Una quadreria alla Reggia: le raccolte del Principe Eugenio

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Con la mostra “I quadri del Re”, capolavori della pittura italiana ed europea appartenuti a prestigiose collezioni sabaude tornano ad arricchire le pareti della Reggia di Venaria, inseriti nel “Teatro di Storia e Magnificenza”, il suo percorso di visita recentemente rinnovato, e dunque offerti al godimento del grande pubblico. Fino al 13 gennaio 2013.


 

 

(TurismoItaliaNews) Un’importante occasione per ammirare 130 opere di celebri artisti (da Reni a Van Dyck, da Brueghel ai rinomati nomi della pittura fiamminga e olandese) che tornano a costituire - seppur per un periodo limitato – la “quadreria della Reggia”. Dalle superbe collezioni della Galleria Sabauda di Torino, alla Venaria Reale “I quadri del Re” è raffinata mostra integrata al percorso di visita della Reggia: insieme a dipinti preziosi e capolavori d’arte scorrono le vicende di un protagonista, intrigante e carismatico, della politica europea del Settecento, il Principe Eugenio di Savoia, raffinato collezionista, abile stratega militare, grande condottiero.

 

La mostra è ulteriormente arricchita dal confronto tra la quadreria del Principe Eugenio e alcune opere provenienti da importanti collezioni di altri personaggi di spicco della corte sabauda residenti nella Parigi dell’epoca, confronto che consente l’opportunità per una più ampia riflessione sul gusto à la page dei collezionisti nell’Europa di primo Settecento.


Il Principe Eugenio

Eugenio Francesco di Savoia, parigino di nobili origini italiane (era cugino di re Vittorio Amedeo II di Savoia), conte di Soissons, colonnello dei dragoni imperiali, cavaliere del Toson d’oro, feldmaresciallo dell’Impero, governatore di Milano e dei Paesi Bassi, vicario generale dell’Impero in Italia, era anche un raffinato cultore delle arti, interessato alle scienze, grande collezionista e bibliofilo. Lasciata nel 1683 la Francia del re Sole dopo il rifiuto di questi al suo ingresso all’Armée Royale, entra nell’esercito imperiale di Leopoldo I d’Asburgo riorganizzandolo in funzione antiturca e antifrancese e conseguendo in questo senso una serie di vittorie-simbolo nella storia d’Europa, nell’arco di ben trentatré campagne militari.


Investe l’enorme fortuna economica accumulata in opere d’arte, palazzi di città, residenze estive, biblioteche, giardini, gabinetti di scienze naturali. Muore a Vienna il 20 aprile del 1736 all’età di 72 anni: in mancanza di un testamento, l'imperatore Carlo VI d'Asburgo indica come erede del suo immenso patrimonio la nipote Maria Anna Vittoria di Savoia la quale, in fasi successive liquida il suo patrimonio, vendendo gli edifici e la biblioteca alla famiglia imperiale stessa e i dipinti al cugino Carlo Emanuele III di Savoia.

La Mostra

Nel 1736 un diplomatico inglese li indicava come i “più bei dipinti […] diogni genere che solo le teste coronate potevano permettersi in Europa”: si tratta dei quadri della sontuosa collezione che il Principe Eugenio Francesco di Savoia Carignano (1663 - 1736), conte di Soissons, cugino di re Vittorio Amedeo II, grande condottiero dell’esercito imperiale celebre in tutta Europa per le vittorie contro i turchi, raccolse per ornare le sue splendide residenze viennesi, il Palazzo di Città ed il Belvedere.

All’indomani della sua morte, la collezione venne acquistata da re Carlo Emanuele III di Savoia, per essere allestita nel 1741 presso Palazzo Reale a Torino, dove fu ammirata e magnificata da viaggiatori e cultori d’arte di tutta Europa che lodarono in particolare la ricchezza di opere fiamminghe ed olandesi, arrivando ad additarla come uno dei vertici del collezionismo moderno. La quadreria venne poi trasferita, insieme ad altre opere di provenienza dinastica, alla Galleria Sabauda dall’atto della sua istituzione nel 1832, costituendone una sezione particolarmente rilevante e prestigiosa.

In attesa dell’allestimento definitivo della nuova Galleria Sabauda nella Manica Nuova di Palazzo Reale a Torino dove ha luogo in contemporanea un’altra imperdibile esposizione, la cospicua selezione dei dipinti del Principe Eugenio rappresenta il fulcro della mostra ospitata alla Reggia di Venaria nelle Sale delle Arti, impreziosita dalla possibilità del confronto tra la quadreria del Principe e alcune opere provenienti da importanti collezioni conservate oggi al Louvre e alla Gemaldegalerie di Dresda ed appartenute ad altri personaggi di spicco della corte sabauda residenti nella Parigi dell’epoca, cuore del mercato internazionale dell’arte: Jeanne Baptiste d’Albert de Luynes, contessa di Verrua (1670-1736), la seducente amante di Vittorio Amedeo II “regina” indiscussa dei “salotti culturali” parigini, e Vittorio Amedeo di Carignano (1690-1741), genero della contessa di Verrua e generale delle armate di Francia. Ciò consente l’opportunità per una più ampia ed interessante riflessione sul gusto à la page dei collezionisti nell’Europa di primo Settecento.

 

Le sezioni e le opere principali

L’esposizione è introdotta da una prima sezione dedicata al Principe Eugenio che ne delinea la personalità, con il magnifico ritratto equestre dipinto da Van Schuppen, le dieci Battaglie vittoriose del condottiero eseguite da Jan Huchtenburg, all’interno di un ben preciso progetto celebrativo fortemente voluto da Eugenio, alcune armi a lui appartenute ed oggi conservate all’Armeria Reale di Torino, i volumi dalle preziose incisioni dedicati alle sue gesta della Biblioteca Reale e della Regione Piemonte.

 

Un’ampia sala ne illustra più generalmente il gusto aggiornato e moderno da lui seguito nella definizione dei propri palazzi viennesi, con arazzi, porcellane e oggetti anch’essi pervenuti a Torino nel Settecento e attualmente conservati tra Palazzo Reale, il Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama e alcuni privati. Di qui parte il percorso espositivo vero e proprio secondo la traccia sopra delineata, con il massimo risalto alle qualità dei dipinti e alla cultura collezionistica che sta alla base delle raccolte. Analogamente, il catalogo segue questo percorso, permettendo di approfondire anche aspetti collegati, quali il collezionismo di incisioni nel quale il Principe si distinse, e può contare sugli importanti studi condotti in questi anni sia dal cotè piemontese che in ambito francese e tedesco.

 

 


 

 

Sale delle Arti
Biglietto unico con la Reggia
tel. 011 – 4992333
www.lavenariareale.it
www.piemonte.beniculturali.it

 

 

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