DA VEDERE Giornate Fai di Primavera: riaprono chiese e castelli, archivi e palazzi storici, paesaggi naturali e archeologie industriali

Messina, la cripta della Basilica Cattedrale

(TurismoItaliaNews) Si rinnova sabato 19 e domenica 20 marzo 2016 l’appuntamento con le Giornate Fai di Primavera. Grazie ai volontari del Fondo per l’Ambiente Italiano si potranno visitare chiese e castelli, archivi e palazzi storici, paesaggi naturali e archeologie industriali e ascoltare le storie – non solo quelle con la S maiuscola, ma anche quelle minori, gli aneddoti e le curiosità – che questi luoghi custodiscono. Il Fai anche quest'anno si fa dunque portavoce di un'Italia appassionata del suo passato, partecipe del suo presente e impegnata per il suo futuro.

 

Oltre 900 visite straordinarie a contributo libero in 380 località in tutte le regioni d’Italia: è il più importante evento di piazza dedicato ai beni culturali, una grande festa che si svolge fuori e dentro di noi. Fuori ci sono i luoghi dove darsi appuntamento per «riconoscersi» e vivere la gioia della cultura, tutti insieme in una serena atmosfera di condivisione. “Dentro ci siamo noi, con le nostre storie e con la nostra curiosità a personalizzare ciò che vediamo”. Dal 1993 sono stati 8,5 milioni i visitatori che hanno preso parte alle Giornate di Primavera, riscoprendo capolavori nascosti e monumenti dimenticati del nostro immenso patrimonio culturale. Un'esperienza lunga 23 anni che smentisce lo stereotipo degli italiani disinteressati all'offerta culturale e indifferenti alla bellezza. Centinaia di chilometri di code ordinate che raccontano come il Fai nelle 23 edizioni di questo evento straordinario, sia stato in grado di portare nelle piazze persone di tutte le età disposte a fare la fila per vivere l'emozione regalata da un'opera d'arte vista dal vivo.

Savona, Villa Zanelli. Sopra: i Fori Imperiali a Roma

E a ben guardare molte cose non sono le stesse, nei due giorni di aperture eccezionali organizzate dal Fai: gli italiani non si innervosiscono mentre sono in coda in attesa di visitare un luogo, ma ne approfittano per confrontarsi e condividere esperienze; gli adulti non sono coloro che trascinano i giovani, ma al contrario sono i giovani, volontari e Apprendisti Ciceroni del Fai, a guidare gli adulti, accompagnandoli nelle visite e raccontandone le storie. E tanti luoghi si trasformano: da chiusi e invisibili ora si aprono, da ignoti diventano noti e anche quelli che fanno parte della vita di tutti i giorni (stazioni ferroviarie, fabbriche, porti) vengono raccontati e si svelano ricchi di sorprese. Difendere e amare il nostro patrimonio artistico e ambientale non riguarda solo noi italiani. Per questo, con il progetto «Arte. Un ponte tra culture» verranno riproposte le visite guidate in lingua, ideate per dar modo ai cittadini di origine straniera di servirsi della cultura come ulteriore strumento di integrazione sociale. Un’iniziativa che favorirà quella comprensione e quella comunanza di spirito così necessaria nel nostro Paese, oggi più che mai. I luoghi dove saranno proposte queste guide speciali sono circa 140, il doppio dello scorso anno, a riprova del sempre più esteso impegno della Fondazione anche in questo ambito.

 

In occasione delle Giornate di Primavera molti beni del Fai - da Villa Necchi Campiglio a Milano al Giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi di Agrigento, da Casa Noha a Matera all’Abbazia di San Fruttuoso a Camogli (Genova), dal Bosco di San Francesco ad Assisi a Villa Panza a Varese e ancora Parco Villa Gregoriana a Tivoli (Roma) -  accoglieranno i visitatori con particolari allestimenti e interessanti iniziative per celebrare l’arrivo della bella stagione: in programma mercatini di florovivaismo, stand di artigianato locale, laboratori creativi, escursioni guidate in bicicletta e visite speciali.

