Firenze, il Caffè Giubbe Rosse amato dai Futuristi diventa bene culturale: vincolo del Ministero per il suo “forte valore identitario”

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Giuseppe Botti, Firenze

E’ il più famoso dei locali storico-letterari del nostro Paese e chi arriva a Firenze mosso dai motivi storici ed artistici che l’hanno resa una delle più importanti città del mondo, non può mancare di passare dal centralissimo Giubbe Rosse, il caffè che è stato un vero crocevia della letteratura, dell’arte e della cultura di tutto il Novecento, tuttora attraversato dalle tematiche della contemporaneità grazie all’organizzazione di eventi culturali di alto livello. Tanto che il ministero dei Beni culturali, su proposta della Soprintendenza fiorentina, lo ha vincolato come bene di interesse culturale.

 

(TurismoItaliaNews) “Dalla prima fase del ‘900 che vide gli intellettuali dividersi tra interventisti e pacifisti si passò al ventennio in cui la libertà culturale era controllata da un regime autoritario; esempio ne è una copia della bella fotografia di Cartier-Bresson che presenta Piazza Vittorio in quegli anni desolatamente vuota”: è ben più di un Caffè il Giubbe Rosse di Firenze. E quando si entra nel locale di Piazza della Repubblica si intuisce subito che questo non è un esercizio come gli altri. Di fasi storiche qui dentro se ne sono vissute diverse, tanto che la sua storia viene identifica con “cinque stagioni”. Ancora oggi il Caffè Giubbe Rosse svolge un ruolo di primo piano: “Dopo il secondo conflitto mondiale si sono alternati periodi di interessante frequentazione culturale ad altri in cui questa è rarefatta. Dagli anni ‘80 in modo sistematico e continuativo le ‘Giubbe Rosse’ hanno una direzione culturale che organizza mensilmente iniziative di grande interesse letterario ed artistico”.

Firenze, il Caffè Giubbe Rosse amato dai Futuristi diventa bene culturale: vincolo del Ministero per il suo “forte valore identitario”

Firenze, il Caffè Giubbe Rosse amato dai Futuristi diventa bene culturale: vincolo del Ministero per il suo “forte valore identitario”

Basta leggere le vicende storiche del Caffè simbolo di Firenze per comprendere come la sede fissa dei Futuristi e culla delle più importanti riviste culturali del primo '900, nelle sue sale di rango, sia diventato un “bene culturale” da tutelare: a stabilirlo con un apposito decreto il Mibac che formalizza la tutela dello storico locale.

Fondato nel 1897 come Birreria Fratelli Reininghaus, il caffè ha preso il nome attuale dalla divisa dei camerieri: giacche rosse, all'uso viennese. E’ diventato sede fissa dei futuristi fiorentini (tra loro, Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Aldo Palazzeschi) negli anni Dieci del '900, e negli anni successivi è stato punto di ritrovo per gli intellettuali gravitanti attorno a riviste come Lacerba, La Voce, Il Selvaggio, Solaria: da Luzi a Vittorini, da Bonsanti a Saba, da Rosai a Montale. Nel periodo dell’Ermetismo proprio Montale era indotto a rassegnare le dimissioni dal Gabinetto Scientifico-letterario “Vieusseux” e le tradizionali giubbe rosse dei camerieri venivano sostituite da giacche bianche. Durante la guerra di liberazione il locale divenne base di frequentazione delle truppe alleate. Ce n’è abbastanza per indurre la Soprintendenza di Firenze ad affermare che il caffè “rappresenta una testimonianza tangibile dell'atmosfera e del fervore intellettuali che animavano Firenze nel corso del Novecento” e quindi un luogo cult per il suo “forte valore identitario”.

Firenze, il Caffè Giubbe Rosse amato dai Futuristi diventa bene culturale: vincolo del Ministero per il suo “forte valore identitario”

Firenze, il Caffè Giubbe Rosse amato dai Futuristi diventa bene culturale: vincolo del Ministero per il suo “forte valore identitario”

Il vincolo ministeriale va ad aggiungersi alle prescrizioni già introdotte dal Comune di Firenze che lo ha censito come esercizio storico certificato, per cui sono già “blindati” arredi come l'insegna e la vetrata storica incorniciata in legno, le boiserie e i banconi in legno scuro degli anni Trenta, le lampade e le appliques complete di paralume in tessuto rosso. Anche se la Soprintendenza ha auspicato che possano tornare al loro posto "le numerose testimonianze tangibili costituite da cimeli, fotografie d'epoca, stampe e dipinti lasciati dalle varie correnti culturali e che adornavano le pareti del locale fino a tempi recenti".

Adesso per il Caffè Giubbe Rosse, che esce da una procedura fallimentare, si attende il giusto rilancio che merita.

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