GENOVA | Tornano in Ecuador i reperti archeologici precolombiani della collezione Pavesi

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(TurismoItaliaNews) Tornano in Ecuador i reperti archeologici precolombiani della collezione Pavesi in ottemperanza alla Convenzione Unesco. Le preziose testimonianze del passato sono quelle al centro dell’intesa firmata a Genova in occasione della mostra "Ecuador al mundo: un viaje por su historia ancestral" che al Castello D’Albertis fino al 6 luglio 2014 racconta 11.000 anni di archeologia nel Paese dell'America Latina. A firmare l’accordo il sindaco Marco Doria e il console dell'Ecuador a Genova, Esther Cuesta, per l’operazione di restituzione di antichità allo Stato di provenienza. La mostra è composta da una selezione di 218 reperti, tra i più rappresentativi tra quelli presenti nelle tre collezioni recuperate a Genova: la collezione Norero, 3.504 pezzi, la collezione Pavesi, 687 pezzi e la collezione Dogana di Genova, 667 pezzi.

Dopo aver presentato le diversità naturali e umane di questo Paese, l'esposizione in corso approfondisce le diverse espressioni culturali della sua storia ancestrale, attraverso più di 200 reperti preispanici in ceramica, conchiglia e metallo, appartenenti ai diversi periodi culturali dell’archeologia dell’Ecuador, Paese dove sono state ritrovate le prime terracotta del continente americano con le figurine della cultura Valdivia (4000 avanti Cristo). La costa, le Ande, la foresta amazzonica e le Isole Galapagos: la molteplicità degli ecosistemi rende l’Ecuador un Paese megadiverso, nel quale già a partire da 11.000 anni avanti Cristo sono presenti gruppi umani. Attualmente in Ecuador convivono culture e popolazioni con storie, costumi e tradizioni distinte e molto differenti, tra le quali indigene, meticce e afro-discendenti.

Dal periodo Pre-ceramico (11000-4000 a.C.) all’Impero Inca ( 1470-1534 d.C), la mostra evidenzia come la caratteristica comune a tutti i gruppi sia stata lo scambio di conoscenze in rapporto: all’uso delle materie prime, come l’ossidiana e la conchiglia spondylus, alle tecniche per la realizzazione di oggetti di uso quotidiano e cerimoniale, e alle pratiche agricole e commerciali, che permisero alle diverse popolazioni di sostentarsi con prodotti di uso domestico e beni di lusso.

Protagonisti della mostra sono figurine umane declinate nelle diverse tappe della vita, e rappresentazioni di animali riprodotti per la loro valenza mitica e simbolica: in vasi, in stampi per tessuti e pittura corporale, in fischietti o maschere, in utensili per la vita domestica o cerimoniale, come macine per cereali o offerte funerarie. Essi compaiono nelle diverse aree geografiche testimoniando la cosmo-visione delle diverse culture nel tempo. La mostra si conclude evidenziando il ruolo del patrimonio culturale nella definizione dell’identità interculturale e plurietnica dell’Ecuador, e sottolinea come, nella accezione dinamica della identità, il recupero dei beni, oltre che dei saperi, faccia parte dell’identità ecuadoriana stessa, e come, per ovviare alla dispersione dei reperti archeologici appartenenti al patrimonio nazionale, la repubblica dell’Ecuador abbia recentemente implementato linee di azione internazionali per la restituzione dei suoi beni culturali.

In questo senso va intesa la collaborazione tra Genova e l’Ecuador, che ha visto la consegna allo Stato dell’Ecuador delle tre collezioni che costituiscono la mostra: collezione "Dogana" restituita dalla Dogana di Genova, collezione "Pavesi", restituita dal Comune di Genova, e collezione "Norero", restituita dal Comune di Genova dopo la donazione da parte della stessa famiglia Norero.

 

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