Madonna degli Angeli, l’antica stazione di posta sulla Via Tiburtina Valeria racconta storie d’amore per le antiche genti d’Abruzzo

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Giovanni Bosi, Tocco da Casauria / Abruzzo

Un luogo dove la storia è di casa. E non solo perché era un’antica stazione di posta lungo la viabilità che da Roma conduceva verso il mare Adriatico, ma anche perché proprio qui sono tornati alla luce reperti di un interesse straordinario, confermando l’esistenza di un sito archeologico che va dalla Protostoria al periodo Italico, per poi passare a quello dell’antica Roma fino ai giorni nostri. E dove si evoca la figura di Claudio de Pompeis, medico umanista, fondatore del Museo delle Genti d’Abruzzo e appassionato studioso della storia umana e del territorio. Oggi è l’agriturismo Madonna degli Angeli a Tocco da Casauria, in Abruzzo. Siamo andati a vedere.

 

(TurismoItaliaNews) Un nome niente affatto casuale quello scelto per questo agriturismo immerso in un parco di 2 ettari, luogo ideale per un soggiorno all’insegna del relax in un’atmosfera romantica ed autentica e per scoprire le meraviglie dell’Abruzzo. Siamo nelle Terre di Casauria e la contrada Madonna degli Angeli, dove sorge la struttura ricettiva, è a due passi da quella che gli studiosi ritengono essere il prototipo della chiesa rurale del Pescarese, con un “pronao” che serviva per la sosta dei fedeli e un campaniletto a vista posto sul muro della facciata interna. Una finestrella centrale fornisce un dato importante: sulla pietra è incisa la data del 1611. Non solo: i reperti archeologici rinvenuti nella zona, oltre a documentare l’insediamento umano, dimostrano che in questo luogo, in cui passava la Consolare Tiburtina Valeria Claudia, sorse e si sviluppò il pago romano di Interpronium, riservato ai patrizi romani, al prezioso scambio commerciale e al controllo del passaggio verso Roma alle porte delle “Gole di Tre Monti”. Come dire: la storia qui parte davvero da lontano.

Madonna degli Angeli, l’antica stazione di posta sulla Via Tiburtina Valeria racconta storie d’amore per le antiche genti d’Abruzzo

Lorenzo e Caterina de Pompeis

Quella storia che si respira a pieni polmoni entrando nell’Agriturismo Madonna degli Angeli, gestito oggi da Lorenzo e Caterina de Pompeis. Qui non ci sono né concierge né alcuni servizi tipici alberghieri. Per una scelta ben precisa: “Chiediamo ai nostri ospiti di ‘immergersi’ con una filosofia diversa in questo tipo di vacanza; noi faremo del nostro meglio per soddisfare le richieste e farli sentire il più possibile come nella loro casa di campagna. La nostra organizzazione è infatti ispirata al principio della massima libertà ed autonomia” ci dicono.

Ma il bello sta nell’esplorazione del complesso: l’azienda ha un’estensione di 9 ettari, di cui circa due destinati al parco che circonda i 2 edifici principali, con essenze autoctone e alberi, fiori e prati. I giardini antistanti gli spazi destinati alla ricettività si “innestano” nel parco che circonda ad anello tutta la struttura e da questi in alcuni punti si gode della vista spettacolare delle montagne dei Parchi nazionali della Majella e del Gran Sasso. Ci sono l’antica stalla dove un tempo si allevavano mucche da carne e il silos in cui si conservava il foraggio, oggi tramutatosi – grazie ad un sapiente restauro – in un’esclusiva mini-suite su due livelli, in cui dormire è un’esperienza straordinaria.

Il silos trasformato in un’esclusiva mini-suite su due livelli, in cui dormire è un’esperienza straordinaria.

Il silos trasformato in un’esclusiva mini-suite su due livelli, in cui dormire è un’esperienza straordinaria.Il silos trasformato in un’esclusiva mini-suite su due livelli, in cui dormire è un’esperienza straordinaria.

