Architettura, arte, design, fashion, italian style e calzature: c’è davvero tutto questo a Villa Foscarini Rossi, a Stra

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Giovanni Bosi, Stra / Veneto

Architettura, arte, design, moda, fashion, italian style. C’è davvero tutto questo a Villa Foscarini Rossi, a Stra: nel complesso architettonico secentesco, a due passi dalla monumentale Villa Pisani e lungo la Riviera del Brenta, un lungimirante esempio di omaggio alla creatività a tutto tondo, partendo dalla storia di un uomo che ha saputo guardare lontano, partendo nientemeno che da un paio di scarpe. E per Luigino Rossi le scarpe hanno sempre rappresentato una passione, ben oltre un lavoro… Tanto che è qui il Museo della Calzatura.

 

(TurismoItaliaNews) A Villa Foscarini Rossi non si arriva per caso, perché la precede la sua storia di dimora patrizia costruita a Stra per i veneziani Foscarini secondo un progetto il cui disegno originario è attribuito a quel genio di Andrea Palladio e poi portato a conclusione da Vincenzo Scamozzi. Anche se nel tempo il complesso ha dovuto subire una serie di rimaneggiamenti, la sua armonia e la sua bellezza sono leggibili per intero, all’interno come all’esterno. E’ facile immaginare come i suoi abitanti dal bellissimo pronao ionico rivolto verso il Brenta si intrattenessero ad assistere al via vai che si svolgeva sul ponte e lungo il fiume. Davvero spettacolare, da farti rimanere a bocca aperta mentre con gli occhi indugi sulle decorazioni, è la maestosa Foresteria, il luogo ideale per celebrare il prestigio del casato che aveva assunto importanti cariche politiche e militari al servizio della Serenissima, ovvero un Doge e un Capitano da Mar.

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Dunque a Villa Foscarini Rossi si arriva per ammirare l’insieme artistico ed architettonico, ma in realtà c’è un motivo ulteriore, molto più contemporaneo ma decisamente pertinente: il Museo della Calzatura, che riconduce direttamente alle vicende – imprenditoriali ma non solo – dell’ultimo proprietario del complesso, quel Luigino Rossi alla cui intraprendenza si deve la nascita di Rossimoda Spa, che per oltre sessant’anni ha prodotto scarpe per stilisti del calibro di Yves Saint Laurent, Fendi, Givenchy, Christian Lacroix, Emilio Pucci, Marc Jacobs, Porsche, solo per citarne alcuni. E ora, nei due piani della Villa, si trova esposta e conservata una collezione unica di oltre 1.500 modelli di calzature femminili di lusso, prodotte dal calzaturificio negli oltre settant'anni di attività, frutto delle sue collaborazioni con i marchi della moda più prestigiosi del panorama internazionale.

All’arrivo a Villa Foscarini Rossi troviamo ad attenderci Cristina Rossi, figlia del gran patron Luigino, che oggi si occupa della gestione e della promozione del Museo della Calzatura così come della stessa villa, divenuta cornice e location ideale per eventi di grande prestigio. “Oggi Rossimoda – ci spiega Cristina Rossi - è parte della Divisione Fashion & Leather Goods del Gruppo Lvmh e detiene le licenze esclusive per lo sviluppo e la produzione di calzature di lusso per i marchi Céline, Givenchy, Emilio Pucci e Nicholas Kirkwood. Ed è un sinonimo di eccellenza nella produzione industriale della calzatura di alta qualità per la donna elegante in tutto il mondo”. E’ una storia che parte davvero da lontano, perché la Riviera del Brenta, oltre che per le magnifiche ville venete, è famosa anche per essere la sede di alcuni tra i più importanti calzaturifici al mondo.

