Sulle colline dell’Appennino Tosco-Emiliano c’è un imponente castello protetto da una leggendaria fata: ecco Montechiarugolo

images/stories/emiliaromagna/Montechiarugolo_Castello01.jpg

 

Nel cuore della Food Valley, ovvero quel lembo di terra considerato da molti patria indiscussa dei prodotti enogastronomici più buoni d’Italia, immerso tra le colline dell'Appennino Parmense, c’è uno dei borghi più belli d’Italia: Montechiarugolo. E qui c’è anche un imponente castello che la tradizione vuole sia protetto dalla Fata Bema, una giovane fanciulla, nata verso la fine del Cinquecento, dotata di poteri magici. Leggenda vuole che ogni 19 maggio la donna si aggiri per la fortezza…

 

(TurismoItaliaNews) Suggestione. E’ questa la sensazione che si prova quando si è al cospetto del Castello di Montechiarugolo e non solo per la storia della Fata Bema che dal momento della morte – si racconta - piangendo il suo amore perduto Pio Torelli ancora oggi tornerebbe a passeggiare vestita di bianco tra i bastioni della fortezza ogni 19 maggio, facendo udire allo scoccare della mezzanotte il suo pianto per l’amore tragicamente perduto. Siamo in uno dei Borghi più belli d’Italia e dunque qui le emozioni sono di casa, a partire proprio dalla bellezza: entrato da poco nell’agognata lista dell’associazione che si occupa di valorizzare il patrimonio artistico, storico e culturale dei piccoli abitati del Belpaese, Montechiarugolo assicura uno dei più suggestivi paesaggi di pianura sul fiume Enza, alle pendici delle prime colline dell’Appennino Tosco-Emiliano. Nella zona dove nascono eccellenze come il Prosciutto di Parma, il Tartufo Nero di Fragno, il Parmigiano Reggiano, il Salame di Felino, da scoprire percorrendo la Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli.

Sulle colline dell’Appennino Tosco-Emiliano c’è un imponente castello protetto da una leggendaria fata: ecco Montechiarugolo

Sulle colline dell’Appennino Tosco-Emiliano c’è un imponente castello protetto da una leggendaria fata: ecco Montechiarugolo

E il Castello, a ridosso del borgo, è  “un luogo dal fascino intramontabil: i ponti levatoi, le palle di cannone e le statue settecentesche arricchiscono l’ampia corte d’onore all’ombra della torre più alta – spiegano dal maniero - l’appartamento nobile, con decorazioni dal tardo-gotico al manierismo, affaccia su un loggiato affrescato sospeso sul corso dell’Enza. Tra merli e feritoie, ci si avventura lungo il camminamento di ronda per scoprire l’apparato difensivo dell’imponente struttura”. Arrivare qui è semplice: Montechiarugolo (dove abitano poco più di 11.000 persone) si trova ad appena 20 km da Parma e da Reggio Emilia.

L’origine di questo grande complesso parte da lontano: “Costruito sui resti di un vecchio nucleo duecentesco distrutto nel 1313, oggi il castello mostra l’impronta quattrocentesca conferitagli da Guido Torelli, condottiero dei Visconti e insignito del feudo di Montechiarugolo nel 1406” spiegano dal maniero, ogni anno visitato da tantissime persone ma altrettanto desiderato come location per i matrimoni. Nel corso del Cinquecento, quando il castello venne visitato da illustri ospiti come Papa Paolo III e il re di Francia Francesco I, l’umanista e letterato Pomponio Torelli gli ha dato nuovo splendore chiamando artisti e pittori dell’epoca per adeguarlo ai nuovi gusti del Rinascimento, con i castelli che si tramutavano in residenze gentilizie. Con la morte del figlio Pio (coinvolto nella congiura dei feudatari nel 1612 e decapitato) finì l’illuminata signoria dei Torelli su Montechiarugolo e la fortezza fu confiscata dalla Camera Ducale. “Un piccolo fatto d’armi, passato alla storia come il primo combattimento dell’indipendenza italiana, fu ricordato da Napoleone in una sua lettera e da Carducci nella sua orazione per il primo centenario del tricolore”.

