Un imperatore a Basilea: si celebrano i mille anni della Heinrichs-Münster, il testimonial è Enrico II degli Ottoni

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Eugenio Serlupini, Basilea / Svizzera

E’ un millenario speciale quello che si celebra nel 2019 a Basilea: era l’11 ottobre 1019 quando si tenne a battesimo l’edificio sacro oggi conosciuto come Heinrichs-Münster, vale a dire Cattedrale Enrichiana. Insieme a numerosi vescovi, c’era anche lui: il fondatore della chiesa, l’imperatore Enrico II. Insieme al ponte Mittlere Brücke, la cattedrale Münster è il simbolo più noto di Basilea: con le sue arenarie rosse, le tegole colorate e le due torri slanciate, è parte integrante dello skyline cittadino.

 

(TurismoItaliaNews) Non è un caso che sia stata costruita proprio lì. Fin dal primo secolo avanti Cristo il Münsterhügel, il colle della cattedrale, è stato un luogo deputato agli insediamenti, a partire da un oppidum celtico (una sorta di cittadella fortificata) fino a costruzioni militari di epoca romana; solo nel IX secolo viene documentata una chiesa vescovile e, negli anni di passaggio al nuovo millennio, Basilea diventa una città. Di fatto il duomo è una delle costruzioni tardo-gotiche più significative dell’Alto Reno: la splendida posizione sul Münsterhügel, la Pfalz, la terrazza affacciata sul Reno e sostenuta da un imponente muro, e la Münsterplatz invitano a fare una sosta.

Un imperatore a Basilea: si celebrano i mille anni della Heinrichs-Münster, il testimonial è Enrico II degli Ottoni (foto Basel Tourismus)

Un imperatore a Basilea: si celebrano i mille anni della Heinrichs-Münster, il testimonial è Enrico II degli Ottoni (foto Basel Tourismus)

Dunque mille anni, un anniversario importante che qui a Basilea legano alla presenza dell’imperatore Enrico II degli Ottoni. Nato nel 973 (o nel 978) e morto nel 1024, la sua incoronazione avviene nel 1014 da parte di papa Benedetto VIII a Roma, insieme alla moglie Cunegonda di Lussemburgo. E’ in questa occasione che l’imperatore riceve dal pontefice una sfera dorata sovrastata da una croce: il primo esempio del cosiddetto “globo crucigero”. Dopo aver ricevuto Basilea in eredità dal re Rodolfo III di Borgogna, Enrico II favorisce lo sviluppo della città, che all’epoca contava circa duemila abitanti, integrandola nel Sacro Romano Impero e donandole terre, beni e largizioni liturgiche.

Proprio Enrico II diventa il testimonial del millenario della Heinrichs-Münster: le Poste elvetiche mandano in pista dal 5 settembre 2019 un francobollo che presenta l’imperatore attraverso la sua statua collocata sul portale principale dell’edificio, riprodotto sulla sinistra del dentello postale basandosi su una ricostruzione realizzata sulla base delle più recenti scoperte in materia di edilizia storica. Oggi, le uniche tracce visibili in superficie della cattedrale enrichiana vera e propria sono alcune porzioni di pietra chiara sulla Georgsturm. Sullo sfondo del francobollo è riconoscibile un disegno: rappresenta le torri della facciata ovest della cattedrale attuale, ricostruite in stile gotico dopo il terremoto del 1356. Per il minifoglio sono state scelte come decorazione le tegole a coda di castoro, come quelle che si possono ammirare sul tetto della cattedrale. Il motivo a losanghe è un elemento tipico dei tetti di epoca medievale.

Un imperatore a Basilea: si celebrano i mille anni della Heinrichs-Münster, il testimonial è Enrico II degli Ottoni (foto Basel Tourismus)

Un imperatore a Basilea: si celebrano i mille anni della Heinrichs-Münster, il testimonial è Enrico II degli Ottoni (foto Basel Tourismus)

Il francobollo che la Svizzera dedica al millenario della Cattedrale di Basilea

Un simbolo di Basilea, si diceva: in effetti il color rosso della cattedrale spicca già da lontano. Il merito è della pietra arenaria rossa con cui è stata costruita, proveniente dall'area che costeggia il Reno, dalle località di Degerfelden e Wiesental situate nella parte tedesca. L'edificio, sia all'esterno che all'interno, abbina strutture in stile tardoromanico e gotico. Mentre la facciata è in stile gotico, il transetto, il coro e l'interno mostrano chiare tracce di influenze tardoromaniche. Per chi la visita, è irrinunciabile salire i 250 gradini per raggiungere le torri di San Giorgio o San Martino della Cattedrale di Basilea, da dove si gode di una vista spettacolare sulla città e sui suoi dintorni. Intorno al 1200, la vecchia costruzione aveva ancora cinque torri, ma tre di esse sono crollate a causa del terremoto del 18 ottobre 1356. Sono state ricostruite solo le torri di San Giorgio a sinistra (1428) e di San Martino a destra (1500) alte rispettivamente 67,30 e 65,50 metri. Dalla riforma protestante (1529), la Heinrichs-Münster è divenuta il centro principale della chiesa riformata evangelica di Basilea-Città.

Per saperne di più
www.baslermuenster.ch
www.basel.com/it
www.posta.ch

foto Basel Tourismus

Il minifoglio del francobollo che la Svizzera dedica al millenario della Cattedrale di Basilea

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