La Biblioteca dove il Rinascimento non è mai finito: è a Cesena un luogo unico al mondo dove libri, banchi e luce sono come 500 anni fa

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A Cesena esiste un luogo unico al mondo dove libri, banchi e luce sono rimasti esattamente come cinquecento anni fa. È la Biblioteca Malatestiana, il tempio della conoscenza riconosciuto dall'Unesco

 

di Giovanni Bosi, Cesena / Emilia-Romagna

Entrare nella Biblioteca Malatestiana di Cesena significa ritrovarsi direttamente nel Quattrocento. Non è una semplice suggestione: qui il tempo sembra davvero essersi fermato. Gli stessi banchi in legno su cui si studiava oltre cinque secoli fa sono ancora al loro posto, così come le catene che assicuravano i preziosi manoscritti ai plutei, le finestre progettate per distribuire la luce ideale alla lettura e perfino l'organizzazione degli spazi. È un caso praticamente irripetibile nella storia europea e mondiale: una biblioteca umanistica giunta fino ai nostri giorni perfettamente integra nell'edificio, negli arredi e nella sua originaria dotazione libraria.

 

(TurismoItaliaNews) Per questo straordinario stato di conservazione, la Biblioteca Malatestiana è stata la prima istituzione italiana a essere inserita dall'Unesco nel Registro Memory of the World, riconoscimento riservato ai documenti e ai complessi archivistici che rappresentano un patrimonio universale della memoria dell'umanità.

La Biblioteca Malatestiana: dove il Rinascimento non è mai finito: è a Cesena un luogo unico al mondo dove libri, banchi e luce sono come 500 anni fa

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Il sogno di Malatesta Novello è patrimonio universale

La nascita della Malatestiana è il frutto della visione di Novello Malatesta, signore di Cesena e raffinato mecenate, che nella metà del XV secolo immagina una biblioteca destinata non soltanto ai religiosi, ma all'intera comunità cittadina. L'edificio viene realizzato all'interno del convento francescano tra il 1447 e il 1452 su progetto dell'architetto Matteo Nuti, allievo di Leon Battista Alberti. Fin dall'origine rappresenta qualcosa di rivoluzionario: non una raccolta privata destinata a pochi privilegiati, ma un luogo pubblico dedicato alla diffusione del sapere.

La scelta del fondatore è tanto innovativa quanto lungimirante. Novello Malatesta dona infatti la biblioteca al Comune di Cesena affinché venga custodita congiuntamente dai frati francescani e dall'amministrazione cittadina. Una formula che permette di preservarla nei secoli senza alterarne l'identità e che ne fa una delle più antiche biblioteche pubbliche d'Europa.

L'importanza attribuita a questo patrimonio emerge anche da un episodio singolare. Nel 1466 una bolla papale stabilisce addirittura la scomunica per chiunque sottragga un volume dalla biblioteca, segno della consapevolezza del valore eccezionale dei manoscritti custoditi al suo interno.

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La Biblioteca Malatestiana: dove il Rinascimento non è mai finito: è a Cesena un luogo unico al mondo dove libri, banchi e luce sono come 500 anni fa

Un'aula che ricorda una basilica

L'accesso alla biblioteca avviene attraverso un elegante portale quattrocentesco dominato dall'elefante, simbolo araldico della famiglia Malatesta. Accanto all'animale compare un motto latino che, con una sottile vena ironica, ricorda come "l'elefante indiano non tema le zanzare", un messaggio che allude alla forza e alla determinazione del casato.

Superata la soglia, lo stupore è inevitabile

L'aula principale è progettata come una basilica a tre navate. La navata centrale, coperta da una grande volta a botte, riceve la luce da un magnifico rosone che diffonde un'illuminazione soffusa e armoniosa. Ai lati, snelle colonne scandiscono due navate laterali sulle quali si allineano cinquantotto plutei lignei, ventinove per ciascun lato.

