Riapre la Palestra Grande di Pompei: l'emozione degli straordinari affreschi del Complesso dei Triclini

Per il grandioso ed ineguagliabile sito archeologico di Pompei si apre un capitolo nuovo: la riapertura della Palestra Grande con i suoi affreschi recuperati dagli scavi del noto Complesso dei Triclini, finora esibiti in mostre internazionali e che ora trovano nel portico meridionale la loro definitiva e prestigiosa collocazione, in un allestimento di grande impatto emozionale con una suggestiva installazione sonora. C'è una rinascita di Pompei: l'hanno riconosciuto anche gli ispettori Unesco. E le possibilità di crescita sono straordinarie.

 

(TurismoItaliaNews) “La riapertura della Palestra Grande, con i suoi affreschi recuperati dagli scavi del noto Complesso dei Triclini in località Moregine, e la possibilità delle visite notturne sono un ulteriore segnale dei progressi che stiamo registrando nella conservazione dell’intero sito archeologico e nella sua gestione”: il commento è del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, il quale ha sottolineato come grazie al forte impegno della Soprintendenza e della Direzione del Grande Progetto “possiamo affermare con orgoglio e soddisfazione che l'Italia sta compiendo sforzi considerevoli e che i risultati si vedono. A Pompei è stato compiuto un lavoro silenzioso, lungo, rispettando i tempi concordati con l'Unione Europea per spendere i 105 milioni del Grande Progetto Pompei. Ci sono molti cantieri aperti e sono state impegnate persone nuove, giovani ricercatori. È in aumento il numero di turisti e visitatori”.

 

La Palestra Grande
L'ampio edificio rettangolare, con portici su tre lati ed una piscina al centro, è di età augustea: forniva spazio verde per gli esercizi ginnici delle associazioni giovanili promosse dalla propaganda dell'imperatore, che qui era venerato in un ambiente posto al centro del portico Ovest. Lungo il porticato, un duplice filare di platani, delle cui radici sono stati eseguiti calchi, assicurava un'ulteriore zona d'ombra. I portali sul lato Est, danneggiati dal terremoto del 62 d.C., furono ricostruiti in opera laterizia. Al momento dell'eruzione il muro Nord giaceva abbattuto ed è stato di recente restaurato; dal lato meridionale si accede ad una latrina: per pulirla una canaletta vi portava acqua dalla piscina. La Palestra grande, chiusa dal 2008, riapre dunque al pubblico dopo i restauri in una proposta di visita originale che offre la possibilità di godere degli spazi del grande edificio com’era nel suo aspetto originario e al contempo di fruire della stessa quale area espositiva utilizzata per allestimenti permanenti, oltre che temporanei. Gli straordinari affreschi del complesso di Moregine trovano nel portico meridionale della palestra la loro definitiva collocazione, in un allestimento di grande impatto emozionale che prevede una suggestiva installazione sonora, realizzata appositamente dal Crm (Centro di ricerca musicale).

I lavori conclusi sono consistiti in interventi di restauro e adeguamento e sono seguiti ad un primo lotto di interventi di restauro architettonico e strutturale che aveva interessato tutto l’edificio. Gli interventi recenti hanno reso fruibile il portico meridionale della Palestra al fine di ospitare gli affreschi di Moregine. Tale allestimento, insieme a quello del portico centrale destinato alle esposizioni temporanee, si inserisce in un progetto generale che prevede il recupero funzionale totale di uno degli edifici di maggiore estensione della città antica come spazio espositivo, al fine di arricchire con nuovi percorsi di visita l’offerta turistica dell’area degli scavi. Il terzo e ultimo lotto di interventi interesserà il portico settentrionale dell’edificio, con il completamento degli allestimenti.