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“Il mestiere del calzolaio ha radici antiche – ci spiega ancora Cristina – è nato a Venezia nel tardo XIII secolo, quando è stata fondata la ‘Scuola dei Calegheri’, corporazione di calzolai e ciabattini. Dalla metà del XV secolo la Scuola si è trasferita in Campo S. Tomà nella nuova sede, il cui portone d’ingresso è sormontato da una scultura di Pietro Lombardo che raffigura San Marco che guarisce il ciabattino Aniano, protettore dei calzolai”. Una storia affascinante, come altrettanto lo è quella della famiglia Rossi: nel 1947 Narciso Rossi, grazie alla propria esperienza legata alla produzione di calzature, decide di aprire un’attività per realizzare piccole produzioni artigianali e fonda il proprio calzaturificio a Capriccio di Vigonza. Nel ’56 tocca a Luigino, figlio di Narciso, passare alla guida dell’azienda con l’intento di valorizzare la tradizione familiare e la preziosa eredità lasciatagli dal padre, gestendo in prima battuta l’azienda affiancato dai fratelli Dino e Diego. Da lì in poi è un’autentica escalation: nel 2003 il Gruppo Lvmh (Moët Hennessy Louis Vuitton Se, la multinazionale con sede a Parigi proprietaria di oltre settanta marchi divisi in aziende di alta moda come Christian Dior, Bulgari, Dkny, Fendi, Céline, Guerlain, Givenchy, Kenzo, Loro Piana e Louis Vuitton, di orologi come Tag Heuer, di vini e liquori come Moët & Chandon, Veuve Clicquot, Hennessy, di editoria come Les Échos e Le Parisien, di distribuzione come Sephora e Le Bon Marché, di alberghi di lusso) diventa socio maggioritario di Rossimoda ottenendone il pieno controllo.

Il processo di acquisizione si completa nel 2011, anno in cui insieme a Villa Foscarini Rossi, Rossimoda entra a far parte della divisione Fashion & Leather Goods del Gruppo. Finché nel 2014 l’azienda trasforma il suo modello di business e, attraverso una riorganizzazione della struttura aziendale, diventa la nuova piattaforma di sviluppo e produzione di calzature per alcune Maisons del Gruppo.

Cristina Rossi

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“Nel museo si trovano esposti 1.500 prestigiosi esemplari selezionati di questi stilisti e molti altri. Sono calzature femminili di lusso, che hanno rappresentato e rappresentano la qualità del Made in Italy; la creatività, l’eleganza e si sposano con la tecnologia e l’abilità artigianale, per dare vita a modelli che testimoniano l’evoluzione della moda e del gusto dal primi del ‘900 a oggi” sottolinea Cristina Rossi durante la nostra visita al Museo. Oltre che un lavoro, per Luigino Rossi le scarpe hanno sempre rappresentato una passione: per questo si è dedicato anche a collezionare modelli di importanti calzolai, tra cui Christian Dior, Manolo Blahnik e Salvatore Ferragamo, del quali è possibile ammirare la maestria.

“Negli anni '70 mio padre decise di acquistare e ristrutturare questo complesso perché riteneva che solo una villa veneta potesse ospitare un prodotto artigianale come le calzature, tipiche della Riviera del Brenta”. E così nel Museo si ammirano calzature originali risalenti al XVII e XVIII secolo, oltre ad altre appartenenti a civiltà antiche, per esempio i mocassini degli indiani d’America e le scarpe da cerimonia giapponesi. “La carica artistica delle scarpe è accentuata da opere d'arte contemporanee, tutte con protagonista la calzatura. Alle pareti sono appesi pezzi appartenenti alla collezione privata di mio padre, tra i quali spiccano delle stampe di Andy Warhol e i bozzetti degli stilisti Karl Lagerfeld, Rebecca Moses e Andrea Pfister” aggiunge Cristina Rossi. Il risvolto pratico, per certi versi curioso a prima vista, ma in realtà destinato a confermare i corsi e ricorsi della moda, questo patrimonio documentale è un continuo riferimento per stilisti e creativi, che dalla produzione del passato traggono linfa vitale per le nuove tendenze. Dunque un’esperienza assolutamente da vivere a Villa Foscarini Rossi, in un percorso che fa viaggiare nella grande Storia. Artistica e imprenditoriale.

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Per saperne di più
Villa Foscarini Rossi
Via Doge Pisani - Stra (Venezia)
www.villafoscarini.it
www.museodellacalzatura.it

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
(A.F.)

 

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