A Buonalbergo c'è ViATor, il museo che riporta in cammino la Via Traiana: è Patrimonio Unesco la strada che unì Roma all’Oriente

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Giovanni Bosi, Buonalbergo / Campania

Un viaggio nel cuore dell’Appennino sannita lungo la strada che unì Roma all’Oriente. Questa è una strada antichissima che non ha mai smesso di parlare. Corre tra le pieghe dell’Appennino, attraversa ponti monumentali, piega il paesaggio rurale e ancora oggi guida il passo lento dei viaggiatori. È la Via Traiana, variante imperiale della Via Appia, che ha finalmente un luogo capace di raccontarne l’anima, la storia e l’eredità. A Buonalbergo, nel cuore del Sannio beneventano, ha aperto le porte ViATor – Via Appia Traiana, officina per la ricerca, il primo museo interamente dedicato a questa straordinaria infrastruttura dell’antichità. Siamo venuti a vedere.

 

(TurismoItaliaNews) Anche questa è una delle tante attrazioni che raccolgono l’ammirazione dei pellegrini che si muovono lungo la Via Francigena del Sud, nel tratto che in Campania si snoda per quasi 250 km tra Sessa Aurunca a Buonalbergo, al confine con la Puglia, articolandosi in 9 tappe principali e 8 varianti ufficiali. Il percorso attraversa le province di Caserta, Benevento e Avellino, regalando un'esperienza immersiva tra borghi medievali, vallate incontaminate e siti archeologici. Un viaggio tra eccellenze paesaggistiche, culturali e gastronomiche della regione, dove ogni tappa riserva incontri sorprendenti e rivelazioni inaspettate. E’ per questo che Regione Campania e Agenzia Campania Turismo hanno messo in campo una serie di azioni per migliorare e rendere ancor più fruibile l'esperienza di tutti i camminatori del tratto campano.

A Buonalbergo c'è ViATor, il museo che riporta in cammino la Via Traiana: è Patrimonio Unesco la strada che unì Roma all’Oriente

A Buonalbergo c'è ViATor, il museo che riporta in cammino la Via Traiana: è Patrimonio Unesco la strada che unì Roma all’Oriente

A Buonalbergo c'è ViATor, il museo che riporta in cammino la Via Traiana: è Patrimonio Unesco la strada che unì Roma all’Oriente

E’ proprio a Buonalbergo che si intercetta la storia nella storia. E’ il ViATor – Via Appia Traiana, il museo che ha trovato casa negli spazi restaurati di Palazzo Angelini, elegante edificio settecentesco affacciato sul borgo, a meno di trenta chilometri da Benevento. Non un semplice contenitore espositivo, ma un vero centro di interpretazione che invita il visitatore a mettersi idealmente in cammino lungo una delle grandi vie del Mediterraneo antico, oggi riscoperta come asse culturale e spirituale della Via Francigena del Sud. Qui, ad attenderci troviamo l’architetto Luigi Salierno, che con la sua competenza è tra coloro che hanno contribuito a riempire di contenuti il nuovissimo museo, i volontari dell’associazione Sud Francigena, che si occupa del recupero e della promozione della Via Francigena del Sud attraverso la riscoperta dei percorsi e l'assistenza ai pellegrini; e della Proloco di Buonalbergo.

Un museo che nasce dalla ricerca e dialoga con il territorio

ViATor è il risultato di un lavoro corale che unisce ricerca scientifica, progettazione culturale e coinvolgimento delle comunità locali. Il progetto, curato da Studio Blu con la consulenza scientifica di studiosi come Giuseppe Ceraudo e Angela Maria Ferroni, si fonda sulle attività di studio e di indagine condotte dall’Università del Salento, protagonista di un lungo lavoro di ricognizione, mappatura e documentazione della Via Traiana. Le campagne di ricerca hanno attraversato territori vasti e diversi – dalle province pugliesi di Brindisi, Bari e Foggia fino ai comuni sanniti di Paduli, Sant’Arcangelo Trimonte e Buonalbergo – producendo un patrimonio di dati, immagini e materiali che oggi confluiscono nel percorso espositivo. Un lavoro che ha contribuito in modo determinante anche alla candidatura Unesco della Via Appia – e della sua variante traianea – e che dimostra come la conoscenza scientifica, quando condivisa, possa diventare leva di sviluppo culturale e turistico.