 

Il “Gioco delle Risonanze” è un’installazione artistica di suoni tesa a produrre un’esperienza sensoriale emozionale e al tempo stesso una lettura originale degli affreschi di Moregine esposti. La musica, mobile e proveniente dai materiali stessi che compongono lo spazio (Planofoni, in acciaio cortèn e in acciaio inox) rende emergente la percezione dei volumi, delle forme e le relazioni architetturali evidenziate dal restauro. Il percorso musicale prevede tre momenti: l’ Ambiente; l’Uomo e gli Strumenti. I Planofoni, su cui si basa il Gioco delle Risonanze, sono sistemi vibranti, costituiti da pannelli di diversi materiali e forme, ideati e realizzati dal Centro Ricerche Musicali di Roma. Si tratta di tecnologie non convenzionali, non altoparlanti, poiché diffondono il suono con specifiche dipendenti dalla struttura della materia, dalle geometrie del design, dagli orientamenti e dalle curvature delle superfici, dai volumi plastici occupati. I Planofoni permettono di dare al suono le caratteristiche timbriche del materiale utilizzato e consentono, attraverso un’irradiazione puntuale su tutta la superficie, di disegnare lo spazio acustico in relazione allo spazio architettonico.

Il triclinio A è composto da tre pareti dipinte in cui sono rappresentate le Muse, divinità ispiratrici del canto, che presiedevano ai diversi generi poetici, alle arti, alle scienze e a tutte le attività intellettuali e la figura di Apollo. Il Triclinio B propone le rappresentazioni dei Dioscuri, (Castore e Polluce) su pareti decorate in colore nero. Il Triclinio C presenta la personificazione di divinità fluviale (Sarno) in esso raffigurato, su pareti rosse. Le pitture in IV stile, attribuibili all’epoca Neroniana, erano opera delle stesse officine che decorarono anche la Casa dei Vettii. Il complesso apparteneva alla famiglia puteolana dei Sulpicii che qui custodivano l’archivio contabile. La funzione dell’edificio era, molto probabilmente, quella di ospitare piccoli gruppi di avventori, forse membri di un collegium. Lo scavo ripreso in occasione della costruzione della terza corsia dell’Autostrade Salerno – Reggio Calabria, ha permesso di riportare in luce, oltre alle strutture archeologiche, anche materiali di grande interesse quali tavolette cerate con contratti registrati, elementi architettonici e decorativi in legno perfettamente conservati, un tesoro di argenterie di eccezionale qualità. Di particolare interesse la modalità di rinvenimento del tesoro di argenterie: in una latrina fu ritrovata una gerla in vimini, che sembrava piena solo di terra dell’eruzione. Dalle radiografie si intravidero invece dei corpi metallici che un microscavo attentissimo ha consentito di portare alla luce facendo emergere pezzi d’argento; piatti, coppe di varia forma, un cucchiaino, due forme decorate a sbalzo con figurazioni d’animali. In esposizione in vetrine del porticato anche alcuni materiali e manufatti provenienti dallo scavo.

Il sito di Moregine e i suoi affreschi
E' uno splendido complesso a circa 600 metri a sud delle mura di Pompei, presso la foce del fiume Sarno e del relativo scalo commerciale. Il ritrovamento risale al 1959 in occasione della realizzazione dell’autostrada Napoli- Salerno. In questa prima fase di scavo venne alla luce l’edificio caratterizzato da un cortile porticato sul quale si affacciavano almeno cinque triclini (sale da pranzo), sontuosamente affrescati e terme ancora in costruzione. La difficoltà dello scavo, a causa della presenza della falda freatica, aveva indotto già nel 1959 ad asportare le pitture.

 

L'Unesco è soddisfatta
L’Unesco ha ritenuto positiva l’attività messa in campo dallo Stato italiano per la soluzione dell’emergenza Pompei e per il suo rilancio, attuata attraverso il Grande Progetto Pompei, l’ordinaria programmazione della Soprintendenza e l’attuazione del Piano di Gestione, giungendo ad una positiva conclusione e fornendo prioritarie raccomandazioni operative da effettuarsi entro il 2016. La Palestra Grande viene inserita nell’offerta di visita notturna di “Una Notte al Museo”, l'iniziativa del Ministero che già prevede la visita alla mostra dei calchi “Rapiti alla morte” / “Pompei e l’Europa. 1748-1943”, allestita presso l’Anfiteatro degli scavi, al costo di 2 euro, fino a sabato 17 ottobre 2015.

"Su Pompei e' cambiato il vento, lo testimoniano gli ispettori Unesco. L'Italia deve essere orgogliosa del lavoro che si sta facendo su Pompei. Non sarà qualche episodio negativo a cancellare la forza formidabile di questo lavoro" ha commentato il ministro Dario Franceschini inaugurando all'interno degli Scavi la Palestra Grande arricchita dagli affreschi di Moregine.

 

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