La Fenice risorge sempre, l’omaggio al grandioso Teatro di Venezia

A dieci anni dalla sua riapertura, dopo il tremendo incendio del 1996, il Teatro “La Fenice” di Venezia resta uno dei cardini della culturale italiana. Inaugurato per la prima volta nel 1792, il teatro si impose subito come uno dei principali teatri d’opera, distinguendosi in Italia e in Europa sia per l'alta qualità dell'attività artistica che per lo splendore dell'edificio. L’Italia, nel decimo anniversario della rinascita, gli dedica un francobollo.

 

(TurismoItaliaNews) E’ firmato da Maria Carmela Perrini il francobollo da 0,70 euro con cui l’Italia celebra il 9 novembre 2013 la riapertura del teatro “La Fenice” di Venezia. La vignetta raffigura l’interno del grandioso contenitore culturale, distrutto completamente da un incendio nel 1996 e successivamente riedificato e riaperto nel 2003. Il dentello è stato stampato in 2 milioni e 800mila esemplari in fogli da ventotto.

“Nell'Ottocento – spiega il sovrintendente Cristiano Chiarot nel bollettino illustrativo che accompagna l’emissione – il teatro fu sede di numerose prime assolute di opere di Gioachino Rossini (Tancredi, Sigismondo, Semiramide), Vincenzo Bellini (I Capuleti e i Montecchi, Beatrice di Tenda), Gaetano Donizetti (Belisario, Pia de' Tolomei, Maria de Rudenz), Giuseppe Verdi (Ernani, Attila, Rigoletto, La traviata, Simon Boccanegra). Nel corso dei secoli successivi La Fenice è sempre stato uno dei teatri lirici punto di riferimento internazionate ospitando, oltre ai maggiori artisti e musicisti, prime mondiali quali The Rake's Progress di Stravinskij, The Turn of the Screw di Britten, L'angelo di fuoco di Prokofiev, lntolleranza di Nono, Hyperion di Maderna e più di recente Entfuhrung im Konzertsaal di Kagel, Medea di Guarnieri, Signor Goldoni di Mosca, II killer di parole di Ambrosini”.

 

Il Teatro, come ricorda ancora il sovrintendente, fu colpito da un incendio il 13 dicembre 1836 e ricostruito in tempi brevissimi. Nuovamente distrutto dal fuoco la sera del 29 gennaio 1996, fu ricostruito "com'era, dov'era" secondo il progetto dell'architetto Aldo Rossi, e inaugurato il 14 dicembre 2003 alla presenza del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Con una capienza di mille posti, un'ottima acustica, la Fenice si pone tuttora come centro produttivo di primaria importanza frequentato da un ampio pubblico internazionale che si aggiunge all'assiduo pubblico locale.

 

Dal 2011 La Fenice è il Teatro con più rappresentazioni operistiche in Italia (120 recite) e tra i primi in Europa; l'intensa programmazione si è arricchita del Festival internazionale “Lo Spirito della Musica di Venezia” con il ritorno nel luglio del 2013, tra l'altro, dell'Opera nel Cortile di Palazzo Ducale ove è stato messo in scena l'Otello di Giuseppe Verdi.

 

Sempre in tema di teatri, c’è un altro anniversario importante che riguarda il Teatro Sociale di Como, inaugurato il 28 agosto 1813. Nell’ambito della serie tematica “il Patrimonio artistico e culturale italiano” il 28 ottobre 2013 è entrato in circolazione il francobollo italiano che celebra l’evento. La vignetta realizzata da Rita Morena raffigura la facciata principale del Teatro Sociale di Como. La tiratura è di due milioni e cinquecentomila esemplari in fogli da venticinque. Il bollettino illustrativo è a firma di Barbara Minghetti, presidente AsLiCo – Teatro Sociale di Como, dell’architetto Alberto Artioli, soprintendente per i beni architettonici di Milano e di Francesco Peronese, presidente della Società dei Palchettisti del Teatro Sociale di Como.

“Siamo davvero felici che il Teatro Sociale di Como, proprio nel bicentenario della sua nascita – ha commentato Barbara Minghetti, presidente di AsLiCo/Teatro Sociale di Como - aggiunga un nuovo tassello nella storia postale e che entri cosi a far parte di una collezione dedicata ai teatri, luoghi importanti del passato, del presente e del futuro del nostro Paese”.

 

“Il Teatro Sociale di Como aprì i battenti con la rappresentazione delle opere “Adriano in Siria” di Antonio Fonseca e “I pretendenti delusi” di Giuseppe Mosca – spiega l’architetto Alberto Artioli, soprintendente per i beni architettonici di Milano - prendendo il posto del vecchio teatro che nel precedente secolo era stato ricavato nel Broletto, l'antico palazzo comunale. Con un atto del 31 gennaio 1809 la Società dei Palchettisti, formata da nobili e influenti personalità comasche, decise la costruzione di un nuovo teatro che venne edificato sui ruderi dell'antico castello dei Rusca secondo il progetto di Giuseppe Cusi (1780-1864), architetto che ebbe importanti incarichi professionali durante it Regno lombardo-veneto e fu collaboratore anche dell'architetto Luigi Canonica. I lavori furono condotti con grande celerità considerando proprio l'importanza che rivestiva l'attività teatrale, ed anche mondana ad essa legata, per la società borghese ottocentesca.

 

Sul suo palcoscenico si sono esibiti in questi due secoli i più grandi artisti: quelli del bel canto come Giuditta Pasta, Toti Dal Monte, Mafalda Favero, Beniamino Gigli, Tito Schipa, Giulietta Simionato, Mario Del Monaco, Leo Nucci, i grandi esecutori come Niccolò Paganini, Arturo Benedetti Michelangeli, Arturo Toscanini, Riccardo Muti e quelli della prosa come Ermete Zacconi, Emma Gramatica, Ruggero Ruggeri, Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi.

 

 

 

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