L'architetto Luigi Salierno

A Buonalbergo c'è ViATor, il museo che riporta in cammino la Via Traiana: è Patrimonio Unesco la strada che unì Roma all’Oriente

A Buonalbergo c'è ViATor, il museo che riporta in cammino la Via Traiana: è Patrimonio Unesco la strada che unì Roma all’Oriente

L'antico forno di Palazzo Angelini, elegante edificio settecentesco affacciato sul borgo

Dentro ViATor: un’esperienza di visita immersiva

Entrare nel museo significa intraprendere un viaggio nel tempo. Le sale accompagnano il visitatore lungo il tracciato della Via Traiana, restituendone il senso epico e la complessità tecnica. Carte storiche, modelli, ricostruzioni tridimensionali, supporti multimediali e testi antichi e moderni dialogano tra loro per raccontare come una strada possa diventare strumento di potere, di integrazione e di trasformazione del paesaggio. “Il percorso museale svela le tecniche costruttive romane, la standardizzazione dell’arco a tutto sesto e dell’uso del calcestruzzo - ci racconta Luigi Salierno con grande entusiasmo - ma anche l’eccezionale capacità di adattamento al territorio montano, evidente nei ponti e nei viadotti che ancora punteggiano l’Appennino. Non mancano le storie dei viaggiatori: soldati, mercanti, pellegrini, donne e bambini che per secoli hanno percorso questa via per raggiungere la Grecia, l’Oriente, la Terra Santa”.

La strada dell’imperatore Traiano

Voluta dall’imperatore Traiano tra il 108 e il 110 d.C., la Via Traiana nacque come alternativa più rapida e sicura alla Via Appia Claudia per collegare Roma a Brindisi, porto strategico verso l’Oriente e le campagne militari contro Daci e Parti. Da Benevento la strada attraversava il sub-Appennino Dauno, il Tavoliere e scendeva verso l’Adriatico, ridisegnando i flussi economici e culturali dell’Italia meridionale. Non fu solo un’infrastruttura militare e commerciale, ma un’arteria di civiltà. Le monete coniate da Traiano per celebrarne la costruzione, esposte e raccontate nel museo, restituiscono l’importanza simbolica dell’opera: sul rovescio, la personificazione femminile della Via Traiana guarda verso Oriente, reggendo una ruota e un ramo d’ulivo, emblema del viaggio e della prosperità.

Uno scorcio del territorio attraversato dalla Via Traiana

Uno degli antichi ponti della Via Traiana sul territorio

Uno degli antichi ponti della Via Traiana sul territorio

Un paesaggio plasmato dalla Strada

La Via Traiana – come l’Appia prima di essa – ha profondamente trasformato il territorio. Lungo il suo tracciato si sperimentano le prime centuriazioni, la suddivisione regolare delle terre che costituì la base del catasto romano e favorì lo sviluppo agricolo e infrastrutturale. Ancora oggi, molte strade moderne ricalcano il percorso antico, spesso senza che chi le percorre ne sia consapevole. Il museo racconta anche ciò che non si vede più: i tratti scomparsi, le strutture sepolte, i monumenti andati in rovina. E allo stesso tempo restituisce valore ai segmenti ancora leggibili, come il suggestivo Ponte delle Chianche presso Buonalbergo, capolavoro di ingegneria romana che testimonia l’abilità tecnica dei costruttori e il dialogo continuo tra infrastruttura e ambiente.

Dalla storia al cammino contemporaneo

Oggi la Via Traiana torna a vivere come itinerario culturale e spirituale. Inserita nel sistema della Via Francigena del Sud e recentemente riconosciuta come Patrimonio Mondiale Unesco all’interno del sito seriale “Via Appia. Regina viarum”, la strada si propone come esperienza di turismo lento, sostenibile e consapevole. In questo contesto, ViATor diventa una tappa fondamentale: non solo museo, ma punto di partenza e di orientamento per chi desidera esplorare il territorio, comprenderne le stratificazioni storiche e camminare lungo una via che per oltre duemila anni ha unito popoli, culture e paesaggi.

Buonalbergo

Uno scorcio del territorio attraversato dalla Via Traiana

Una nuova centralità per i piccoli borghi

L’apertura del museo a Buonalbergo rappresenta anche un segnale importante per le aree interne. Palazzo Angelini si trasforma in luogo di incontro tra ricerca, turismo e comunità, dimostrando come la valorizzazione del patrimonio possa generare nuove opportunità di sviluppo locale. ViATor non racconta solo una strada antica: restituisce senso al viaggio, invita a rallentare, a osservare, a riconoscere nel paesaggio le tracce della storia. E ricorda che le grandi vie del passato possono ancora guidare il futuro, se qualcuno si prende la responsabilità di ascoltarle e di raccontarle.

L’idea alla base del progetto

ViaTor - Via Appia Traiana è insomma un’officina per la ricerca, un centro di interpretazione finanziato dal Ministero della Cultura, dedicato alla costruzione e alla storia della Via Traiana, la variante dell’Appia (di recente inclusa nella World Heritage List dell’Unesco) che da Benevento attraversa gli Appennini per scendere lungo la costa pugliese fino al porto di Brindisi, dove salpare per le campagne contro i Daci e i Parti. Collocato nelle colline del Sannio nel settecentesco Palazzo Angelini a Buonalbergo, a meno di 30 km da Benevento, narra la storia della via attraverso supporti multimediali, carte geografiche, modelli e ricostruzioni, testi di autori antichi e moderni.

Uno scorcio del territorio attraversato dalla Via Traiana

Uno scorcio del territorio attraversato dalla Via Traiana

 

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