quattro in Ucraina.

 

Ma Norvegia significa anche chiese di legno, una delle tipologie più elaborate di costruzioni tipiche dell'Europa del nord, dal periodo neolitico al Medio Evo. Delle 1.300 chiese grossolanamente stimate, in Norvegia ne restano circa 30. A rappresentanza di questa incredibile serie di costruzioni di legno, è stata scelta dall’Apnu la Chiesa di Urnes. La sua antichità, la natura esemplare della sua struttura, la qualità eccezionale delle sue sculture monumentali di decoro, l'integrità degli oggetti liturgici del periodo medievale e l'eccellente conservazione e ubicazione, la rendono un monumento eccezionale.

 

Dalla Norvegia alla Danimarca, con il Castello reale di Kronborg a Helsingor (Elsinore): ubicato in una posizione strategicamente importante che domina l’Oresund, lo stretto d'acqua tra Danimarca e Svezia, la struttura vanta un immenso valore simbolico per i danesi e svolge un ruolo chiave nella storia dell'Europa settentrionale dei secoli XVI XVIII. Le opere ebbero inizio con la costruzione di questo splendido castello rinascimentale nel 1574, le cui difese furono rinforzate in base ai canoni dell'architettura militare del periodo nel tardo XVII secolo. È giunto intatto fino ai giorni nostri. È noto in tutto il mondo come Elsinore, dove è stato ambientato l’Amleto di Shakespeare.

 

Per la Finlandia riflettori accesi sulla Fortezza di Suomenlinna, straordinario esempio dell'architettura militare che rappresenta sia i principi di fortificazione generali del periodo, sia le sue caratteristiche specifiche. Nel 1747, quando la Finlandia faceva parte del regno di Svezia, l'Assemblea a Stoccolma decise di costruire una fortezza che servisse da base principale per le forze armate insite in Finlandia. Quale ubicazione della fortezza, fu scelto un gruppo di isole vicino a Helsinki, che doveva essere denominata Sveaborg, la "Fortezza di Svezia", la cui costruzione iniziò nel 1748. Lo scopo era di unire e fortificare varie isole in modo tale da rendere possibile il monitoraggio degli ingressi nel porto della città. Uno dei motivi principali per la costruzione di Sveaborg era quello di aiutare la Svezia a contrastare le ambizioni della Russia, la cui base militare nel Golfo di Finlandia era Kronstadt, costruita su ordine di Pietro il Grande per proteggere la città di Pietroburgo e quale porto madre di una nuova Marina russa che facesse fronte al potere marittimo svedese nei tratti orientali del Mar Baltico. A seguito dell'indipendenza della Finlandia (1918), il nome fu definitivamente modificato in Suomenlinna (Fortezza della Finlandia). Ubicata sulle isole al largo di Helsinki, Suomenlinna è un monumento storico unico nel suo genere e una delle fortezze marittime più estese del mondo. La sua storia è strettamente legata a quella della Finlandia e della regione baltica.

 

La Svezia partecipa al “giro” con il Castello di Drottningholm, residenza reale ubicata sulla Queen's Island, sul lago Malaren, fuori Stoccolma. Il nome evidenzia lo stretto intreccio che sussiste tra la storia del castello e quella delle varie regine di Svezia. Il complesso di Drottningholm - castello, teatro, ala cinese e giardini - è il miglior esempio di resi-denza reale costruita nel 18° secolo in Svezia ed è rappresentativo di tutta l'architettura europea del periodo, erede delle influenze esercitate dal "Chàteau de Versailles" sulla costruzione di residenze reali in Europa occidentale, centrale e settentrionale. Anche i giardini sono stati influenzati dalle variazioni e dai cambiamenti di stile e di moda: il giardino francese, che circonda il complesso, progettato da Nicodemus Tessin il Giovane nel 1681 sull'esempio del parco Baroque di Versailles, con statue di bronzo di Adriaen de Vries, siepi dalle sorprendenti forme, tappeti floreali, cespugli, cascate, fontane e laghetti artificiali e l'English garden, su progetto di Re Gustav III e dell'archi-tetto Adelcrantz, che riflette la nuova inclinazione verso paesaggi più vivi e "pittoreschi". Con il suo castello, il teatro perfettamente conser-vato (costruito nel 1766), l'ala cinese e i giardini, è l'esempio più raffinato di residenza reale dell'Eu-ropa settentrionale del 18° secolo, ispirata alla Reggia di Versailles.

 

Chiude il giro Surtsey, isola vulcanica distante circa 32 km dalla costa meridionale dell'Islanda, formatasi dalle eruzioni vulcaniche che si sono verificate dal 1963 al 1967. È incredibilmente straordinario che sia stata protetta fin dalle origini, regalandoci un laboratorio naturale incontaminato. Esente da qualsiasi intervento umano, Surtsey ci ha offerto informazioni uniche a lungo termine sul processo di colonizzazione di nuove terre da parte di piante e animali. Da quando gli scienziati hanno iniziato a studiare l'isola, nel 1964, hanno osservato la presenza di semi trasportati dalle correnti oceaniche, la comparsa di muffa, batteri e funghi, seguiti, nel 1965, dalla comparsa della prima pianta vascolare, della quale, dalla fine dei primo decennio, si sono susseguite 10 specie. Entro il 2004, si è arrivati a contarne 60, unitamente a 74 briofite, 71 licheni e 24 funghi. A Surtsey, sono state registrate ottantanove specie di uccelli, 57 delle quali procreate altrove in Islanda. L'isola di 141 ettari è anche dimora di 335 specie di invertebrati.

 

Beh, non c'è che dire: un giro straordinario. E adesso dalle parole ai fatti: perché non andare direttamente sul posto?

 

 

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