A Carsulae rivive il mito di Dioniso

Oggi come un tempo piace sostare sull’ampio pianoro di Carsulae, l’area archeologica romana situata nell’Umbria meridionale ed attraversata dalla via Flaminia che conserva ancora la pavimentazione originaria. La ricchezza delle testimonianze di vita e la gradevolezza del paesaggio naturale si legano l’una all’altra e la rendono ancora un luogo privilegiato di riflessione, meta ideale di ogni viaggio. Ora c’è un motivo in più per “riscoprire” Carsulae: la statua raffigurante Dioniso in aspetto giovanile, tornata al suo massimo splendore.

 

(TurismoItaliaNews) Carsulae è uno di quei siti che raccontano la grandezza di Roma e che davvero meritano di essere visitati. Anche per vedere da vicino com’era fatta la famosa Via Flaminia, il cui ramo occidentale – che l’attraversa in senso nord-sud - coincide con il suo cardo maximus. Il tratto urbano della strada è pavimentato con basoli e, all’altezza dell’ingresso al foro, incrocia il decumanus maximus che conduce agli edifici per spettacoli. Oltre all’antica Consolare, sono visibili l’impianto termale, la chiesa dei santi Cosma e Damiano, isolati e tabernae, la Basilica, il Foro, la cisterna antiquarium, l’Arco di san Damiano, monumenti funerari, l’anfiteatro ed il teatro.

Di tutto rilievo è ora il restauro della statua di Dioniso (finanziato dal Comune di Terni e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni) risalente alla seconda metà del II secolo dopo Cristo e ritrovata a Carsulae durante gli scavi Ciotti.

 

“La bella statua – spiega il professor Fabrizio Slavazzi del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Milano - raffigura Dioniso in aspetto giovanile. Il dio, rappresentato in dimensioni superiori al naturale, è vestito solamente di un mantello che gli copre il petto e le spalle e avvolge il braccio sinistro”.

 

Appare in posizione rilassata, con il peso appoggiato alla gamba destra, mentre la sinistra è flessa e portata di lato e il piede poggia sul tronco nodoso di un albero alla sua sinistra, su cui si adagia il braccio, mentre l’altro, andato perduto, scendeva lungo il fianco. La testa, girata verso sinistra, è in gran parte perduta, ma rimangono le tracce di una ricca acconciatura nella quale i capelli a lunghe ciocche erano cinti da una corona di pampini e grappoli d'uva. Alla sinistra del dio è accovacciata una piccola pantera, l'animale a lui sacro che riportò dall'India; attorno al fusto dell'albero si avvolge una pianta di vite, anch'essa sacra a Dioniso, carica di grappoli avvolti dalle foglie. “L'immagine divina – sottolinea il professor Slavazzi - si rifà a un modello antico, riconducibile alla produzione tardoclassica e all'ambito dello scultore Prassitele, da cui derivano alcune statue confrontabili con quella di Carsulae, come una al Museo del Prado e quella del Louvre proveniente dalla collezione Richelieu”. Le notevoli differenze fra tali opere non permettono di ipotizzare un sicuro prototipo comune, ma evidenziano la libertà dei diversi scultori nel trattare il soggetto, tanto che alcuni studiosi ritengono che questa raffigurazione della divinità sia una vera e propria creazione di età romana di carattere classicistico.

 

La statua si apprezza per la raffinata trattazione del giovane corpo del dio, di cui si sottolineano la morbidezza delle superfici e l'abbandono della parte sinistra della figura. Con il nudo luminoso contrastano la stoffa del mantello, resa con pieghe corpose, e la vite dai ricchi grappoli; i giochi di chiaroscuro, che accentuano i volumi, sono ottenuti con un abile e insistito lavoro del trapano.

 

L'intervento di restauro, condotto dal dottor Adamo Scaleggi sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Umbria, è stato finanziato dal Comune di Terni e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni; la stessa Fondazione ha reso possibile la collocazione della statua e l'allestimento nell'ambito del Centro visita e documentazione “Umberto Ciotti” di Carsulae; la struttura metallica di sostegno è stata realizzata da Bernardini Lavorazione Ferro di Bernardini di Cortona.

 

Sito Archeologico di Carsulae

Centro Visita e Documentazione “Umberto Ciotti” (Terni)

Per informazioni telefono/fax 0744-334133

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I siti internet

www.carsulae.it

www.sistemamuseo.it

 

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