Sulle colline dell’Appennino Tosco-Emiliano c’è un imponente castello protetto da una leggendaria fata: ecco Montechiarugolo

Sulle colline dell’Appennino Tosco-Emiliano c’è un imponente castello protetto da una leggendaria fata: ecco Montechiarugolo

Lo Stato Italiano lo ha venduto nel 1864 ed è tuttora di proprietà privata, appartenente alla famiglia di Antonio Marchi, personalità di spicco della cinematografia italiana della metà del secolo scorso. Nel borgo oltre al maniero c’è comunque anche altro da scoprire: la chiesa di San Quintino, il Palazzo Civico, l’abbazia di Santa Felicola, la chiesa di Santo Stefano, la chiusa di San Donnino e l’oratorio del Romito. Ma per chi ama il benessere e il relax, da non perdere sono le storiche Terme Borrini, in località Monticelli Terme, apprezzate per le loro acque salsobromoiodiche e i trattamenti terapeutici.

Ma come nasce la leggenda della Fata Bema? La storia ha avuto come cornice proprio il castello, all’interno del quale e dietro la severa architettura difensiva e militare, si celano in realtà spazi di grande raffinatezza gentilizia, come il cortile d’onore, le sale di rappresentanza o il salone delle Feste, decorato dall’artista tardo-manierista Cesare Baglione e la sua scuola. Tanto che fa parte a pieno diritto del circuito dell’Associazione dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli. Si racconta che la giovane ed affascinante Fata Bema arrivò qui nel maggio del 1593 per esercitare la sua arte di indovina e fattucchiera nei boschi che circondavano il castello, riserva di caccia del Duca Ranuccio Farnese. Basta rivolgerle la domanda “Bella fata, cosa vedi nel mio futuro?” per avere una predizione del proprio avvenire. Ma c’era anche chi poteva vendicarsi di lei ritenendo di essere raggirato mediante un incantesimo: come tal Ranuccio, che non esitò a rinchiudere Bema nella prigione della rocchetta abbandonandola ad una lunga e tremenda prigionia; solo l’intervento del popolo che si l’amava e la rispettava le fece riconquistare la libertà.

Sulle colline dell’Appennino Tosco-Emiliano c’è un imponente castello protetto da una leggendaria fata: ecco Montechiarugolo

Sulle colline dell’Appennino Tosco-Emiliano c’è un imponente castello protetto da una leggendaria fata: ecco Montechiarugolo

E fu così che, entrando a lavorare come domestica nel castello, il figlio dell’illuminato Pomponio e di Isabella Bonelli, Pio Torelli, come nelle favole si innamorò di lei. La quale, semplice ed umile, conscia dell’impossibilità di quell’amore, rifiutò il corteggiamento di Pio, spedito dal padre alla corte di Parma per terminare la sua formazione culturale. Gli eventi però attendevano una sorte tragica per l’amato non corrisposto ma comunque agognato: Ranuccio Farnese, temendo una congiura nei suoi confronti, scatenò una repressione facendo arrestare molti feudatari del Ducato; anche il giovane Pio Torelli finì nella rete e il 19 maggio 1612 insieme ad altri presunti nemici venne decapitato davanti al palazzo di Giustizia di Parma, in piazza Grande, l’attuale piazza Garibaldi. Bema, disperata per la morte di Pio, si rifugiò nei pressi del castello confiscato, impegnandosi fino alla sua morte di assicurare aiuto a poveri e bisognosi. Ma il suo dolore per la tragica fine dell’amore che non aveva voluto corrispondere, non si esaurì mai. E ancora oggi continua…

Per saperne di più
www.castellidelducato.it
emiliaromagnaturismo.it
www.castellodimontechiarugolo.it
www.stradadelprosciutto.it

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...