AMBIENTE | Trentuno località rurali si aggiudicano il riconoscimento di Spighe Verdi per buone pratiche ambientali

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Trentuno località rurali in 12 regioni italiane, una in più rispetto all’edizione 2017, possono fregiarsi del riconoscimento delle Spighe Verdi, il programma per lo sviluppo rurale sostenibile che si rivolge ai Comuni che intendono valorizzare e investire sul proprio patrimonio rurale, migliorando le buone pratiche ambientali. Ecco quali sono.

 

(TurismoItaliaNews) Fra le nuove entrate ci sono Calalzo di Cadore e Montagnana in Veneto, Castellaneta in Puglia, Tortoreto in Abruzzo e Trebisacce in Calabria, mentre esce dalla lista solo Menfi (Sicilia). Più in dettaglio: Marche, Toscana e Campania sono le regioni con il maggior numero di certificazioni. La prima con sei località (Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana), la seconda con cinque (Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona) alla pari con la Campania (Agropoli, Positano, Pisciotta, Massa Lubrense e Ascea). Seguono, con tre località ciascuna, la Puglia (Castellaneta, Ostuni e Carovigno) e il Veneto (Calalzo di Cadore, Caorle, Montagnana). Possono vantare due località il Lazio (Canale Monterano e Gaeta) e l’Abruzzo (Tortoreto e Giulianova), mentre c’è un comune rurale per ognuna delle restanti regioni presenti nell’elenco: Piemonte (Alba), Liguria (Lavagna), Umbria (Montefalco) e Sicilia (Ragusa).

“Annunciamo con soddisfazione 31 Spighe Verdi sul territorio italiano – sottolinea il presidente della Fee Italia, Claudio Mazza - un incremento rispetto allo scorso anno, che dimostra l’impegno di tanti comuni rurali che si sono avviati a questo percorso di sostenibilità. Sarà sempre più importante creare uno stretto legame tra amministrazioni pubbliche e agricoltori, un patto strategico per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio rurale nazionale”.

Nel rapporto che si crea tra Comune, agricoltori e comunità locale sta il successo di Spighe Verdi, un programma flessibile e adattabile per promuovere buone pratiche ambientali in diversi contesti territoriali. Nel programma Spighe Verdi è centrale il ruolo che ha l’agricoltura nella difesa del paesaggio, nella tutela della biodiversità e nella produzione di alimenti di qualità. Il Comune, per ottenere la certificazione e il marchio Spiga Verde, deve autocandidarsi seguendo un protocollo in cui è prevista la rispondenza a criteri contenuti in diverse aree tematiche (acqua, energia, agricoltura, rifiuti, assetto urbanistico, tutela del paesaggio...). La candidatura è volontaria e gratuita e viene valutata da una Commissione di Valutazione nazionale che riunisce esperti provenienti da diversi enti pubblici e privati.

“Agricoltura e sostenibilità, un connubio necessario per salvaguardare l'integrità ambientale, l’economia dei territori e il futuro del nostro Paese - commenta Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – la nostra organizzazione è decisamente impegnata a valorizzare e diffondere la conoscenza delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, che un numero sempre crescente di aziende attuano o sperimentano”.

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