Montefeltro, l’Emilia-Romagna cambia i confini: i comuni di Montecopiolo e di Sassofeltrio traslocano dalla regione Marche

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Siamo nell’antica regione del Montefeltro, un tempo terra di forti casati e oggi meta di molti escursionisti e sportivi che ritrovano fra i nostri pascoli e le nostre montagne il giusto spazio per riscoprire la bellezza della natura. E’ in virtù di questa storica vocazione che i comuni di Montecopiolo e di Sassofeltrio hanno ottenuto di lasciare la regione Marche e la provincia di Pesaro-Urbino, per traslocare in Emilia-Romagna. Lo ha sancito la legge n.84 del 28 maggio 2021, in vigore dal 16 giugno.

 

(TurismoItaliaNews) Dunque ci sono riusciti: la loro istanza nasceva da considerazioni di carattere storico e culturale, in un territorio condiviso ma diviso dai confini amministrativi fra Emilia-Romagna e Marche. I comuni di Montecopiolo e di Sassofeltrio sono stati quindi distaccati dalla Marche ed aggregati all’Emilia-Romagna, nella provincia di Rimini, in considerazione della loro particolare collocazione e dei peculiari legami storici, economici e culturali con i comuni limitrofi   della medesima provincia.

Il Doppio ritratto dei duchi di Urbino è un dittico, olio su tavola, con i ritratti dei coniugi Federico da Montefeltro e Battista Sforza, opera di Piero della Francesca databile al 1465-1472 circa, e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze

“Un grande benvenuto alle comunità di Montecopiolo e Sassofeltrio. Dopo 14 anni, i cittadini delle due comunità possono vedere concretizzate le proprie istanze nel passaggio all’Emilia-Romagna” hanno commentato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e l’assessore al Riordino istituzionale, Paolo Calvano. L’approvazione definitiva ha chiuso un lungo iter procedurale avviato con il referendum del 2007 nei due Comuni, che contano circa 2.500 abitanti, dove la maggioranza (l’80%) si era espressa per il passaggio all’Emilia-Romagna; la Regione aveva dato il parere favorevole all'aggregazione il 17 aprile 2012, mentre la Regione Marche aveva espresso parere negativo il 16 aprile 2016.

“Sassofeltrio e Montecopiolo - aggiungono Bonaccini e Calvano - hanno molti elementi in comune con la nostra regione. Ci legano fattori culturali e storici, oltre che geografici, ma anche economici che giustificano il senso di appartenenza dei cittadini alla Romagna. Li accogliamo con lo stesso entusiasmo che loro hanno manifestato per il passaggio nella nostra regione, certi del loro contributo per la ripresa e per lo sviluppo del nostro territorio in uno scenario di piena sostenibilità”.
I due Comuni situati in luoghi particolarmente belli dal punto di vista naturalistico, a circa 1.000 metri sul mare, sono mete turistiche, grazie a percorsi escursionistici e a impianti sciistici molto apprezzati dai Riminesi. Montecopiolo è circondato da cime che da un lato si rincorrono in grandezza e dall’altro degradano fino al mare. Anticamente era sede di un castello del quale rimangono evidenti preesistenze attualmente oggetto di recupero e valorizzazione da parte del Ce.A.M (Centro di Ricerca Archeologia Medievale) dell’Università degli Studi di Urbino. In splendida posizione geografica, Montecopiolo è situato nel Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, a due passi dal mare e dalle località storiche di Urbino, San Leo e San Marino ben visibili dalle sue suggestive alture. Il capoluogo del Comune è Villagrande paese turistico ideale per vacanze estive e invernali.

Il Doppio ritratto dei duchi di Urbino è un dittico, olio su tavola, con i ritratti dei coniugi Federico da Montefeltro e Battista Sforza, opera di Piero della Francesca databile al 1465-1472 circa, e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze

Fonti storiche citano fin dal 756 d.C. Sassofeltrio, quando entrò a far parte dello Stato della Chiesa con la "donazione" fatta da Pipino Re dei Franchi al Beato Pietro. Altre fonti risalgono al 962 quando Ottone I° Imperatore di Germania concesse in feudo a Ulderico di Carpegna il "Sassum" insieme ad altri castelli della zona. Non si sa con certezza quando il Sasso sia diventato dominio dei Malatesta, ma già in documenti del 1232 e poi del 1371 viene citato il "Castrum Saxi" fra i domini della Signoria di Rimini.

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