Sono tutti originali del Quattrocento

Su questi banchi di lettura riposano ancora oggi gli antichi codici, trattenuti dalle caratteristiche catenelle metalliche che impedivano il furto dei volumi senza limitarne la consultazione. È uno degli elementi più iconici della Malatestiana e restituisce immediatamente l'immagine concreta di come si studiava durante il Rinascimento.

Anche la luce è parte integrante del progetto. Le finestre di tipo veneziano sono state studiate per garantire la massima luminosità possibile senza danneggiare i preziosi manoscritti, dimostrando una sorprendente attenzione per le esigenze della lettura e della conservazione.

La Biblioteca Malatestiana: dove il Rinascimento non è mai finito: è a Cesena un luogo unico al mondo dove libri, banchi e luce sono come 500 anni fa

Un tesoro di manoscritti miniati

Il vero cuore della Biblioteca Malatestiana è rappresentato dalla sua straordinaria raccolta libraria. Il fondo originario comprende 343 codici in latino, greco ed ebraico, databili tra il IX e il XV secolo. Si tratta di opere che spaziano dalla filosofia alla medicina, dalla teologia alla letteratura classica, riflettendo pienamente l'ideale umanistico della conoscenza universale. Nel complesso monumentale si conservano centinaia di manoscritti di inestimabile valore, molti dei quali impreziositi da magnifiche miniature. Tra gli amanuensi che contribuirono alla loro realizzazione figurano nomi di assoluto rilievo come Jacopo da Pergola, Francesco da Figline e Giovanni da Épinal, protagonisti della raffinata arte libraria medievale.

Le pagine miniate rappresentano autentici capolavori nei quali calligrafia, decorazione e pittura convivono in perfetto equilibrio, trasformando ogni manoscritto in un'opera d'arte irripetibile.

Dalla tradizione classica all'umanesimo europeo

La raccolta della Malatestiana riflette pienamente il programma culturale immaginato dal suo fondatore. Accanto ai grandi autori della tradizione latina trovano spazio testi greci, ebraici e arabi, testimonianza di una visione aperta e universale della cultura. È un patrimonio che racconta come il Rinascimento italiano abbia saputo dialogare con le grandi civiltà del passato per costruire una nuova stagione del sapere europeo. Questa pluralità di fonti rende la biblioteca non soltanto una raccolta di libri, ma un vero laboratorio della cultura umanistica.

Cesena

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La Biblioteca Piana e gli altri tesori

La visita prosegue nel grande salone che un tempo ospitava il dormitorio dei frati francescani e che oggi accoglie la Biblioteca Piana, appartenuta a Papa Pio VII Chiaramonti. Qui sono conservati oltre cinquemila volumi e una sessantina di codici, alcuni dei quali esposti al pubblico insieme ai preziosi corali provenienti dal Duomo di Cesena e dal convento dell'Osservanza. Nel vestibolo trova posto anche la mazza argentea donata alla città da Papa Pio VI nel 1790, ulteriore testimonianza del profondo legame tra Cesena e la storia del papato.

Una memoria che continua a parlare al presente

Neppure le soppressioni napoleoniche interrompono la storia della Biblioteca Malatestiana. Dopo la chiusura del convento francescano, il complesso viene trasformato nel corso dell'Ottocento in scuola pubblica, continuando comunque a svolgere la propria funzione culturale e diventando anche sede della biblioteca comunale. È proprio questa continuità d'uso, unita all'eccezionale integrità dell'edificio e delle sue collezioni, ad aver consentito la conservazione di un patrimonio che oggi non ha eguali.

Essere nella Biblioteca Malatestiana significa osservare il Rinascimento nel suo stato più autentico. Qui ogni banco, ogni finestra, ogni manoscritto racconta un'epoca in cui la conoscenza veniva considerata il più prezioso degli strumenti per comprendere il mondo. Ed è forse questo il motivo per cui, a quasi seicento anni dalla sua fondazione, questo straordinario scrigno del sapere continua ancora oggi a parlare con sorprendente modernità a chiunque varchi il suo antico portale.

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