 

Morano Calabro, il borgo e il Castello Normanno

Un dedalo di viuzze che sale verso il castello: la bellezza di Morano, in provincia di Cosenza, sta nella delicata combinazione di arte e bellezze naturali. La pietra degli archi, dei torrioni, dei contrafforti, delle case abbracciate le une alle altre e la maestosità dei monti circostanti creano uno scenario davvero unico e fanno di Morano Calabro uno dei luoghi più suggestivi e integri non solo della Calabria: dal 2003 è infatti annoverato tra I borghi più belli d’Italia. La visione d'insieme è quella di un presepe, con le case in architettura povera degradanti verso il basso, con i tetti dai coppi rossi, dominato dall’antico castello edificato dai Normanni sui resti di un avamposto di epoca romana, che ha assunto l’attuale forma nel XVI secolo quando divenne Castello Regio dagli Aragonesi. Nel corso degli anni sono stati eseguiti vari interventi di restauro: l’ultimo del 2015 ha reso fruibile parte degli interni tra cui le torri. Vicino al castello si potrà visitare la Collegiata dei SS. Pietro e Paolo, la chiesa più antica di Morano, risalente al Mille, che fu totalmente ristrutturata al suo interno in chiave tardo-barocca e conserva due statue in marmo di Pietro Bernini, padre del più famoso Gian Lorenzo, e un coro ligneo, opera di ebanisti locali. Il percorso proposto in occasione delle Giornate di Primavera toccherà anche il Nibbio, un museo naturalistico che riproduce con la tecnica del diorama gli ambienti più significativi del Parco Nazionale del Pollino e della Calabria.

Apertura: sabato 19 e domenica 20, ore 10 - 13 / 15 - 17

 

Milano, Albergo Diurno Venezia

Aperto al pubblico per la prima volta e con grande successo in occasione dell’edizione 2014 delle Giornate Fai di Primavera dopo molti anni di abbandono, oggi, dopo una prima fase di messa in sicurezza torna ad aprire i battenti l’Albergo Diurno Venezia, il gioiello di architettura Art Déco nascosto nel sottosuolo di Piazza Oberdan che da maggio 2015 è stato affidato al Fai dal Comune di Milano. La visita all’elegante e funzionale centro servizi per viaggiatori inaugurato nel 1926 su progetto di Piero Portaluppi - uno dei bagni diurni meglio conservati d’Italia e uno dei pochi a non aver subito modifiche strutturali – consente di tuffarsi nell’atmosfera di un luogo fermo nel tempo che ospitava bagni pubblici, terme, negozi di barbiere, manicure, lavanderia e stireria, agenzia di viaggi e fotografo, ricco di preziose e originali decorazioni e perfino di oggetti, ancora chiusi nelle vetrine, che ne rievocano la vita passata.

Apertura: sabato 19 e domenica 20, ore 10 - 18: ingresso riservato agli iscritti Fai su prenotazione; www.faiprenotazioni.it

 

Matera, Chiesa di Santa Maria della Valle (o della Vaglia)

Chiusa al pubblico da moltissimi anni, Santa Maria della Valle, la più grande chiesa rupestre di Matera, è stata scavata nel tufo lungo l’antica via Appia. Il primo impianto risale all’VIII secolo mentre notizie successive portano al 1260 quando fu realizzato il fianco occidentale in muratura, unica parte costruita, opera del maestro Leorio da Taranto: nel contesto degli insediamenti rupestri la Vaglia rappresenta uno dei più interessanti esempi di integrazione tra ambiente scavato e architettura costruita. La chiesa svolse un ruolo attivo come luogo di culto e divenne importante meta di pellegrinaggi, ma già nel XVI secolo l’antico prestigio appariva oscurato e nel 1756 fu chiusa al culto perché, degradata nelle strutture, non era più idonea alle celebrazioni. Seguirono improprie destinazioni d’uso – da stalla e ovile, fino a deposito di munizioni durante la Seconda Guerra Mondiale – che, unite al passare del tempo e all’incuria, hanno portato all’attuale decadimento che richiederebbe un immediato restauro. Elemento di maggior rilievo della chiesa è la straordinaria facciata sul fianco esterno della navata destra, che presenta quattro portali uno diverso dall’altro, mentre sei pilastri, impreziositi con semicolonne e capitelli, scandiscono le tre navate, concluse da un vano absidale e coperte con volta a schiena d’asino. Ma i veri elementi che arricchiscono l’interno sono gli affreschi di varie epoche presenti sulle pareti: da trompe l’oeil che fingono decorazioni, marmi e fondali alle rappresentazioni di Cristo, dei Santi e della Madonna con Bambino. Purtroppo le decorazioni pittoriche sono oggi deteriorate sia dall’umidità che dall’azione devastante dell’uomo: dalle asportazioni dei volti umani alle iniezioni di cemento armato praticate sul decoro pittorico.

Apertura: sabato 19 e domenica 20, ore 9.30 - 13.30 / 15 – 18

 

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