“L’edificio principale dell’agriturismo, in virtù della sua posizione strategica, fu costruito con funzione di posta per il cambio dei cavalli nel XVII secolo, lungo l’importante arteria costituita dalla Tiburtina Valeria che imponeva ogni tanto delle soste ai viandanti in luoghi di ristoro. Più o meno come accade nei giorni nostri con la nuova destinazione agrituristica quale rifugio e ‘ristoro’ dagli stress della vita moderna – ci spiegano Lorenzo e Caterina mentre visitiamo la struttura - successivamente divenne casa colonica (nell’800 principalmente come azienda zootecnica) e, durante il fascismo, venne ampliato dotandolo di un silos e di una stalla per le mucche in modo da sostenere l’imperativo del tempo: l’autarchia, pratica necessaria a superare l’isolamento commerciale dovuto alla guerra”.

Poco dopo fu realizzato anche il secondo edificio dove al piano terra c'era la cantina per la preparazione e conservazione del vino, negli anni ’70 e ’80 attività principale dell’azienda agricola. “Dopo molte medaglie e premi per gli ottimi vini prodotti e gli oli di oliva eccellenti, la moderna ‘non cultura’ dell’alimentazione e le crudeli regole della grande distribuzione hanno reso asfittica tale attività e ci hanno imposto una nuova riconversione: l’agriturismo”.

Questo complesso si è rivelato un sito archeologico generoso

Questo complesso si è rivelato un sito archeologico generoso

Dicevamo però che questo si è rivelato un sito archeologico generoso: “All’interno della nostra azienda – ci spiega Caterina de Pompeis, lei stessa archeologa - è stato portato alla luce tra gli anni 1974-78 un villaggio della fine dell’età del Bronzo (XI – VIII secolo a.C.), i cui reperti sono conservati ed esposti per lo più al Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara e ancora oggi oggetto di continui scavi e studi da parte della Soprintendenza Archeologica di Chieti e dell’Università di Pisa. Il villaggio era costituito da una serie di capanne ovali (di cui 7 già oggetto di scavi) che hanno restituito numerosi oggetti, tra i quali materiale ceramico appartenente alla cultura Protovillanoviana e utensili di uso quotidiano come fuseruole per la filatura della lana, pesi da telaio, aghi, ricottiere, macine in pietra, tutti strumenti che attestano un tipo di economia agro-pastorale. I numerosi ritrovamenti di corna di cervo e di alcuni denti di orso testimoniavano che oltre che coltivatori e allevatori, questi abitanti erano anche cacciatori occasionali nelle montagne vicine. Alcuni frammenti di cocci sono ancora facilmente osservabili scrutando il terreno in superficie, specie dopo le arature”.

Accanto agli oggetti di uso comune sono stati rinvenuti anche lastre tombali italiche e un raro menhir protostorico, che sono conservati in azienda proprio dietro la “casa Padronale”. Il menhir, infisso nel terreno dietro la casa, è una delle pietre fitte trovate in Abruzzo.

Madonna degli Angeli, l’antica stazione di posta sulla Via Tiburtina Valeria racconta storie d’amore per le antiche genti d’Abruzzo

Madonna degli Angeli, l’antica stazione di posta sulla Via Tiburtina Valeria racconta storie d’amore per le antiche genti d’Abruzzo

“Faceva sicuramente parte di un’area cultuale legata alla fertilità, come testimonia la stessa forma fallica del reperto. Sempre all’interno del nostro parco sono visibili una seconda pietra fitta dell’epoca (quasi sicuramente un secondo menhir) e testimonianze romane tipo frammenti di rocchi di colonna, capitelli e una pala di altare dell’epoca. Scavi successivi, fortemente voluti da mio padre e condotti sotto il controllo della Soprintendenza, hanno restituito anche i resti dell’antico pagus Interpronium di epoca romana” sottolinea Lorenzo de Pompeis.

Insomma un luogo da vedere assolutamente. E magari soggiornarvi, per comprendere fino in fondo l’essenza abruzzese.

Per saperne di più
Agriturismo Madonna degli Angeli
cda. Madonna degli Angeli, 13 - Tocco da Casauria (Pe)
www.madonnadegliangeli.com

 

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