Una mostra italiana ad Alicante: “Etruscos. El amanecer de Roma”: 150 pezzi originali dell'arte e della cultura degli Etruschi

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150 pezzi originali del Museo Archeologico Nazionale di Firenze (Maf) e del Museo Guarnacci di Volterra, uno dei più antichi in Italia, fondato nel 1761: è questo il “tesoro” degli Etruschi in mostra dal 26 agosto al 12 dicembre 2021 ad Alicante “Etruscos. El amanecer de Roma”, proposta dalla Fondazione Marq e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Provincia di Pisa e Livorno.

 

(TurismoItaliaNews) L’evento è stato illustrato all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, presenti l’ambasciatore d’Italia in Spagna, Riccardo Guariglia, il direttore del Museo Archeologico della Provincia de Alicante (Marq), dove è ospitata la mostra, Manuel Olcina, la direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Madrid, Marialuisa Pappalardo, la curatrice del progetto, Giuseppina Carlotta Cianferoni. Attraverso un percorso museale nella sua cultura, nella sua struttura sociale, politica e urbanistica, “Etruscos. El amanecer de Roma” mostrerà la storia di questa civiltà dalle sue origini nel IX secolo a.C. fino alla sua graduale incorporazione con Roma nel I secolo a.C.

Una mostra italiana ad Alicante: “Etruscos. El amanecer de Roma”: 150 pezzi originali dell'arte e della cultura degli Etruschi

Una mostra italiana ad Alicante: “Etruscos. El amanecer de Roma”: 150 pezzi originali dell'arte e della cultura degli Etruschi

L’esposizione comprende anche una selezione di opere rappresentative provenienti dai due più importanti musei etruschi del mondo. La sfida – ha detto la curatrice Giuseppina Cinferoni - è quella di fornire un'immagine generale della cultura e dei costumi del popolo etrusco e mostrare il loro ruolo nel Mediterraneo e l'eredità unica che hanno lasciato ai romani". I pezzi, esposti da 37 sedi dislocate nell'antica Etruria, coprono l'intero spettro materiale anagrafico di questa cultura; il volume più rilevante è rappresentato dalle urne, le stele e i rilievi funerari con opere come l'Urna di Ulisse e le Sirene del Museo volterrano, la brocca canopo di Chiusi, una stele funeraria da Firenze, l'urna del Ratto di Proserpina da Volterra o il sarcofago maschile dalla necropoli di Rosavecchia in Toscana.

Si possono ammirare anche oggetti in oro - come il diadema di Orbetello o i bracciali della necropoli di Bisenzio e del Tumulo di Pietrera di Vetulonia - oggetti metallici - come il calderone della necropoli del Crocefisso del Tufo - o statue in bronzo, tra le quali spicca un insieme dei giacimenti di Fermo e Fiesole. La mostra "Etruschi" è arricchita anche da importanti pezzi di armamento e materiale ceramico. Disponibile anche un interessante supporto grafico e didattico, che include proiezioni audiovisive e strumenti interattivi. Tutto questo, insieme a ricostruzioni e ambientazioni coinvolgenti, trasporterà il visitatore nella vita quotidiana di questa cittadina attraverso i suoi usi, costumi, tradizioni, pratiche artistiche e credenze religiose.

Volterra

Volterra

Il direttore del Marq, Manuel Olcina, ha osservato che “Etruscos” è una mostra inedita che viene esposta per la prima volta nel museo di Alicante e, ha precisato che, parallelamente, sono stati messi insieme materiali di questa cultura rinvenuti in siti della provincia di Alicante. “In totale – ha detto - una ventina di pezzi che compongono la mostra 'Tracce Etrusche ad Alicante’ che sottolinea l'importanza di acquisire oggetti legati al consumo e alla preparazione del vino nel mondo iberico”. Questa collezione incorporerà un catalogo esplicativo, un audiovisivo e un'illustrazione che mostrerà l'uso dei pezzi etruschi. L'ambasciatore Riccardo Guariglia ha espresso la sua soddisfazione per questa mostra italiana ad Alicante sottolineando “i legami che uniscono i due popoli". Un ‘iniziativa che lui ha auspicato possa permettere alla "voce italo-spagnola di diventare ancora più forte” ed arrivare in tutta Europa. Guariglia ha anche rilevato la fondamentale influenza degli Etruschi nell’attuale cultura; influenza di cui, a suo avviso, "siamo eredi e, quindi, debitori".

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