Calabria dell’Alto Jonio: gli agriturismi si alleano per promuovere il territorio, il mare e le eccellenze

Giacomo Celletti, Trebisacce / Cosenza

Per chi cerca un luogo adatto per una vacanza rilassante e da integrare con la scoperta di un territorio e delle sue eccellenze – da quelle artistiche a quelle storiche, da quelli tradizionali a quelle dell’enogastronomia - la Calabria dell’Alto Jonio cosentino può rivelarsi un’autentica rivelazione, dove i sapori, i colori, i profumi e pure i valori dell’accoglienza sono quelli di un tempo. Gli agriturismi della zona si sono alleati e facendo rete, promuovono angoli, scorci e sapienze conservati gelosamente nel tempo.

 

(TurismoItaliaNews) A ben guardare la lontananza dagli aeroporti, dalla grande viabilità o perfino dell’alta velocità, se da un lato si vivono come una criticità di cui tutti sono consapevoli, dall’altro hanno consentito a questo lungo tratto di costa che si affaccia sullo Jonio e del suo entroterra, di rimanere inalterati e intonsi. Così l’occhio coglie subito la differenza e apprezza la qualità e il valore di città e paesi al pari di una cultura sostanzialmente agricola piuttosto che marinara, rimasti intatti. E che oggi rappresentano il valore aggiunto quando si parla di turismo, di ricettività, di promozione del territorio.

Il litorale di Roseto Capo Spulico

E’ su questi aspetti che fa leva l’alleanza degli agriturismi del territorio di competenza del Gal Alto Jonio Federico II, tra i più attivi ed operativi dell’intera Calabria. Con un’offerta di particolare interesse: le feste di Cerchiara (con il santuario di Madonna delle Armi), Amendolara (i fucarazzi e i Puntilli di San Vincenzo) e Alessandria del Carretto, candidatasi a patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco. E poi l’itinerario dei castelli federiciani di Rocca Imperiale e Roseto Capo Spulico, le spiagge di Roseto fino a Trebisacce, presepe sul mare. Ma anche Francavilla Marittima dove si possono scoprire le tracce del grande tempio di Atena e della tomba di Epeo, il costruttore del cavallo di Troia. E non certo secondari i prodotti tipici: il limone di Rocca Imperiale, il pane di Cerchiara e le marmellate di agrumi di Trebisacce e Rocca. Qui gli imprenditori hanno compreso la validità di questo variegato patrimonio e decidendo di non emigrare, anche grazie ai finanziamenti europei, messi a disposizione dal Gal, hanno investito sul loro territorio in termini di ricettività turistica, con il recupero di antiche strutture agricole e sull’esportazione dei loro prodotti.

 

L’architetto Antonio Laschera è il presidente dell’Associazione agriturismi associati dell’Alta Calabria Jonica: “Siamo quattordici associati nella fascia costiera che da Francavilla a Rocca Imperiale. Ce la stiamo mettendo tutta: certo, essere lontano dagli aeroporti accentua le difficoltà logistiche, a cui cerchiamo di far fronte partecipando ad eventi specializzati come quelli di Arezzo, Milano, Vienna, Bruxelles. Abbiamo costituito questa associazione da pochi mesi e cerchiamo di farci conoscere il più possibile”. Laschera è titolare dell’agriturismo Agricarrozza in contrada Carrozza ad Amendolara, che si caratterizza per la proposta di escursioni a cavallo.

 

C’è poi la Masseriaeco-agriturismo Torre di Albidona, uno dei primissimi agriturismi italiani, lungo le coste selvagge del mar Jonio, immersa in un parco di 80 ettari, di cui la metà in coltivazione ad agrumi e drupacee biologiche. La disposizione dei fabbricati e il nome conservato alle singole case, raccontano come era organizzata l’attività agricola e zootecnica nell’Ottocento: gli ovili e i ricoveri dei bovini nella parte alta, posti a semicerchio; le abitazioni delle maestranze alla base, vicine ai locali delle lavorazioni. L’azienda prende il nome dalla Torre trecentesca costruita come baluardo di difesa per il paese di Albidona (che sta alle spalle, a circa 800 metri di altitudine).

Qui sopra l'Agriturismo Cielogreco, in alto l'Agriturismo Ulisse e Calypso

L’agriturismo Ulisse e Calypso è un’azienda agricola di antica tradizione, la cui masseria si erge su una serie di pianori olivetati che si affacciano sul mare. Nelle nove unità abitative un dipinto murale raffigurante un uccello mitologico, pregno di valori e storie di altri tempi, caratterizza e denomina ciascun appartamento. La quiete e la tranquillità del luogo, il paesaggio incontaminato e la possibilità di accedere al mare confinante con una splendida pineta, permettono di godere delle amenità del posto. I prodotti dell’orto e il profumo del pane appena sfornato dal forno a legna del casale completeranno il viaggio tra gli odori e sapori della tenuta.

 

L’agriturismo Cielogreco (che conserva un antico toponimo nel cuore della Magra Grecia) è un’antica masseria nel comune di Amendolara, inserito in un comprensorio di 80 ettari di natura intatta (ulivi secolari, pini marittimi, macchia mediterranea). Si affaccia sullo Jonio e sul golfo di Sibari degradando dolcemente verso il mare ed offrendo un panorama di rara bellezza. Qui si producono olio extravergine ed olive, ortaggi, piselli. Da segnalare anche l’agriturismo I Gelsi e l’agriturismo Lacanna, che con i suoi 140 ettari in contrada Schillitana ad Amendolara, produce anche cereali e olio bio.

Dall'alto: l'agriturismo I Gelsi e, sopra, l'agriturismo Torre di Albidona

 

“Lo scopo del Gal Alto Jonio Federico II - spiega il direttore Franco Durso - è di migliorare la qualità della vita nelle zone rurali. Attraverso educational riservati alla stampa specializzata vogliamo promuovere la conoscenza dei prodotti tipici, ma anche il paesaggio e le tradizioni, che sono strettamente legate al mondo dell’agricoltura”. Il Gal è presieduto da Toni Santagada, che per l’organizzazione tecnica della promozione si è affidato alla giornalista ed editore Carmen Mancarella, direttore della rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge.

 

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